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lunedì 13 giugno 2016

Diversi da chi?

La strage di Orlando mi ha lasciata senza parole – sul tweet scritto da Carlo Taormina per l'occasione, poi, è meglio se mi autocensuro – per questo mi permetto di prendere a prestito quelle scritte da wolly.
Lo ammetto, sono una brutta persona.
Quando succedono stragi io non ne parlo.
Non ne parlo perché mi fanno stare male.
Non ne parlo perché non ho idee né soluzioni. (Sembra invece che molti siano esperti e abbiano le soluzioni a portata di mano, conoscano perfettamente le cause.)
Non ne parlo perché, sicuramente, la mia reazione di pancia sarebbe: napalm.
Non ne parlo perché non credo che la violenza si batta con la violenza, anche verbale.
Però nel mio piccolo, nel mio vivere tutti i giorni, mi sforzo di comportarmi nel modo corretto. Magari non ci riesco sempre, ma se tutti lo facessero nel proprio piccolo, forse, qualcosa cambierebbe.
Non lo faccio perché credo che creare nemici e scaricare tutto addosso a questo o a quello sia controproducente.
Spero che vi basti come spiegazione del perché io non ho scritto sui fatti di Orlando e su tutti gli altri fatti.
Se questo fa di me un insensibile, un omofobo, un complice, credo che il problema sia più vostro che mio.
Trovo inquietante constatare che qualcuno che dovrebbe per vocazione predicare l'amore, ovvero un prete, esterni invece dall'altare parole di odio nei confronti degli omosessuali. E addirittura terrificante la notizia fresca fresca che, secondo un predicatore della chiesa battista di Westboro, l'attentatore di Orlando sarebbe stato mandato da Dio.
Un annetto fa fece scalpore il bacio tra due rugbisti sulla copertina del giornale sportivo Sportweek; tra i vari commenti, un padre domandava allarmato «domani spiegatemi cosa dirò a mio figlio di 5 anni». La risposta perfetta l'ho letta proprio l'altro giorno in un post di fraublucher.
Perciò quando un bambino vi chiede “Babbo/Papà/Mamma perché quei due signori/signore si baciano” lo chiede solo perché viviamo in un paese retrogrado dove l’omosessualità si nasconde come una vergogna e non è abituato a vederlo. In questo caso l’unica risposta possibile, semplice, lineare è la verità.
“Perché si amano”
Naturale, no? :-)
Il video qua sotto mostra che i ragazzini, innocenti e privi di sovrastrutture come sono, considerano il matrimonio gay con la massima spontaneità e apertura mentale.



Purtroppo non è sempre così: lo dimostra il breve testo qui sotto, preso da Facebook e ispirato a fatti veri, il quale denuncia la spietatezza di certi adolescenti nei confronti dei coetanei che reputano in qualche modo "diversi".


Sono convinto che un simile atteggiamento non sia innato nei ragazzi, i quali lo assimilano invece dall'ambiente in cui vivono.
Cosa sia l'omofobia lo spiega questa vignetta. Che magari non sarà proprio azzeccata al 100%, comunque fa riflettere.


Se fino al non lontano 17 maggio 1990 l'omosessualità era inclusa nella lista delle malattie mentali pubblicata dall'Organizzazione mondiale della sanità – per questo il 17 maggio di ogni anno si celebra la giornata internazionale contro l'omofobia – oggi, secondo il sessuologo Emmanuele Jannini, si ritiene che sia invece l'omofobia a presentare dei tratti potenzialmente patologici.

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