martedì 30 ottobre 2018

Rassegna(ta) stampa

Negli ultimi mesi ho messo da parte alcuni link di articoli che mi hanno particolarmente colpita mentre mi informavo online... e siccome li trovo ancora attuali, o quantomeno degni di nota, ho deciso di condividerli prima che rischino di diventare obsoleti o privi di interesse. Eccoli in ordine cronologico inverso... a partire da oggi.
Bonus: A.Word.A.Day --capitano. Dubito che il vicepremier Matteo Salvini, che ama farsi chiamare così, sarebbe granché contento se scoprisse il significato del personaggio "capitano" nella commedia dell'arte: «persona spavalda e codarda»! ;-)
P.S.: L'immagine che apre il post allude all'ennesima figuraccia dell'altro vicepremier Luigi Di Maio, il quale ha fatto copia&incolla da Wikipedia per scrivere un post. Ma difficilmente qualcuno avrebbe scommesso un centesimo sul fatto che quelle parole fossero farina del suo sacco... ;-)

lunedì 29 ottobre 2018

Le cover che non ti aspetti

Sul finire di questo estenuante lunedì all'insegna del maltempo mi limito a condividere una curiosità che ho scoperto leggendo questo articolo dedicato da VanityFair.it al ventennale di ...Baby One More Time. Ebbene, il tormentone teen pop che lanciò la carriera di una giovanissima Britney Spears può vantare un paio di cover abbastanza sorprendenti: una dei Travis, quelli di Sing...


... e un'altra (in verità quasi irriconoscibile) di Tori Amos, cantautrice famosa per il suo rock impegnato. Chi non conosce la sua Cornflake Girl?

domenica 28 ottobre 2018

Il solito scombussolamento di fine ottobre

Proprio ieri il mio lui mi ha riferito che la femmina di pastore tedesco [EDIT: in realtà si tratta di pastore maremmano abruzzese!] di un nostro conoscente è incinta. Sotto sotto temeva che avrei insistito per convincerlo ad adottare uno dei cuccioli, ma l'ho rassicurato: tenere un cane, di quelle dimensioni poi, è troppo impegnativo per il tipo di vita che facciamo, se si fosse trattato di gattini magari se ne sarebbe potuto parlare. Ebbene, non avevo idea di quello che dicevo, a giudicare da alcune immagini nelle quali mi sono imbattuta oggi in occasione del ritorno all'ora solare...

 
 

[Sì, gli errori nella seconda e nella terza li ho notati eccome :-O]
Tanto per restare in argomento di cambio dell'ora, l'aspetto che mi piace meno di questo periodo – ma se non altro nelle prossime settimane non dovrò più uscire di casa la mattina prima che sia sorto il sole, e comunque per il prossimo futuro si parla addirittura di abolizione – ecco un video dei simpaticissimi moltistrumentisti Masa...


... una vignetta di Simple&Madama, alias Lorenza Di Sepio...


... e un'illustrazione che spiega in modo semiserio come rimettere indietro l'orologio.

sabato 27 ottobre 2018

Mappe, che passione!

Quest'oggi condivido una piccola collezione di immagini di mappe, alcune piuttosto serie altre decisamente meno, prese da pagine Facebook come I Fucking Love Maps, Amazing Maps (di pagine con questo nome ce ne sono almeno due, questa e questa) e Terrible Maps, ma non solo. Cliccaci sopra per ingrandirle se non riesci a leggere bene.



(Se fossero quelli i confini, non mi è chiaro se attualmente sarei residente in Svizzera oppure in Liechtenstein)


(non devo spiegarti a cosa si riferiscono tutti quei termini, vero? ;-) )

venerdì 26 ottobre 2018

Robot battono Curiosona 2 a 0

Non posso certo dire che questa sia stata una settimana piena, ma negli ultimi giorni ho recuperato alla grande... perciò stasera non ho la forza di condividere nient'altro che due video tratti dal canale YouTube della società di ingegneria e robotica americana Boston Dynamics. Dal momento che l'ingegneria è il mio orizzonte professionale e la robotica una delle mie passioni, certe cose mi fanno impazzire! :-O (nel senso buono)
Ecco un cane robotico che balla sulle note di Uptown Funk (ed è persino più aggraziato di me ;-) )...



... e un robot antropomorfo che fa parkour (ed è decisamente più stabile di me ;-) ).


giovedì 25 ottobre 2018

Una mentalità pro-grammatica

Lunedì scorso ha avuto luogo la sesta edizione della Giornata ProGrammatica. Come si può intuire dalla G maiuscola, "programmatica" non va inteso tanto in questo senso qua, quanto come pro-grammatica, cioè "a favore della grammatica". Trattasi di un evento che Radio 3 – La Lingua Batte ha organizzato in collaborazione con i Ministeri dell'Istruzione, Università e Ricerca MIUR, degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale MAECI, l'Accademia della Crusca, la CRI – Comunità Radiotelevisiva Italofona e skuola.net.
Su RaiPlay Radio sono stati pubblicati alcuni video brevi ma istruttivi (in effetti un testo scritto richiederebbe ancor meno tempo per essere letto, ma magari non rimane altrettanto impresso rispetto al multimediale).
  • Valeria Della Valle (Università di Roma La Sapienza – Treccani) si occupa del famigerato piuttosto che usato erroneamente con valore disgiuntivo anziché comparativo/eccettuativo, del duplice significato della congiunzione ovvero, e del pronome e aggettivo dimostrativo codesto, usato quasi esclusivamente in Toscana e nel linguaggio burocratico.
  • Alessio Ricci (Università di Siena – Sede di Arezzo) illustra la funzione di tipo comunicativo che nell'italiano moderno ha acquisito la virgola, nonché i molteplici significati dell'aggettivo importante.
  • Vincenzo D'Angelo (Università della Calabria) spiega come si scrive il plurale di parole come valigia e provincia, e si occupa inoltre del sostantivo internet.
  • Altri argomenti trattati: la punteggiatura e in particolare i due punti (Luca Serianni, Università di Roma La Sapienza – Lincei), l'apostrofo (Matteo Motolese, Università di Roma La Sapienza), i migratismi (Laura Ricci, Università per Stranieri di Siena), la prassi di usare l'asterisco come forma di rispetto antisessista, es. car* collegh* (Silverio Novelli, Portale Treccani.it).
A me dà un sacco fastidio l'abuso degli anglismi quando se ne potrebbe benissimo fare a meno: l'immagine qua sotto, pubblicata da GRAM-MODI, rende perfettamente l'idea.


Per quanto mi riguarda, dal momento che lavoro in una multinazionale dove l'inglese è fondamentale, devo fare i conti tutti i giorni con obbrobri come fittare (dal verbo fit), mandatorio (da mandatory, perché dire tassativo è così out!) e deploiare (qualunque traduzione italiana del verbo deploy non sarebbe così brutta).
Sullo stesso argomento, ecco un video che fa sorridere ma anche riflettere.

mercoledì 24 ottobre 2018

Caro diario...

Quest'anno ho compiuto gli stessi anni che aveva mia madre quando mi ha messa al mondo. Per qualche strana ragione mi è venuta la curiosità di scoprire quando avrei raggiunto la stessa identica età in giorni che aveva lei quella mattina di giugno, e l'ho fatto utilizzando questo servizio online. Ebbene, quel giorno fatidico, in cui ho compiuto esattamente la metà dei giorni che ha compiuto mia madre, era ieri (no, non mi è sfuggito, è che ieri mi andava di scrivere altro).
Insomma, mamma alla mia età aveva già due figlie – oltre a me, anche mia sorella di nove anni più grande – mentre io a questo punto di figli non ne avrò mai, forse. Prima dovevo preoccuparmi di trovare un lavoro, e adesso che ce l'ho mi rendo conto che sarebbe pressoché impossibile da conciliare con la maternità; riesco già a stento a badare alle faccende domestiche, figuriamoci. In verità alcune mie colleghe sono anche madri... ma loro abitano a molto meno di 60 chilometri dalla sede di lavoro, e suppongo che possano contare su un valido aiuto in famiglia per badare ai bambini, e non è questo il mio – nostro – caso. :-/ E intanto l'orologio biologico ticchetta...

Oggi ho ricevuto da un prete che è mio amico su Facebook – era il sacerdote del paesino dov'è nata mia madre, e dove ho passato buona parte delle estati della mia infanzia e adolescenza – l'invito a mettere "Mi piace" alla sua pagina personale. Cioè, non solo questo c'ha la fanpage su Facebook – quando ci si può benissimo far seguire sul proprio profilo – ma è classificato come "Personaggio pubblico"!?! A quanto pare non esistono molte classificazioni alternative per le pagine relative a individui... comunque la cosa mi ha lasciato abbastanza perplessa.

martedì 23 ottobre 2018

Mi crolla un mito!

Ho sempre considerato il fisico tedesco Albert Einstein il mio mito, dispensatore di saggezza anche al di fuori del suo ambito di competenza... ma di recente ho letto un articolo che mi ha pressoché obbligata a ridimensionare un bel po' l'opinione che avevo di lui. Trattava del rapporto tra lo scienziato e la prima moglie, la fisica serba Mileva Marić, e del fondamentale contributo che presumibilmente la donna diede alle ricerche del marito. Per citare un episodio significativo, quando lo scienziato con cui avevano collaborato alla costruzione di un voltmetro ultrasensibile le chiese come mai avesse scelto di non includere il proprio nome nella ricerca, lei rispose con un gioco di parole sul cognome del marito: «Warum? Wir beide sind nur ein Stein» («Perché dovrei? Io e lui siamo una sola pietra»).
Subito dopo però l'articolo riferisce
Il matrimonio tra Albert e Mileva finì con un divorzio, formalizzato nel 1919, cinque anni dopo che lei lo lasciò a Berlino e se ne andò insieme ai figli, in seguito a un “amorevole” elenco coniugale che lui si era premurato di farle avere.
Ovviamente mi è venuta la curiosità di conoscere il contenuto di quell'amorevole elenco... e dopo averlo letto non mi sorprende che Mileva se ne sia andata. A quanto pare non era affatto l'uomo moderno che credevo, lo zio Albert...
Ecco qui di seguito la traduzione del summenzionato post di Lists of Note.
Nel 1914 il matrimonio di Albert Einstein con quella che era sua moglie da 11 anni, Mileva Marić, stava andando rapidamente in crisi. Rendendosi conto che non c'era speranza per il loro rapporto sul piano romantico, Einstein propose che rimanessero insieme per il bene dei loro figli, ma soltanto se lei avesse accettato il seguente elenco di condizioni.
Mileva le accettò, ma inutilmente. Alcuni mesi dopo lasciò il marito a Berlino e si trasferì con i loro figli a Zurigo. Alla fine divorziarono nel 1919, dopo aver vissuto separati per cinque anni.
CONDIZIONI
  1. Ti assicurerai:
    1. che i miei vestiti e il mio bucato siano tenuti in ordine;
    2. che riceverò i miei tre pasti regolarmente nella mia stanza;
    3. che la mia camera da letto e il mio studio vengano tenuti in ordine, e specialmente che la mia scrivania sia lasciata solo per il mio uso.
  2. Rinuncerai a tutte le relazioni personali con me nella misura in cui non siano completamente necessarie per ragioni sociali. Specificamente, farai a meno del fatto che io:
    1. sia seduto a casa con te;
    2. esca o viaggi con te.
  3. Obbedirai ai punti seguenti nei tuoi rapporti con me:
    1. non ti aspetterai alcuna intimità da me, né mi rimprovererai in alcun modo;
    2. smetterai di parlarmi se te lo chiederò;
    3. lascerai la mia camera da letto o il mio studio immediatamente senza protestare se lo chiederò.
  4. Ti impegnerai a non sminuirmi di fronte ai nostri figli, sia attraverso le parole che attraverso il comportamento.
Se il punto A e il punto D potevano anche essere accettabili e persino normali per una coppia dell'epoca, i punti B e C li trovo sconcertanti. Mi aggrappo disperatamente alla speranza che si tratti di una fake news ante litteram...

lunedì 22 ottobre 2018

Quando i ne*ri erano i "terroni"

Il 10 febbraio scorso su FACE Magazine è stato pubblicato l'articolo 25 anni di insulti leghisti. Che il Sud non dimentica. Purtroppo quel titolo più che una constatazione si è rivelato essere una pia illusione destinata ad infrangersi, alla luce del risultato delle elezioni politiche tenutesi meno di un mese dopo. E già, i meridionali sembrano proprio esserseli scordati, quegli insulti, dal momento che hanno riversato sulla Lega di Salvini una gran quantità di preferenze... che secondo i sondaggi più recenti sarebbero addirittura notevolmente aumentate.
Mi è venuto spontaneo ricollegare quell'articolo al video qui sotto, pubblicato tre giorni fa nella pagina This is Racism, nel quale Andrea Pennacchi interpreta un testo di Marco Giacosa per la regia di Francesco Imperato. Il titolo? «Quando i neri erano i meridionali: ovvero, l'ultimo è "il più terrone" di tutti».



Non posso fare a meno di notare che, se fino a non molti anni fa "polentoni" e "terroni" tendevano a guardarsi in cagnesco, adesso sembrano quasi aver siglato una tregua per allearsi contro i nuovi "invasori" che arrivano da oltreconfine. E scusami se non riesco a considerarlo un gran progresso... a meno che non si tratti di un processo evolutivo la cui fase finale vede gli abitanti del pianeta Terra finalmente tutti uniti e solidali per combattere un'invasione di extraterrestri cattivi!
P.S.: Quando questo post era già in cantiere, mi sono imbattuta su Facebook nel post di un amico che segnalava un documentario di una cinquantina d'anni fa disponibile su RaiPlay. A detta del mio "facciamico" vale la pena di spendere una mezz'oretta per guardarlo, e conoscendolo non ho motivo di dubitarne... comunque mi ci dedicherò dopo aver pubblicato il post, o magari domani, ché adesso mi sento ancora abbastanza malaticcia e sarà meglio dormirci su. :-/

domenica 21 ottobre 2018

Non sarà razzismo, ma...

Oggi si è parlato un sacco della pubblicità dell'acqua Uliveto, sponsor della nazionale italiana di pallavolo, che nel celebrare il formidabile secondo posto mondiale delle azzurre contro la Serbia ha pubblicato un fotomontaggio promozionale in cui... ops, ma tu guarda un po', la bottiglia nasconde proprio Paola Egonu e Miriam Sylla: due giocatrici fortissime nonché italianissime ma, ahiloro, di evidenti origini africane. Difficile credere che si sia trattato di una casualità.


Su Twitter @ArmataCeline ha pubblicato una versione parecchio alternativa dell'immagine...


... mentre su Unfair Play è uscita una rielaborazione secondo lo stesso criterio della celebre foto che ritrae Tommie Smith, Peter Norman e John Carlos (in ordine di arrivo) sul podio dei 200 metri piani ai Giochi Olimpici di Città del Messico 1968.


Riccardo Gazzaniga, che nel luglio scorso aveva raccontato la vicenda di Peter Norman, qualche giorno fa si è occupato anche di Tommie Smith e John Carlos; tre destini, i loro, strettamente legati. E Paolo Longarini ha menzionato Peter Norman in questo post – è un po' lungo, ma leggilo perché merita davvero – pubblicato in occasione dell'anniversario del rastrellamento del ghetto di Roma.
Concludo riportando i link ad alcuni articoli su razzismo e integrazione.

sabato 20 ottobre 2018

Facciamo una lista?

Sono rimasta un po' indietro coi feed RSS, soprattutto riguardo agli articoli che potenzialmente rispetto ad altri richiedono più tempo ed attenzione per essere letti... Ecco perché Can you solve it? I've got a little (logical) list (Riesci a risolverlo? Ho una piccola lista (logica)), il post pubblicato l'8 ottobre scorso da Alex Bellos nel suo blog Monday puzzle ospitato sul sito del Guardian, l'ho letto soltanto ieri. Ma l'ho trovato talmente sfizioso – soprattutto il primo dei due enigmi proposti – che... beh, non è mai troppo tardi per condividerne la traduzione! :-)
  1. Alle persone che hanno una mentalità logica piace elencare le cose. [Ah, quanto è vero! NdC]
  2. Questi due enigmi logici celebrano questo fatto.
UNO
Quale/i delle seguenti affermazioni è vera/sono vere?
  1. Esattamente una delle affermazioni in questa lista è falsa.
  2. Esattamente due delle affermazioni in questa lista sono false.
  3. Esattamente tre delle affermazioni in questa lista sono false.
  4. Esattamente quattro delle affermazioni in questa lista sono false.
  5. Esattamente cinque delle affermazioni in questa lista sono false.
  6. Esattamente sei delle affermazioni in questa lista sono false.
  7. Esattamente sette delle affermazioni in questa lista sono false.
  8. Esattamente otto delle affermazioni in questa lista sono false.
  9. Esattamente nove delle affermazioni in questa lista sono false.
  10. Esattamente dieci delle affermazioni in questa lista sono false.
DUE
Quale risposta nella lista è la risposta corretta a questa domanda?
  1. Tutte le seguenti.
  2. Nessuna delle seguenti.
  3. Tutte le precedenti.
  4. Una delle precedenti.
  5. Nessuna delle precedenti.
  6. Nessuna delle precedenti.
Per leggere le soluzioni, non devi far altro che scorrere la pagina un po' più in basso.
























 

 


 
 












UNO
Il modo più semplice per dare un senso a questo problema è quello di riformulare ciascuna riga come un'affermazione logicamente equivalente sulla verità, piuttosto che sulla falsità, delle altre affermazioni. Ad esempio, guarda l'affermazione 1. Se esattamente un'affermazione in questa lista è falsa, ciò equivale a dire che esattamente nove sono vere. Affermazione 2: se esattamente due affermazioni sono false, ciò equivale a dire che esattamente otto sono vere, e così via.
Da questo punto di vista, è chiaro che soltanto un'affermazione può essere vera (poiché se più di una fosse vera, ci sarebbe una contraddizione). Se soltanto una è vera, allora nove sono false e l'unica affermazione vera è la 9.
DUE
Ci sono diversi modi per risolvere questo problema. Un modo è cercare le contraddizioni ed eliminare le affermazioni man mano che si procede:
  • Se la 1 è vera, allora la 2 deve essere vera, ma questo contraddice la 1 quindi la 1 deve essere falsa.
  • E se la 1 è falsa, allora anche la 3 deve essere falsa.
  • Se la 2 è vera, allora la 4, la 5 e la 6 devono essere false. Ma se la 4 è falsa, non è possibile che soltanto una tra la 1, la 2 e la 3 sia vera. Questo contraddice la premessa, cioè che la 2 sia vera (e noi sappiamo che la 1 e la 3 sono false). Quindi anche la 2 è falsa.
  • Poiché la 1, la 2 e la 3 sono false, lo è anche la 4.
  • Se la 6 è vera, anche la 5 deve essere vera, ma se la 5 è vera la 6 è falsa. Quindi la 6 è falsa.
  • La 5 è vera, ed è quindi la risposta corretta.
[La foto del tizio che compila una lista è tratta da ShoutMeLoud]

venerdì 19 ottobre 2018

Prendila con filosofia!

Con questo venerdì si conclude per me una settimana abbastanza impegnativa... ecco perché nel post odierno mi limito a riportare le frasi pubblicate tra ieri e oggi, dopo qualche giorno di pausa, nel blog Live Life Happy. Trattasi di un'autentica miniera di life quotes, ossia citazioni – a volte giusto un tantinello banali, forse ;-) – che aiutano a prendere la vita con filosofia!

https://livelifehappy.com/poster/being-a-good-person-does-not-protect-you/
Essere una brava persona non ti protegge dalle persone cattive.
(Ed Latimore)
https://livelifehappy.com/life-quotes/self-improvement-never-ends-once-you-fix-one-problem/
Il miglioramento di sé non finisce mai. Una volta risolto un problema, si scopre un'altra area che richiede un aggiornamento. Questo continua fino al giorno in cui si muore.
(Ed Latimore)
https://livelifehappy.com/life-quotes/you-dont-have-to-have-it-all-figured-out-at-21-or-30-or-even-40/
Non devi aver capito tutto a 21 anni, o a 30 anni, o anche a 40 anni. Sboccerai quando sarai pronto. L'unica cosa che conta è non mollare mai.
(Aaron Mahnke)
https://livelifehappy.com/life-quotes/it-doesnt-matter-what-your-parents-did-or-didnt-do/
Non importa quello che i tuoi genitori hanno fatto o non hanno fatto. Nessuno tranne te è responsabile della tua vita. Tu sei responsabile dell'energia che crei per te stesso.
(Dr. Phil)
https://livelifehappy.com/life-quotes/if-you-want-more-joy-serve-if-you-want-more-money-solve-problems/
Se vuoi più gioia, sii d'aiuto. Se vuoi più soldi, risolvi problemi. Se vuoi più libertà, affronta le tue paure.

giovedì 18 ottobre 2018

Che fetida manina...

Da ieri sera è tutto un fiorire di memi su Luigi Di Maio che ha denunciato la presunta gravissima manipolazione, da parte di una misteriosa «manina politica o una manina tecnica», del testo sulla pace fiscale – perché chiamarlo "condono" pareva brutto – pervenuto al Quirinale per essere firmato dal presidente Sergio Mattarella. Dal Colle è giunta una clamorosa smentita: veramente qua non è arrivato nulla.
Nel post di oggi raccolgo parecchi di quei memi, al motto di «ridiamoci su per non piangere».
(Alla "manina che cambia le leggi a Di Maio" è stata dedicata pure una pagina Facebook nuova di zecca)


(grande Walter Leoni!)

mercoledì 17 ottobre 2018

Il bene più prezioso che esista

Qual è il bene più prezioso che possiamo desiderare di possedere? Una macchina di lusso? Una bella casa? Tanti gioielli d'oro e diamanti? Macché... mi riferisco a qualcosa che non si può comprare, e neppure toccare! ;-) Ce lo illustra lo youtuber Daniele Di Benedettiautodefinitosi «Autore Bestseller, Esperto di Marketing On-Line, Storyteller, Risvegliatore e Spara Banalità ad Alte Prestazioni» :-) – nel video qui sotto, che per quanto ricicli parecchi concetti non proprio nuovissimi ho trovato di grande ispirazione in questo momento relativamente frenetico della mia vita.


Eccone qui di seguito la trascrizione,
Il tuo tempo? È limitato; certo, è gratis, ma il suo valore è inestimabile. E non puoi nemmeno agguantarlo, ma puoi usarlo, e quando lo perdi... beh, non può tornare indietro, e lo sai benissimo. Puoi avere sicuramente più soldi, ma non potrai mai avere più tempo.
È solo questione di tempo. Nessuno può dirlo, ma tutto finirà: io, te, il mondo che ci circonda, l'universo intero. Il tempo consuma tutto, tutto, ad una velocità impressionante... e l'errore più grande è che ce ne rendiamo conto sempre troppo tardi, dimenticandoci che stiamo bruciando una risorsa inestimabile, forse la più importante che esista in natura.
La paura più grande delle persone? Arrivare alla fine della propria vita e avere dei rimpianti. Il tempo è un gioco giocato splendidamente dai bambini, diceva qualcuno, proprio perché i bambini danno valore alle piccole cose: usano ogni secondo per realizzare i propri desideri. E non dire che non hai abbastanza tempo, non prenderti in giro: hai esattamente lo stesso numero di ore che avevano personaggi come Albert Einstein, Michelangelo, Raffaello, Leonardo da Vinci.
Albert Einstein diceva che il tempo è un'illusione, ed è proprio così. Prova a pensarci un attimo: preferiresti un bacio lungo, ma privo di passione, o un bacio breve ma intensissimo, pieno d'amore? Per questo la cosa più preziosa che puoi ricevere da una persona che ami non sono dei regali, non sono le parole, ma il suo tempo... perché quello non torna indietro, e quello che ha dato a te è solo tuo, e non importa nemmeno se era un'ora o una vita intera.
Ora per te ho una buona notizia e una cattiva notizia. La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia? Che tu sei il pilota. Proprio così, e lo sai benissimo: ci sono persone che passano il loro tempo facendo un lavoro che odiano, che detestano, persone che vivono una vita intera in una relazione che non vorrebbero, persone che pensano, sognano ma non agiscono. Non è giusto, e non è giusto perché la vita è una sola, e non merita di essere sprecata: è un dono pazzesco. Immagina se ogni giorno venissero depositati sul tuo conto corrente 86.400 euro: che cosa ci faresti, come li spenderesti? Li useresti per divertirti con i tuoi amici, li useresti per un viaggio, li useresti per toglierti quelle soddisfazioni che non ti sei mai tolto, oppure li tieni per te? Attenzione però, c'è solo una regola: tutti i soldi che non spendi, alla fine della giornata, spariscono. E la cosa bella è che il giorno dopo avrai nuovamente, al tuo risveglio, 86.400 euro nel tuo conto bancario. Ora non è tanto importante capire che cosa faresti con questi soldi; la cosa che dobbiamo capire è che sicuramente non li lasceresti lì, e ti inventeresti idee pazzesche pur di usarli tutti fino all'ultimo centesimo. Ecco, la vita funziona proprio così: ogni giorno hai 86.400 secondi a tua disposizione, e questo è il tuo orologio della vita, il tuo orologio che ogni giorno ti dà una nuova opportunità per vivere la tua vita pienamente e per lasciare un segno, un marchio indelebile su questo mondo, investendo il tuo tempo in modo intelligente, investendo nelle cose in cui credi o nelle persone che ami.
Il problema sai qual è? È che forse tu credi di avere tempo, ma prova a pensare a questo. Vuoi capire il valore di un anno? Mettiti nei panni di uno studente che è stato bocciato all'ultimo esame e ha dovuto ripetere l'anno. Per capire il valore di un mese? Prova a pensare ad una mamma che mette al mondo un figlio prematuro. Il valore di una settimana? Prova a metterti nei panni di un giornalista che fa uscire un articolo con una settimana di ritardo. Per capire il valore di un'ora? Prova a chiederlo ad una coppia di innamorati che si sta per rivedere. E sicuramente nella tua vita almeno una volta avrai perso un treno, un autobus, un aereo, e quindi puoi capire benissimo il valore di qualche minuto. E anche un secondo può fare la differenza: prova solo a pensare a chi è arrivato secondo alle Olimpiadi.
Steve Jobs, in una delle sue bellissime frasi, ci diceva che il nostro tempo è limitato: non passarlo a vivere la vita di qualcun altro.
Io ora la mia mossa l'ho fatta; ora spetta a te fare la tua.

martedì 16 ottobre 2018

Corsi e ricorsi storici?

Quest'oggi vagando su Facebook mi sono imbattuta in due immagini che si ricollegano all'intenzione manifestata da Matteo Salvini di imporre per legge «la chiusura entro le 21 dei negozietti etnici che diventano ritrovo di spacciatori e di gente che fa casino». La prima, tratta da Università della Vita, mi ha strappato un ampio sorriso...


... mentre riguardo alla seconda, condivisa tra gli altri da IAR - Italia AntiRazzista, non c'è proprio niente da ridere, anzi.

lunedì 15 ottobre 2018

Consapevolezza sulla sicurezza

Oggi condivido giusto un paio di link per celebrare degnamente ottobre, mese della sicurezza informatica.
  • Per l'occasione Google, presso cui milioni di persone in tutti il mondo hanno almeno un account, invita a fare un controllo della sicurezza. E la sottoscritta ha scoperto di avere un paio di cosucce da sistemare... Roba di poco conto, vabbè, ma la prudenza non è mai troppa!
  • Una visitatrice di questo blog mi ha scritto un e-mail – chissà perché non un commento – ringraziandomi per il mio post di due anni fa sull'argomento e segnalandomi questa pagina che raccoglie un sacco di eventi e risorse relativi al Cyber Month. Per il momento non ho avuto il tempo di darle nient'altro che una rapida occhiata; se ne hai modo, magari, fammi sapere che te ne pare! :-)

domenica 14 ottobre 2018

Eppur (non) si muove

Sono appena rientrata dalla Terronia e c'ho un sonno che non ti dico... ma prima di fiondarmi a letto, per rigenerarmi il più possibile in vista di una nuova impegnativa settimana, ti propongo un'illusione ottica che ho visto diffondersi viralmente sui social nei giorni scorsi: eccola.


Osservala bene: sembra proprio che si muova, vero? Eppure si tratta di un'immagine statica, in formato JPEG, mica di una GIF animata né tantomeno di un video!
Ecco altre due immagini analoghe.


Non ho ancora avuto modo di indagare su come si spieghi un effetto tanto "diabolico" – e sulle ragioni per cui a quanto pare non tutti lo percepiscono – ma non appena scopro qualcosa al riguardo aggiorno il post, promesso! :-)

sabato 13 ottobre 2018

Saluti da "giù"

Questo fine settimana sono tornata giù, e siccome ho parecchi giri da fare mi limito a condividere due video che mostrano la "mia" Pescara letteralmente a trecentosessanta gradi...


... e l'intero Abruzzo in tutto il suo splendore.


giovedì 11 ottobre 2018

Una questione complessa

Quest'oggi ho deciso di tornare su un argomento del quale mi sono già occupata più volte su questo blog, l'ultima appena cinque giorni fa: l'aborto. Lo spunto me l'hanno offerto le reazioni quasi tutte indignate dei miei contatti social – ecco perché ho preferito parlarne qua sul blog anziché su Facebook, dove ricevo qualche riscontro in più: sinceramente non ero in vena di polemiche – alle durissime parole del Papa al riguardo: «è come affittare un sicario per risolvere un problema», e poi altro ancora.
Anche se non mi sognerei mai di mettere in discussione la legge 194, trovo che la veemenza con cui molti si oppongono non soltanto agli attacchi di chi la vorrebbe abolire, ma pure all'attività delle associazioni che promuovono possibili alternative all'aborto*, parlandone quasi come se si trattasse di un banale intervento chirurgico non troppo diverso dall'asportazione di una cisti, denoti che costoro non si rendono davvero conto di quello che rappresenta l'interruzione volontaria di gravidanza. Ovvero l'atto di porre fine a una vita non ancora sufficientemente sviluppata da poter sopravvivere fuori dal grembo materno, ma abbastanza da avere inequivocabili sembianze umane e perfino un cuoricino che batte già (chiaramente sto pensando a un feto prossimo al novantesimo giorno di gestazione, termine massimo stabilito dalla legge per poter abortire, mentre contro la pillola del giorno dopo non ho proprio nulla da ridire). Se devo essere sincera la cosa mi mette i brividi, anche se per fortuna non ho mai vissuto l'esperienza in prima persona, neppure di striscio.

*Se ritieni che la scelta di abortire sia sempre preferibile a quella di portare a termine la gravidanza e poi dare il bambino in adozione**, allora non saremo mai d'accordo, mi spiace.

**Un discorso a parte vale per l'aborto terapeutico: credo ci voglia un certo coraggio a mettere al mondo una creatura già sapendo che dovrà fare i conti con enormi limitazioni nonché dipendere dall'assistenza di qualcuno per tutta la vita, anche quando i suoi genitori non ci saranno più.***

***In verità ho sentito storie di persone alle quali, quando ancora erano nel grembo materno, vennero diagnosticate gravissime malformazioni, eppure oggi si mostrano felici e colme di gratitudine per essere venute al mondo nonostante la disabilità.

[Tutte queste note in cascata danno l'idea di quanto io consideri la questione complessa e articolata, impossibile da inquadrare in maniera univoca]

mercoledì 10 ottobre 2018

(Auto)ironia portami via

Su Facebook seguo una pagina chiamata Fotografie Segnanti, la cui specialità è quella di pubblicare foto famose, da quelle storiche a quelle più "virali", corredandole con una didascalia che con lo scatto originale non c'entra nulla, ma in genere risulta piuttosto divertente. Dalla sezione Informazioni...
Diffidate delle imitazioni: siamo l'unica pagina che vi mostra davvero il reale volto delle fotografie che hanno segnato un'epoca. (La pagina è ironica)
Un esempio? La foto qui sotto, che mostra la chiacchieratissima in quanto costosissima acqua Evian "firmata" Chiara Ferragni...


... viene raccontata come...
Lourdes, 2018.
"L'acqua miracolosa" è uno dei souvenir più venduti del Santuario Mariano.
Invece quest'altra foto che mostra l'attrice Jennifer Lawrence in una posa che potrebbe farla apparire priva di braccia e gambe...


... ed è stata spiegata con le parole...
Italia, 2018
La bellissima Bebe Vio.
... sulle prime non mi ha fatto ridere né sorridere. Ma quando poi ho visto che Bebe Vio in persona l'aveva commentata con un formidabile «Magari avessi quelle tette raga», ho pensato: se persino la diretta interessata è riuscita a scherzarci su, chi sono io per giudicare poco felice quel post?
Un'autoironia talmente apprezzata, quella di Bebe, da farle racimilare oltre diecimila reaction.


Questa ragazza è un vero fenomeno: magari avessimo tutti uno spirito come il suo!
A proposito di autoironia, nei giorni scorsi è diventato virale sui social un video risalente a qualche anno fa, nel quale la brava giornalista del TGR Abruzzo Daniela Senepa, venendo urtata dallo specchietto retrovisore di un'ambulanza durante un servizio, si lasciava sfuggire una tipica imprecazione abruzzese – per la cronaca «ngulammammet», che in dialetto rappresenta un pensiero tutt'altro che carino rivolto alla genitrice del destinatario dell'insulto – ma subito dopo, accortasi della gaffe, si portava una mano davanti alla bocca con aria contrita. Ieri Lilli Mandara ha riferito sul suo blog che la Senepa ha sporto denuncia contro gli ignoti "diffusori" del video, il quale a suo dire potrebbe crearle seri problemi con la Rai.
Comunque mi auguro che Daniela ci ripensi (e che la Rai eviti di punirla per la sua umanissima reazione, ovvio): a mio parere quel video nulla toglie alla sua eccellente immagine professionale, e anzi le ha conferito un'aria "familiare" che forse prima non aveva e che potrebbe farla apprezzare ancora di più dai telespettatori.

martedì 9 ottobre 2018

Colora che ti passa

Dicono che i libri da colorare siano una mano santa contro lo stress... e perciò mi sa che è arrivato il momento di mettere mano a quello che mi sono regalata un po' di tempo fa, e che è ancora intonso. Anche se al momento sono talmente sclerata che forse finirei per combinare qualcosa di simile al "disegno" rappresentato nell'immagine qui sotto! ;-)


Nelle mie peregrinazioni in Rete ne ho trovati segnalati altri tre, di libri da colorare, che mi hanno incuriosita per motivi differenti:
Infine, tanto per restare in tema di disegni in bianco e nero da colorare, ecco un'APOD pubblicata nel 2016: è di origine sconosciuta, risale all'Ottocento e raffigura il nostro universo. Cliccaci sopra per ingrandirla, e magari stamparla!

lunedì 8 ottobre 2018

C'è poco da ridere

L'altro giorno su Facebook mi sono imbattuta nell'immagine qui sotto...


... commentata da chi l'aveva condivisa con queste parole:
Quali sono i requisiti per aver diritto al reddito di cittadinanza? Eccoli qui, spiegati perfettamente ai grillini!
(N.B.: l'immagine è vera, presa paro paro da un gruppo del M5S)
Nell'immagine c'è scritto...
COME FUNZIONA IL REDDITO DI CITTADINANZA
RIENTRI TRA GLI AVENTI DIRITTO AL REDDITO DI CITTADINANZA?
SÌ → RICEVI IL REDDITO
NO → NON HAI DIRITTO AL REDDITO
Una roba che definire lapalissiana è dir poco! ;-)
Anziché condividere direttamente il post, ho preferito salvare l'immagine e pubblicarla a mia volta aggiungendo «Io non ci voglio credere... Dimostratemi che è un fake, vi prego!».
Poco dopo si è palesata una mia "facciamica" per linkarmi la versione originale dell'immagine, che è sicuramente più articolata... persino troppo, direbbe qualcuno! ;-)


Eppure chi proprio volesse prendere in giro i grillini non ha bisogno di inventarsi nulla, dal momento che forniscono di continuo succosi spunti autentici: tipo la "minisindaca" M5S di Ostia che, anziché il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ha invitato al consiglio municipale suo fratello Luca, ovvero il Montalbano televisivo! :-O


Tornando infine sull'argomento "reddito di cittadinanza", non posso non condividere appieno il tweet mostrato nell'immagine qui sotto...


... e un'analisi di Fabrizio Delprete.