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mercoledì 21 giugno 2017

Un disco, vi prego, per l'estate

Ricorre oggi il solstizio d'estate... e ricomincia la caccia al tormentone estivo. Allo strapotere e all'invadenza di Despacito la sottoscritta contrappone due featuring italianissimi: L'esercito del selfie, singolo deliziosamente "new vintage" prodotto da Takagi & Ketra con le voci di Lorenzo Fragola e Arisa (no, Francesco Mandelli aka "nongio" che compare nel video non sa cantare così bene), e Freud di Nek feat. J-Ax, dal cui testo segnalo la modernissima rima Freud-Android-Polaroid: altro che cuore-amore! ;-)
Passando alle hit internazionali, ci sarebbe Shape Of You di Ed Sheeran... ma io in fin dei conti preferisco la parodia pubblicata dallo studente di fisica Tim Blais nel suo canale YouTube A Capella Science: è fatta troppo bene – da notare come il testo ricalchi alla perfezione quello originale – nonché davvero istruttiva. Io a tradurne il testo non ci provo nemmeno: è passato troppo tempo da quando ho dato l'esame di Chimica, e quindi di fatto ho chiuso con orbitali & company, per poter sperare di non commettere sviste imperdonabili!
Già che siamo in argomento, sconfiniamo definitivamente nel "nerdismo" più totale ascoltando una cover di Take On Me – che gli a-ha portarono al successo una trentina d'anni fa – suonata da un'orchestra molto speciale: è infatti interamente composta da hardware informatico d'epoca.

martedì 20 giugno 2017

Gli opposti si uniscono... ma qui si tratta di dividere!

Il post pubblicato ieri da Alex Bellos nel suo blog Monday puzzle proponeva tre enigmi tratti da Pythagoras Magazine, la più famosa pubblicazione olandese di matematica ricreativa: no, non è un ossimoro. ;-) In questo post condivido il secondo dei tre, perché l'ho trovato particolarmente interessante: di primo acchito, se parti da un approccio errato, potresti trovarlo abbastanza arduo... per poi essere tentato di darti una manata in fronte quando scopri la (oppure arrivi per conto tuo alla) soluzione! :-)
Il simbolo di yin e yang [che, detto per inciso, si chiama Taijitu, NdC] è basato sulla figura sottostante, delimitata da tre semicerchi. Come puoi dividere questa forma in due forme identiche?
Scorri la pagina in basso, parecchio in basso, per arrivare alla soluzione...














































Ho aggiunto le linee di griglia per mostrare esattamente dove deve andare il taglio semicircolare.

lunedì 19 giugno 2017

A favore dello ius soli

Dal 15 giugno è in discussione la legge sullo ius soli, che personalmente reputo giusta e sacrosanta ma per la quale si prospetta un percorso irto di ostacoli. Purtroppo il M5S decidendo di opporsi, come i leghisti dai quali del resto non c'era da aspettarsi nulla di diverso, si è rivelato il partito fascistoide che è (o quantomeno prontissimo a reagire ai risultati assai deludenti delle ultime amministrative affrettandosi a intercettare le paure di un'ampia fetta della popolazione). L'altro giorno ho condiviso su Facebook la foto dello striscione qui sotto, che dimostra la stupidità di quelli di Forza Nuova, i quali sono riusciti nell'impresa di avvalorare senza neanche accorgersene un principio che il loro sistema di valori non ammette.


E un mio "facciamico" – che avevo smesso di seguire, pur senza togliergli l'amicizia, perché mi davano troppo fastidio certi suoi post grondanti idee fasciste – ha commentato che lo ius soli, a differenza dello ius sanguinis attualmente in vigore in Italia, non è giusto perché «non è che se un gattino nasce in una stalla questo fa di lui un bue o un cavallo». Avrei voluto rispondergli «Che c***o dici?!», ma sono riuscita a replicare in maniera più civile: stiamo parlando di esseri umani, mica di specie animali differenti!
Di seguito condivido due video per riflettere sullo ius soli. Il primo è un breve documentario che dà voce ad alcuni bambini nati in Italia da genitori stranieri: per questo non potranno essere cittadini italiani fino al compimento della maggiore età. Mi è piaciuta in modo particolare la piccola Ghizlan, 8 anni, che vive a Roma ma è nata a Teramo e, se le chiedi «Di che nazionalità sei?», dopo un attimo di esitazione perché «Che vuol dire nazionalità?», nega con convinzione di essere italiana: «Sono abruzzese!». :-D



C'è poi un video condiviso da Lorenzo Baglioni, che ho imparato a conoscere per le sue canzoncine scanzonate ma che a quanto pare non disdegna affatto progetti ben più profondi. Si tratta di un monologo assai toccante tratto dal film Sta per piovere, nel quale Lorenzo impersona Said Mahran, un giovane di origine algerina dal forte accento toscano perché è nato e cresciuto a Firenze, e che ciononostante sarà a breve costretto insieme ai suoi genitori, in Italia da trent'anni, ad andarsene in Algeria, dove non ha mai messo piede in vita sua.



Ieri sera una "facciamica" dalla quale mi sarei aspettata ben altra sensibilità nei confronti di certi temi ha condiviso con mio grande sconforto l'immagine qua sotto prendendola palesemente per oro colato, senza rendersi conto neanche un po' della sua natura "trolleggiante".


A parte il fatto che la legge sullo ius soli, ahimè, è ben lungi dall'essere stata approvata, il refuso finale INFORNATEVI dovrebbe far suonare un campanello d'allarme. In realtà si tratta di un fotomontaggio fatto – nemmeno troppo bene, a dire il vero – a partire da una foto del Project Unbreakable dedicato a raccogliere testimonianze di vittime di abusi; ne ho già parlato qui.


A proposito del famigerato piano Kalergi – non KALENGI, nome curiosamente simile a quello di un marchio di articoli sportivi – che in realtà non è nient'altro che una squallida bufala razzista, condivido il post satirico di Gioacchino Cortese.
Attenzione! Il piano Kalergi prevede la sostituzione programmata dei popoli europei con quelli africani! Una volta svuotata l'Africa ci vanno i cinesi, mentre in Cina ci si mettono quelli dell'America Latina e così via. Quando Kalergi dice "STOP!" il popolo che resta in piedi senza un territorio viene eliminato.

domenica 18 giugno 2017

Il signore e la signora Rossi

Conosci Angela Dorothea Kasner, Theresa Mary Brasier e Melania Knauss (versione germanizzata dell'originale sloveno Melanija Knavs)? Mai sentite nominare, dici? E invece io sono sicura che le conosci eccome, sia pur con un altro nome: stiamo parlando della Cancelliera federale della Germania, del Primo ministro del Regno Unito e della First lady degli Stati Uniti d'America, le quali hanno sposato rispettivamente Ulrich Merkel, Philip May e Donald Trump acquisendone il cognome. Curiosamente Angela Merkel ha divorziato da Ulrich nel 1982 dopo appena cinque anni di matrimonio ed è sposata con Joachim Sauer dal 1998, ma ha scelto di conservare il cognome del primo marito, con il quale è a tutti nota.
A quanto pare in Germania, in Inghilterra e negli USA – ma anche in moltissimi altri Paesi – la consuetudine che le donne sposate acquistino il cognome del marito si è spinta assai più in là rispetto a quanto accade nel nostro Paese, riguardo al quale mi ha sempre lasciata perplessa la scelta di "una certa" Daniela Garnero, che ha lasciato il marito Paolo Santanchè, rinomato chirurgo estetico, nel 1995 ma ne ha mantenuto il cognome a seguito di un accordo giudiziale in sede di separazione.
Dei retroscena anagrafici di Angela Merkel e Theresa May sono venuta a conoscenza grazie a una discussione su Facebook dalla quale ho scoperto pure che in Germania, sul posto di lavoro, il giorno dopo che una donna si sposa le cambiano l'indirizzo e-mail mettendo il nuovo cognome. Per fare un altro esempio concreto, una donna tedesca sposata con un italiano ha sul passaporto tedesco il cognome italiano e all'interno c'è scritto "nata" con il cognome da nubile, mentre sul passaporto italiano ha il cognome tedesco, con scritto all'interno "coniugata" e il cognome del marito. Ma in Germania nessuno solleva problemi di maschilismo: è così, è un fatto culturale, più o meno la stessa situazione che del resto esisteva in Italia fino a non molti decenni fa...

sabato 17 giugno 2017

Dona sangue. Dona adesso. Dona spesso

La giornata mondiale del donatore di sangue (World Blood Donor Day) è ormai passata – ricorreva tre giorni fa – ma siccome un argomento del genere è sempre attuale, non è mai fuori luogo scriverci un post! Lo sapevi che ogni due secondi una persona ha bisogno di sangue? Per questo chi non ha controindicazioni in tal senso dovrebbe prendere in seria considerazione la possibilità di diventare donatore, ammesso che non lo sia già. Potresti salvare la vita di un'altra persona, te ne rendi conto?!
Questo video pubblicato nella pagina Facebook Now I've Seen Everything mostra chi può donare il sangue a chi, a seconda del gruppo sanguigno del donatore e del ricevente. Ero convinta che il donatore universale fosse il mio gruppo sanguigno, 0 Rh+... ma ho scoperto che mi sbagliavo.


Dal video si può estrapolare la logica seguente.
Cominciamo dal fondamentale fattore Rh.
  • I donatori con fattore Rh positivo possono donare solo a persone con fattore Rh positivo.
  • I donatori con fattore Rh negativo possono donare sia a persone con fattore Rh negativo sia a persone con fattore Rh positivo.
Per quanto riguarda il gruppo sanguigno propriamente detto...
  • I donatori del gruppo A possono donare a persone il cui gruppo sanguigno contiene la lettera A (A e AB, insomma).
  • I donatori del gruppo B possono donare a persone il cui gruppo sanguigno contiene la lettera B (B e AB, insomma).
  • I donatori del gruppo 0 possono donare a tutti a prescindere dal gruppo sanguigno.
  • I donatori del gruppo AB possono donare solo a persone del gruppo AB.
Insomma, chi ha gruppo sanguigno 0 Rh- è donatore universale ma può ricevere sangue solo da altri donatori 0 Rh-... e questo può essere un problema, perché si tratta di un gruppo sanguigno piuttosto raro, ahimè. In realtà, come spiega Wikipedia...
È convinzione diffusa che il gruppo 0 Rh- "possa essere donato a tutti", ma non è sempre così poiché - in caso di pazienti politrasfusi - bisogna tener conto di molti altri sistemi di antigeni (Lewis, MNSs, P, I, Duffy ed altri) che sono potenzialmente presenti nel sangue del donatore e verso i quali il ricevente potrebbe aver sviluppato anticorpi, a causa di trasfusioni precedenti.
Invece le persone del gruppo AB+ sono riceventi universali, cioè possono ricevere sangue da chiunque.
[Se qualcuno dovesse accorgersi che ho scritto inesattezze o peggio castronerie, è pregato di comunicarmelo, e provvederò a correggere quanto prima]
L'altro giorno ho letto la notizia del ricovero nell'ospedale di Pescara di una paziente africana che necessitava di una trasfusione a causa di un'anemia post parto; la particolarità è che la donna è portatrice di un gruppo sanguigno con caratteristiche rarissime, inesistenti nella popolazione caucasica e presenti in meno dell'1% di quella nera. Alcuni hanno interpretato tutto ciò come "la scoperta di un nuovo gruppo sanguigno", ma come stiano veramente le cose l'ha spiegato un mio "facciamico" studente di Medicina. Purtroppo il suo post non è pubblico, perciò non posso linkarlo ma devo limitarmi a copincollarlo, confidando che lui non se la prenderà a male! :-)
Una breve spiegazione. No, non esiste un nuovo gruppo sanguigno. Quando si parla di "gruppo sanguigno" si intende il sistema di antigeni AB0 dei nostri globuli rossi, e ovviamente il sangue, rispetto a questo sistema di antigeni, può essere solo A, B, AB o 0. Quindi il gruppo sanguigno U non esiste. Ma i nostri globuli rossi, sulla loro superficie, hanno anche altri antigeni. Il più famoso tra gli altri antigeni dei nostri globuli rossi è il fattore Rh, un antigene che può esserci o no sulla superficie, da cui l'Rh+ o Rh-. Beh, l'U è un antigene come l'Rh ed è usualmente non usato appunto perché il 99,9% di noi ce l'ha, per cui abbiamo gli anticorpi U nel nostro sangue e non ci succede nulla. Purtroppo, come la sfortunata paziente di Pescara, c'è uno 0,1% della popolazione, soprattutto africana, che è U- quindi non ha l'antigene U, per cui, se gli viene trasfuso del sangue "normale" che contiene l'antigene U sulla superficie dei globuli rossi, la paziente non avendolo mai incontrato, attacca il sangue trasfuso producendo una reazione alla trasfusione, spesso molto pericolosa.

venerdì 16 giugno 2017

Libere associazioni mentali

Questo post andrà online in forma ridotta per venire incontro alle mie capacità mentali (semi-cit.). :-)
Mi sono accorta che, quando capito dalle parti di Lomagna (LC), nella mia testa risuonano le immortali note dell'Orchestra Casadei, quando mi parlano di cedolare seccaplease don't ask – mi viene in mente la grande Anna Marchesini, e quando sento nominare le schede PCMCIA usando la pronuncia inglese parte subito il momento Village People. Succede solo a me? A quanto pare no, almeno nel terzo e ultimo caso...
[Si capisce che è stata una giornata un po' pesante, o no?! ;-)]

giovedì 15 giugno 2017

Ma chi glielo fa fare?! Ecco chi...

Stamattina mi sono imbattuta per caso in un testo divenuto virale qualche mese fa, pubblicato nella pagina Facebook Love What Matters e scritto da Billy Flynn, un papà di Boston. Ecco qui di seguito la traduzione.
Oggi è il compleanno della mia ex moglie, così mi sono alzato presto e le ho portato dei fiori e dei bigliettini e un regalo che i bambini potessero darle, e li ho aiutati a prepararle la colazione. Come al solito qualcuno mi ha domandato perché diavolo faccio ancora tutto questo per lei. [Già, perché lo fai? Starai mica cercando di riconquistarla?, è la tipica domanda che la gente si pone a questo punto, NdC] Ciò mi dà fastidio. Quindi vi svelerò il perché.
Sto crescendo due piccoli uomini. L'esempio che do del modo in cui tratto la loro mamma determinerà in maniera significativa il modo in cui vedono e trattano le donne e influenzerà la loro percezione delle relazioni. A maggior ragione nel mio caso, dal momento che siamo divorziati. [Non è così frequente mantenere rapporti civili con l'ex dopo il divorzio, nemmeno quando ci vanno di mezzo delle creature innocenti, perciò tanto di cappello a Billy, NdC] Quindi, se non stai dando un buon modello di comportamento di relazione ai tuoi figli, piantala di cazzeggiare [l'originale, get your shit together, suona forse ancora più volgare, NdC]. Sii superiore e da' il buon esempio. Questa è una cosa più grande di te.
Cresci degli uomini buoni. Cresci delle donne forti. Per favore. Il mondo ne ha bisogno, ora più che mai.
Il racconto è talmente zuccheroso che mi pare difficile crederlo autentico al cento per cento... ma il suo significato è senza dubbio edificante. Se i papà non insegnano ai maschietti a trattar bene e rispettare le donne, e magari suggeriscono loro che umiliarle e disprezzarle è un segno di virile superiorità, non ci si può stupire più di tanto se da grandi alcuni di loro diverranno protagonisti in negativo delle tristi notizie di violenza fisica e psicologica che quotidianamente affollano le cronache.

mercoledì 14 giugno 2017

Innocuo un par de ciufoli!

Sta facendo parecchio discutere il decreto legislativo del governo Gentiloni che reintroduce l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'iscrizione a scuola per la fascia di età tra 0 e 6 anni. Molti, come la sottoscritta, hanno accolto con favore questo provvedimento, considerandolo l'unica reazione sensata al calo delle vaccinazioni che, facendo venir meno l'immunità di gregge, ha riportato in auge malattie ormai quasi scomparse. Ma altri, soprattutto genitori che si sono lasciati infinocchiare dalle bufale no-vax, non l'hanno presa affatto bene, scendendo addirittura in piazza per opporsi a ogni forma di obbligo e rivendicare il diritto di decidere cosa sia meglio per i propri figli (dall'alto della loro specializzazione in immunologia conseguita presso l'Università della Vita, certo).
Uno degli argomenti prediletti dagli antivaccinisti è «Il morbillo [o altra malattia esantematica tipicamente infantile] l'abbiamo preso in tanti e non è morto nessuno». A parte il fatto che di morbillo ecc. qualcuno è morto eccome ma ovviamente non può andare a raccontarlo in giro o a scriverlo sul web, le malattie per le quali è stato introdotto l'obbligo di vaccinazione possono provocare conseguenze molto serie, e trovo assurdo che non si faccia il possibile per prevenirle. Nella pagina Facebook La medicina in uno scatto sono state pubblicate alcune immagini per smentire la diffusa convinzione che tali malattie siano innocue. Di seguito riporto solo il testo, salvo un'eccezione, rimandandoti al relativo post nel caso in cui tu te la senta di guardare anche le foto, che illustrano in maniera a volte fin troppo cruda quello che può succedere a chi si ammala.
Cominciamo dalle quattro malattie per le quali è obbligatorio vaccinarsi fin dal 1999 (in qualche caso anche da molto prima).
  • La difterite può causare la formazione di pseudomembrane difteriche, che possono condurre alla morte per asfissia.
  • Il tetano provoca spasmi tetanici nei bambini e negli adulti.
  • La poliomielite in passato ha costretto tanta gente a passare la vita dentro un polmone d'acciaio per poter respirare; da bambina mi rimase impresso il caso di Rosanna Benzi. Non vorremo mica tornare indietro di decenni?!
  • L'epatite B può portare a una grave disfunzione epatica che ha tra i suoi sintomi le sclere itteriche (in parole povere, il bianco dell'occhio diventa giallo).
Continuiamo con il famoso vaccino MPR, che protegge contro tre diverse malattie.
  • Il morbillo può dar luogo alla panencefalite sclerosante subacuta, che determina gravi danni neurologici; ne ho già parlato qui.
  • Nei giovani adulti maschi la parotite, meglio nota come "orecchioni", può causare l'atrofia testicolare, il cui esito più infausto è la sterilità. Il problema, se mi si concede la frecciata, è che di rado certe cose capitano a chi davvero non meriterebbe di riprodursi...
  • Se a contrarre il virus della rosolia è una donna incinta, il piccolo rischia cecità, sordità e difetti cardiaci.
Andiamo avanti...
L'haemophilus influenzae può causare la coagulazione intravascolare disseminata (CID).
La varicella è illustrata con una foto del piccolo Jasper.


Infine la meningite può evolvere in infezione sistemica meningococcica iperacuta. La schermitrice paralimpica Bebe Vio ne sa qualcosa...
Stranamente non c'è nulla sulla pertosse, riguardo alla quale proprio stamattina mi è capitato di adocchiare un agghiacciante screenshot in inglese che adesso non riesco più a trovare. Comunque ricordo che riportava le testimonianze di due genitori antivaccinisti irriducibili: la prima era una madre che raccontava come si fosse sentita addirittura tradita dal marito il quale, in seguito alla morte del figlio ucciso dalla pertosse, aveva preso l'iniziativa di far vaccinare l'altra figlia senza il consenso di lei; anche il secondo genitore aveva perso un figlio a causa della pertosse, ma non provava alcun rimorso per non averlo fatto vaccinare, perché era convinto che se lo avesse fatto sarebbe stato ancora peggio. Se neppure il dolore per la morte di un figlio riesce a far aprire gli occhi a un genitore, allora le mie speranze nel futuro del genere umano raggiungono il minimo storico...

martedì 13 giugno 2017

A lessiùn de lumbard

Su questo blog mi è capitato più volte di condividere qualche video di Casa Surace. L'ultimo in ordine di tempo è stato pubblicato proprio oggi e mostra con il consueto approccio spiritoso l'ennesimo confronto tra Nord (rappresentato da Richi) e Sud (impersonato da Pasqui); l'argomento questa volta è "quando un giovane decide di andare a vivere da solo".


Ebbene, l'altro giorno, guardando questa intervista, ho scoperto che «Richi [al secolo Riccardo Betteghella, NdC], il contraltare lumbard del terùn Pasqui [al secolo Bruno Galasso, NdC]», come l'avevo descritto qui, in realtà è terùn proprio come i suoi compagni di set – la sua cadenza parla chiaro – solo che è bravissimo a riprodurre il modo di parlare di un lumbard. Magari dovrei prendere esempio da lui, visto che ieri a Desio (MB) mi son sentita chiedere «Lei da dove viene, con quest'accento? Si sente che non è di qua»...
Dai che sto scherzando! Al contrario riguardo a questo genere di cose il mio obiettivo, coltivato frequentando anche due corsi di dizione, è sempre stato quello di avere una pronuncia perfetta senza nessun accento riconoscibile. E la domanda del tizio di ieri mi fa capire che forse dovrei ricominciare a esercitarmi...
Per quanto riguarda la comprensione del parlato lumbard, a volte mi sento un po' come il vampiro Aldo quando Giovanni e Giacomo gli fanno l'inganno della cadrega!!! :-O Finora non ho imparato molto dal Curs de lumbard per balùba scritto dal compianto Davide Rota e regalatomi l'anno scorso dal mio amore... <3 Comunque le risorse online non mancano: ad esempio c'è qui un curs de lumbard, qui un sito dedicato a tradizioni e proverbi del dialetto milanese, ed esiste persino la Wikipedia in lingua lumbaart.

lunedì 12 giugno 2017

Miss, mia cara miss...

Ieri, non senza sorpresa, ho ricevuto via e-mail l'invito a scrivere un nuovo post – anzi, un "articolo" – su un argomento del quale in genere non mi occupo: i concorsi di bellezza.
Trattasi nella fattispecie del concorso Miss Degradé – da quel che ho capito, il Degradé è una particolare tecnica di colorazione dei capelli – al quale partecipano ragazze desiderose di intraprendere una carriera da modella e provenienti da tutta Italia; sono in lizza anche molte ragazze abruzzesi, come ad esempio Aurora D'Isidoro di Chieti, Giulia D'Amico di Castel Frentano, Marta Iannamico di Villa Santa Maria. Per votare le ragazze in concorso basta andare sul sito www.missdegrade.it, dove si potranno visionare le modelle presenti e votare la preferita: in questo modo in passato è stato possibile lanciare modelle all'epoca completamente sconosciute e dare visibilità a piccole aziende artigianali presenti sul territorio nazionale.
E a questo punto, dopo aver accontentato il mio contatto, torno in me ;-) e riprendo a occuparmi di argomenti a me più congeniali. O meglio, continuo a parlare di concorsi di bellezza – e l'invito di cui sopra mi ha dato modo di tirar fuori lo spunto dalla naftalina – ma di tipo non convenzionale...
Qualche settimana fa ho letto su Lercio la finta notizia “L’importante è essere bella dentro”. Radiologo lancia il concorso ‘Miss Raggi X’, e mentre sghignazzavo non potevo ancora immaginare che si fosse svolto sul serio un concorso simile. La foto qui sotto, tratta da un articolo che rievoca alcuni bizzarri concorsi di bellezza del passato, ritrae Marianne Baba, Lois Conway e Ruth Swensen, vincitrici del concorso Miss Postura Perfetta nel corso di una convention di chiropratici a Chicago, nel maggio 1956. Per aggiudicarsi il premio hanno dovuto in un certo senso mettersi a nudo nel profondo, esibendo le radiografie della loro colonna vertebrale...


Io neppure così avrei la benché minima chance di vittoria, con la sia pur lieve scoliosi che mi ritrovo! ;-)