domenica 31 marzo 2024

La montagna lo fa

Oggi pomeriggio visto il meteo poco rassicurante – in realtà la pioggia ha dato tregua per tutto il pomeriggio – al posto di una passeggiata pasquale all'aria aperta ho proposto al mio lui di andare al cinema a vedere un film che mi incuriosiva parecchio: Un mondo a parte, scritto e diretto da Riccardo Milani, con Antonio Albanese e Virginia Raffaele (qui il trailer ufficiale). È stato un modo per trascorrere virtualmente un paio d'ore nella mia regione di provenienza: il film infatti è stato girato tra Pescasseroli, Opi, Gioia dei Marsi e Sperone, località del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

La trama in sintesi: Il maestro elementare Michele Cortese (Antonio Albanese), dopo decenni di lavoro a Roma, ottiene il trasferimento in una sede che gli sembra più a misura d'uomo: il minuscolo (e immaginario) borgo di Rupe, sulle montagne abruzzesi. Gli viene assegnata una pluriclasse con sette alunni di varie età, dalla prima alla quinta elementare. Ben presto, insieme alla vicepreside Agnese (Virginia Raffaele), dovrà ingegnarsi per impedire che il numero troppo esiguo di alunni provochi la chiusura della scuola, che a sua volta comporterebbe di fatto la "morte" del paesino.

Sorvolando su certe trovate di sceneggiatura un po' forzate – gli espedienti messi in atto dai protagonisti per trovare nuovi alunni per la scuola, il finale un po' "tarallucci e vino" e un po' "ad alto tasso glicemico" – il film è molto carino, e oltretutto si ricollega al mio post di ieri. Non posso fare a meno di osservare che pure le location meritano; inoltre il dialetto abruzzese trova ampio spazio, non solo grazie alla presenza di attori locali, professionisti e non, ma pure grazie alla versatilità della bravissima Raffaele.

sabato 30 marzo 2024

La realtà che (non) c'è

Uno degli argomenti più discussi in questi giorni è il numero di studenti stranieri nelle classi delle scuole italiane. A tal proposito Giuseppe Valditara, ministro dell'istruzione e del merito (LOL), ha pubblicato un tweet che mi pare si commenti da sé...

Se si è d'accordo che gli stranieri si assimilino sui valori fondamentali iscritti nella Costituzione ciò avverrà più facilmente se nelle classi la maggioranza sarà di italiani, se studieranno in modo potenziato l'italiano laddove già non lo conoscano bene, se nelle scuole si insegni approfonditamente la storia, la letteratura, l'arte, la musica italiana, se i genitori saranno coinvolti pure loro nell'apprendimento della lingua e della cultura italiana e se non vivranno in comunità separate.
È in questa direzione che noi intendiamo muoverci.

[Al riguardo un mio contatto ha scritto che attaccare Valditara sulla forma può dare l'impressione che abbia ragione sulla sostanza, e ha concluso «il che, nel caso specifico, è vero». Siccome ero stanca e non mi andava di polemizzare, ho evitato di scrivergli quanto NON fossi d'accordo]

... seguito da un altro della serie "la toppa è peggio del buco".

Quando si detta un tweet al telefono non si compie un'operazione di rigore linguistico e si è più attenti al contenuto. Chiarito questo faccio notare ai tanti critici dall’indignazione facile, che in queste ore si stanno scatenando nella caccia all'errore, che così facendo ignorano la questione da me posta, evidentemente perché non hanno risposte. Ed invece dalla soluzione del problema della vera integrazione degli stranieri dipende il futuro della nostra comunità nazionale. La scuola italiana che vogliamo è aperta a tutti, ma è profondamente ancorata al suo sistema valoriale.
Non c'è futuro per una comunità che non abbia identità. Il punto vero è questo.

Trascrivo quanto detto al riguardo da Francesco Costa nell'episodio di ieri del suo podcast Morning.

Qualche giorno fa il mio socio di podcast Matteo Bordone ha fatto una puntata del suo podcast Tienimi Bordone, anche quello in esclusiva per voi abbonati al Post attraverso la nostra app, in cui partiva dal personaggio noto di Mister Wolf, quello di Pulp Fiction, quello che risolve problemi, per raccontare invece di come l'atteggiamento base di chi fa politica in Italia non sia «Risolvo problemi», cioè «Mi occupo di quello che c'è e cerco di farlo funzionare meglio», ma sia invece «Evoco principi, dico, parlo di come dovrebbero essere le cose, senza occuparmi di come sono davvero».
E questa cosa sta accadendo proprio in questi giorni con questa discussione sul numero degli studenti stranieri nelle classi delle scuole italiane. È partita da quella scuola di Pioltello che aveva indetto un giorno di chiusura per il Ramadan, ma da lì si è poi allargata, perché prima il ministro Salvini, poi il ministro Valditara hanno detto «Noi vogliamo che in ogni classe non ci siano più del 20% di studenti stranieri». Ieri anche il ministro Valditara ha detto «Nelle aule la maggioranza dei bambini deve essere italiana, lavoriamo in questa direzione».
Ed è interessante questa posizione, perché viene da chiedersi come stanno lavorando: pensano di creare dei bambini italiani, di plasmarli? Non esistono, non ce ne sono abbastanza. Qual è la promessa che fanno Valditara e Salvini? Nessuna promessa, perché non puoi realizzare questa cosa: in molte città italiane, soprattutto nelle zone più sviluppate del paese, gli studenti stranieri in Italia sono più del 20%. A questa frase non si può rispondere «Non sono d'accordo», perché è come dire «Sta piovendo» e uno dice «Non sono d'accordo». Esistono, esistono.
Questo discorso lo facciamo qui per gli studenti, ma è lo stesso discorso per esempio che facciamo per le famiglie omogenitoriali, per la registrazione o no dei figli in comune: «Noi non pensiamo che le famiglie...». Tu puoi pensare quello che vuoi, ma quelle famiglie esistono, e bisogna occuparsi di quelle famiglie, di quella realtà, non della realtà che non c'è. Ma siccome siamo appunto i professionisti della "caciarizzazione", piuttosto che occuparsi di quello che c'è, della realtà, occupiamoci di un paese che non c'è, e ci accontentiamo quindi anche che un politico, un ministro, vada in TV a dire «al massimo il 20% di studenti stranieri» senza dire come.
È una questione di mera redistribuzione? Qualcuno potrebbe pensare di sì. A parte che fai, deporti le persone? Mettiamo pure di scoprire che non sia una questione numerica, ma che sia proprio una questione di redistribuzione: ci sarebbero abbastanza studenti italiani per avere un massimo di 20% di stranieri in ogni classe, ma sono solo distribuiti male. Ce ne sono magari tanti al Nord e pochi al Sud o viceversa. E quindi, qual è la proposta di Valditara? Organizziamo dei treni nazionali ogni giorno? Diciamo a 10, 20, 30, 40, 50 mila famiglie del Nord che devono trasferirsi al Sud o viceversa, perché sennò le classi non sono abbastanza eterogenee? Sarebbe una proposta lunare anche così, ma non ci sono i numeri che permettano una redistribuzione: non ci sono abbastanza bambini italiani per avere davvero l'80% di bambini italiani in ogni classe. Bisogna occuparsi della realtà che c'è.
Tutto questo per darvi, insomma, d'informazione di questa cosa di cui si sta parlando, e darvela anche con un po' di contesto, per segnalarvi quell'episodio di Tienimi Bordone che secondo me era perfetto nello spiegare questo concetto, per aggiungere anche a questo punto un'altra cosa che viene toccata dai giornali negli stessi articoli in cui si occupano di questa faccenda delle classi-ghetto cosiddette, e cioè il ministro Valditara ha annunciato questa proposta con un post scritto sui social, scritto in una lingua che non è esattamente la lingua italiana: «se nelle classi la maggioranza sarà di italiani, se studieranno in modo potenziato l'italiano laddove già non lo conoscano bene, se nelle scuole si insegni approfonditamente la storia, la letteratura, l'arte». La frase prosegue. Il lessico ha provocato, scrive Repubblica, la reazione ironica degli account di deputati e senatori di opposizione, ma anche di molti utenti che non hanno gradito e gli hanno chiesto «Ministro, va bene, lo riscriva però in italiano». Altri commentano «Un figlio di extracomunitari nato in Italia avrebbe saputo scriverlo meglio».

Merita anche l'articoletto pubblicato oggi da Mattia Feltri per la sua rubrica Buongiorno su La Stampa; la lettura sul sito è riservata agli abbonati, ma per fortuna il suo collega Alessandro Milan ne ha condiviso la foto su Facebook.

A proposito di Patrizia
Voglio parlarvi di Patrizia. Perché temo che si continui a sentenziare su questioni di cui poco si sa. Patrizia è una compagna di classe di mia figlia e l'altra sera, quando sono tornato dal lavoro, era da noi. Si erano impadronite del salotto e io esiliato in cucina. Le sentivo parlare, ridere, ridere molto, dicevano cose come rega' sto nel chill o sembri er matto de' Centocelle, e ridevano ancora. Poi Patrizia se n'è andata ed è una ragazza orientale, ma non ho ripetuto l'errore di qualche anno fa, quando Fabio, un bimbo anch'egli orientale, era venuto a giocare con mio figlio, al quale poi avevo chiesto da dove venisse. Da Roma, mi rispose allibito. Brutta figura che ho già raccontato. A proposito, la migliore amica di mio figlio si chiama Aurora ed è cinese. Ma cinese per noi boomer, o per il passaporto, perché ha fatto qui le elementari, le medie, ora ha cominciato le superiori e parla italiano come un'italiana per il semplice motivo che è italiana, per mille ragioni italiana, eccetto che per la burocrazia. Quando dal governo progettano classi con tetti di stranieri, per evitare che problemi di lingua rallentino le lezioni, parlano di stranieri burocraticamente, un po' scioccamente e un po' ignorantemente. Era un discorso valido forse dieci o quindici anni fa ma oggi, dei quasi 900 mila studenti stranieri delle scuole dell'obbligo, il 67 per cento è nato qui. Dati del ministero dell'Istruzione, caro ministro. Sono nati qui, si chiamano Patrizia, Fabio, Aurora, magari Mohamed o Karima, stanno coi nostri figli, parlano la lingua dei nostri figli, sono esattamente come i nostri figli: italiani. Rassegnatevi.

venerdì 29 marzo 2024

Dopo il Bianchini, il Giusti

Tramite un post pubblicato sulla pagina Facebook Storie Scientifiche sono venuta a sapere della scomparsa del matematico e fisico Enrico Giusti. "Il Giusti" è stato uno dei libri su cui ho studiato Analisi Matematica, materia ostica e complessa – credo che al primo anno di ingegneria serva a fare un bel po' di selezione – ma fondamentale per il bagaglio culturale di noi professionisti. Storie Scientifiche ha commemorato Giusti con un simpatico aneddoto.

“Quando ancora mi occupavo di fisica era successo un episodio divertente, e non è escluso che io poi non abbia fatto il fisico anche per questo motivo. Preparavo la mia tesi di laurea presso i Laboratori Nazionali di Frascati. All’epoca si cominciavano a realizzare dei nuovi acceleratori di particelle, i cosiddetti anelli di accumulazione, basati sull’idea che uno, per vedere delle particelle nuove, può accelerare le particelle che già conosce e poi farle sbattere con grandissima energia contro un bersaglio. Negli anelli di accumulazione le particelle si facevano collidere l’una contro l’altra dopo averle accelerate in direzioni opposte lungo un anello circolare. In questi primi anelli le nuove particelle si ottenevano inviando in una direzione degli elettroni e dei positroni: quando queste collidevano fra loro, l’evento si osservava su di un monitor. L’altezza delle tracce dipendeva dalla massa delle particelle stesse. Oltre a tracce che ci si aspettava, se ne notavano più altre più piccole e tutti si chiedevano cosa potessero essere. Una possibilità, per quanto remota era che si trattasse di particelle mai osservate che avevano una massa più grande dell’elettrone. La mia tesi consisteva nel capire se questa era un’ipotesi plausibile. Per fortuna, la risposta che diedi nella mia tesi fu che no, non era possibile. E infatti, poco prima che mi laureassi, quando avevo già finito di scrivere la tesi, si scoprì che in realtà questi impulsi più piccoli dipendevano da Peppino, una persona che lavorava a questi esperimenti e che, stando vicino alla macchina acceleratrice, ogni tanto si girava e dava involontariamente un colpetto sul tavolo col gomito, producendo un tale effetto. Perciò la mia tesi divenne nota in tutto l’Istituto, tra gli studenti e tra i professori, come la tesi sul gomito di Peppino.”
È notizia di oggi la scomparsa di Enrico Giusti, matematico che ha accompagnato generazioni di studenti col suo libro di Analisi Matematica. Questo risultato non rende minimamente giustizia al lavoro e alla carriera di Giusti che, laureato in fisica a Roma, iniziò presto a fare ricerca in matematica a Pisa, collaborando tra gli altri con Ennio de Giorgi ed Enrico Bombieri, ottenendo grandi risultati nell’ambito delle superfici minime, dei sistemi ellittici e del calcolo delle variazioni.

Appena qualche mese dopo la notizia della dipartita di Alessandro Bianchini che di Analisi I fu il mio docente ad Ancona – considerato il suo spiccato accento partenopeo, mai avrei immaginato che fosse ladino di nascita – è come se un altro punto di riferimento venisse a mancare... ma per fortuna i risultati che hanno prodotto nella loro carriera rimangono.

giovedì 28 marzo 2024

Correlation IS NOT Causation!

Stasera condivido alcuni spunti sulla differenza tra correlazione e casualità:

mercoledì 27 marzo 2024

Come comportarsi con un cane guida

Questa sera condivido un testo nel quale mi sono imbattuta oggi su Facebook, tratto dalla pagina FISA-Protezione Civile- Unita' Cinofile Pescara, e che chiede – e merita – un'ampia diffusione.

Ciao! Mi chiamo Franco, sono un cane guida e voglio insegnarti come comportarti quando mi trovi ad assistere il mio utente.
Prima di tutto, lascia che ti dica che sono un cane da lavoro, non un animale domestico. Più mi ignori, meglio sarà per noi.
Il mio comportamento, così come il trattamento che mi deve essere riservato è completamente diverso da quello dei cani domestici e devo essere rispettato nella mia doppia funzione di guida e accompagnatore del mio utente. Per favore, non accarezzarmi, non cercare di attirare la mia attenzione quando mi trovo a lavorare. Cioe', quando mi vedrai con l'imbracatura. Se lo fai, puoi distrarmi e causare un incidente al mio utente (non devo mai fallire).
Non aver paura di starmi vicino. Uno dei requisiti per poter essere un cane assistenziale è avere un carattere tranquillo ed equilibrato, quindi non farò del male senza motivo.
Come richiesta speciale, vorrei che se portassi con te un altro cane, per favore lo controllassi per evitare che si verifichi un incidente quando succede accanto a noi. Se ti piace che i tuoi animali domestici escano ad esplorare le strade, per favore non dimenticare mai di tenerli sotto supervisione e mai senza guinzaglio. Così facendo eviterai incidenti, ma soprattutto mi aiuterai a continuare la mia missione per molto tempo. Essere attaccato potrebbe generarmi certe paure e, come saprai, una delle mie più grandi virtù è essere sicuro di me per non dubitare di quello che faccio.
Per favore, non offrirmi alcun tipo di cibo. Io ho un orario fisso del pranzo e il mio utente è l'unico che può occuparsene.
Se vuoi offrire il tuo aiuto al mio utente, parla direttamente a lui e non a me. Se invece lui dovesse chiederti aiuto, avvicinati dal suo lato destro, così io rimango a sinistra. Il mio utente mi ordinerà di seguirti, oppure ti chiederà di offrirgli il tuo braccio sinistro. In questo caso, mi farà un segnale per indicarmi che sono temporaneamente fuori servizio.
Mai toccare mai la mia imbracatura o la mia cinghia, perché sono gli strumenti di comunicazione tra me e la persona che assisto.
Sono abituato a viaggiare su tutti i mezzi di trasporto gettato ai piedi del mio utente senza causare fastidi ai passeggeri. Non provocherò alcun tipo di incidente, visto che noi cani assistenti abbiamo luoghi e orari prestabiliti per evacuare i nostri sfintere. Allo stesso modo, sono adeguatamente qualificato per rimanere al fianco del mio utente in tutti i tipi di istituti pubblici, come strutture sanitarie, centri commerciali, ristoranti, supermercati, caffetterie, cinema, teatri, centri di studio o lavoro, ecc. Stai certo che non provocherò alterazioni del normale funzionamento dell'azienda, nessun disturbo al personale o al pubblico.
Grazie alla mia rigorosa formazione, sono protetto dalla legge per accedere ai luoghi a cui il mio utente ha accesso. Non mi vedrai mai vagare per il recinto fino al mio libero arbitrio, perché sono un cane da assistenza e devo essere disponibile quando ne ho bisogno. Potrai vedermi dormire tranquillamente o tranquillamente rilassato, ma sempre attento se il mio utente ha bisogno di me.
Apprezzo molto il tuo interesse a conoscermi e supportarmi a compiere la mia missione, che è quella di garantire il benessere del mio utente!
Posso chiederti un ultimo favore? Mi aiuti a diffondere tutto questo?
Grazie mille!
Franco, Cane Guida.

martedì 26 marzo 2024

Oggetti in via di estinzione

Per scrivere il post di oggi, che idealmente si ricollega a quello di ieri, sono andata a spulciare lo sterminato archivio di Segnalibri del mio browser: è stata anche un'occasione per cominciare a fare un po' di pulizia! ;-)

[La foto del telefono a disco – ne avevo uno pressoché identico nella casa in cui ho abitato fino al 1986 – è tratta da qui]

lunedì 25 marzo 2024

Quanto sei vecchio/a?

Su Facebook mi sono imbattuta "a tradimento" nell'immagine qui sotto.

Riporto qui di seguito la traduzione.

POTRESTI ESSERE VECCHIO SE...
1 PUNTO PER CIASCUNA
  1. Hai usato un telefono a disco
  2. Hai usato un floppy disk
  3. Hai usato una macchina da scrivere
  4. Hai scattato delle foto con una macchinetta a pellicola
  5. Hai avuto una collezione di CD
  6. Hai realizzato una compilation su cassetta
  7. Hai posseduto un walkman
  8. Hai avuto un videoregistratore a cassette
  9. Hai dovuto aggiustare un'audiocassetta
  10. Hai noleggiato dei film da Blockbuster
  11. Hai giocato con un Atari
  12. Hai ascoltato musica su uno stereo portatile
  13. Hai inviato un fax
  14. Hai usato MySpace
  15. Hai usato un modem a 56k per accedere a Internet
  16. Hai avuto un'enciclopedia
  17. Hai usato un elenco telefonico
  18. Hai spedito delle cartoline
  19. Hai spedito delle lettere scritte a mano
  20. Hai usato una mappa cartacea
  21. Hai posseduto un cercapersone
  22. Hai compilato un assegno
  23. Toglievi dalla tua auto il lettore CD
  24. Hai usato un giradischi
  25. Hai usato MSN Messenger

Per quanto mi riguarda ho totalizzato la bellezza di 24 punti su 25. Ti lascio indovinare quale di queste cose non ho fatto/avuto – in effetti alcune le ho/faccio tuttora ;-) – ma mi limiterò ad ammettere che ho contato anche i punti 11 (vale pure il Commodore 64, no?) e 23 (sono talmente vecchia che quello che toglievo era il mangianastri!).

domenica 24 marzo 2024

Non rinunciare al mondo reale

Ieri mentre spulciavo LinkedIn mi sono imbattuta in un post condiviso da un mio contatto che parlava di una campagna pubblicitaria della Nikon, multinazionale giapponese specializzata nel settore della fotografia e dell'ottica di precisione. Pur essendo personalmente una "canonista" – ma un po' per caso, e oltretutto sento che la mia reflex mi sta guardando storto da dentro l'armadietto dove è chiusa da fin troppo tempo – non ho potuto non apprezzarne la genialità, e ho cercato altre fonti. Sui canali ufficiali della Nikon, forse per mia incapacità, non sono riuscita a trovare nulla, però ho trovato un video che ti propongo qui sotto.

Ed ecco la traduzione del testo, opportunamente corredata da screenshot.

Viviamo nell'era dell'Intelligenza Artificiale.
In tutto il mondo, milioni di persone sono ossessionate dalla creazione di incredibili immagini surreali di qualsiasi cosa possano immaginare, semplicemente inserendo alcune parole chiave.
Questa ossessione per l'artificiale ci sta facendo dimenticare che il nostro mondo è pieno di luoghi naturali sorprendenti, spesso più strani della finzione.
Nikon presenta: Intelligenza Naturale
Abbiamo creato una campagna con immagini naturali davvero incredibili scattate con le nostre fotocamere, con parole chiave come quelle utilizzate con l'Intelligenza Artificiale.
/imagine prompt:: un albero a ombrello mutante a forma di esplosione di bomba nucleare
[©Andrew Svk, Nikon D850, Socotra, Yemen]
/imagine prompt:: un tavolo gigante per una romantica cena Anunnaki sotto una bellissima notte stellata
[©John Fowler, Nikon D90, Trona Pinnacles, USA]
/imagine prompt:: un parco per skateboard color latte macchiato nel mezzo del deserto di Marte
[©John Fowler, Nikon D90, Coyote Buttes, USA]
/imagine prompt:: grattacieli di Manhattan cento anni dopo l'apocalisse zombie
[©Carlos Adampol Galindo, Nikon D610, Bailong, Cina]
/imagine prompt:: un guerriero troll di pietra che entra in un mare ghiacciato
[©Paul Morris, Nikon D800, Hvitserkur, Islanda]
/imagine prompt:: una realistica scogliera di Minecraft in riva al mare nella stagione invernale
[©Marco Nürnberger, Nikon D7100, Reynisfjara e Reynisdrangar]
/imagine prompt:: mini-vulcani multicolori surreali che eruttano acqua come fontane
[©Ken Lund, Nikon E5200, Fly Geyser, USA]
/imagine prompt:: faraone egiziano si nasconde dai suoi nemici in un dolce mondo fatto di cioccolato
[©Heidi Marshall, Nikon Coolpix P80, Antelope Canyon, USA]
/imagine prompt:: catena montuosa psichedelica dipinta a colori con stile artistico espressionista
[©Esmée Winnubst, Nikon D5100, Hornocal, Argentina]
L'abbiamo diffusa ovunque. Le reazioni sono state incredibili. Sentimento positivo al 99%. Riconoscimento del marchio al 95%. E ha ispirato centinaia di persone a uscire con le loro macchine fotografiche.
Non rinunciare al mondo reale. (Don't give up on the real world)

P.S.: Evidentemente il post di oggi fa il paio con quello che ho pubblicato domenica scorsa...

sabato 23 marzo 2024

Ricordati che devi morire

Il mio post del 28 maggio di due anni fa prendeva spunto dal'improvvisa scomparsa di Andrew Fletcher, tastierista nonché membro fondatore dei Depeche Mode. Superata la prima fase del lutto, il duo composto dai soli Dave Gahan e Martin Gore si è rimesso al lavoro per produrre un album, al quale aveva collaborato anche Fletcher prima di morire, e l'ha intitolato Memento mori. Da Wikipedia...

Memento mori (letteralmente: «ricordati che devi morire» [non «il momento delle more» ;-) (cit.), NdC]) è una nota locuzione in lingua latina.
La frase scaturisce da una particolare usanza tipica dell'antica Roma: quando un generale rientrava nella città dopo un trionfo bellico e sfilando nelle strade raccoglieva gli onori che gli venivano tributati dalla folla, correva il rischio di essere sopraffatto dalla superbia e dalle manie di grandezza. Per evitare che ciò accadesse, qualcuno alle sue spalle gli pronunciava la frase: «Respice post te. Hominem te memento» ("Guarda dietro a te. Ricordati che sei un uomo").

Parallelamente all'uscita dell'album è stato organizzato un tour mondiale, e dal 28 al 30 marzo la band britannica suonerà al Forum di Assago. E giovedì ci sarò anch'io col mio compagno! :-) (A metà luglio, quando ho comprato i biglietti, le due date "finesettimanali" erano già praticamente sold out)

In questi giorni mi preparo all'evento "studiando" il repertorio dei Depeche Mode, che come accennavo due anni fa ammetto di conoscere relativamente poco; mi sono costruita una playlist basata sulle scalette dei concerti che sono andati in scena negli ultimi mesi.

P.S.: Devo confessare che la frase "ricordati che devi morire" mi fa venire in mente questa celebre scena di un film con il compianto Massimo Troisi. Non ci resta che piangere non credo di averlo mai visto, ma certi spezzoni sono patrimonio di tutti!

venerdì 22 marzo 2024

#SalviamoSSN

Avendo diritto all'esenzione dal ticket per invalidità, ho la fortuna – se così si può chiamare – di non dover tirare fuori un euro per molte delle visite che faccio nella sanità pubblica, compresa quella di ieri e un'altra che ho in programma venerdì prossimo. Certo, a volte mi capita di dover preventivare tempi di attesa piuttosto lunghi, nei casi in cui l'impegnativa del medico non riporta una priorità abbastanza elevata. Se per qualche motivo ho fretta, mi tocca mettere mano al portafoglio e rivolgermi alla sanità privata...

Colgo l'occasione per condividere un post pubblicato su LinkedIn da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE...

Il Servizio Sanitario Nazionale: un pilastro della democrazia da difendere con le unghie e con i denti

... e una vignetta del dottor Alberto Zuccalà alias Il Medico Imbruttito.

giovedì 21 marzo 2024

To'o ricordi, il lockdown?

Sembra ieri... eppure sono già passati quattro anni dalla fase più drammatica del COVID-19. Che non è ancora stato debellato – eppure oggi in ospedale per una visita ho notato che ero praticamente l'unica ad indossare la mascherina – ma senza dubbio non c'è paragone con quel terribile 2020. A rendermi ancora più doloroso quel periodo fu il fatto che le restrizioni mi impedirono di andare a far visita a mia madre a Pescara ogni 3 o 4 settimane come facevo di solito; sono riuscita a riabbracciarla solo all'inizio di giugno, poche settimane prima che se ne andasse per sempre.

Esattamente quattro anni fa l'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciava nuove limitazioni per attenuare la diffusione del contagio da coronavirus, e soprattutto la decisione di «chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile, a garantirci beni e servizi essenziali».

Oggi l'idea del lockdown può sembrare quasi assurda, eppure è stata una triste realtà per un tempo piuttosto lungo. Ecco un paio di immagini a tema per cercare di sdrammatizzare, visto che a questo punto (forse) ce lo possiamo permettere.


«Non vedo l'ora di poter rivedere la gente»
Sempre io:
NON BUSSARE A MENO CHE TI ABBIA SPOSATO, TI ABBIA PARTORITO OPPURE ABBIA ORDINATO DEL CIBO DA TE

mercoledì 20 marzo 2024

La summa della Somma

Quest'oggi ti propongo la trascrizione del "centalogo" (+1) pubblicato su Instagram dal biologo nutrizionista Gabriele Bernardini, titolare del sito La Somma e il Totale. A me sarà particolarmente utile perché in questo periodo sono impegnata a migliorare la mia alimentazione riducendo soprattutto i grassi e le calorie assunte e concedendomi meno schifezze (non che ne mangiassi così tante ultimamente... sigh, che triste destino il mio).

La summa della Somma
In 100 punti più 1, gli argomenti di cui mi sono occupato maggiormente in questi anni. Alcune frasi sono volutamente perentorie e/o stringate e vanno contestualizzate. Per cui prendetele come spunto per visitare il mio sito e approfondire.
Se vi sembra un po' tutto messo a casaccio, avete ragione, ma è la somma che conta.
  1. Siamo onnivori, non siamo carnivori né vegetariani
  2. Il cibo non cura, al massimo (e non è poco) previene
  3. Mangiare è un atto semplice e dovrebbe essere spontaneo
  4. Mangiare è un compromesso tra benefici e rischi. I rischi non si possono eliminare del tutto
  5. Il marketing esiste, è legittimo, ma se qualcuno vi vende qualcosa è possibile che non dica del tutto la verità
  6. I singoli studi scientifici possono essere incompleti, fatti male, con conflitti di interesse, non concludenti...
  7. Quindi ciò che conta sono le evidenze solide raccolte nelle linee guida per la popolazione, leggete quelle e dubitate del resto
  8. Il modello mediterraneo è quello che, al momento, ha le maggiori evidenze scientifiche
  9. Non esistono alimenti buoni o cattivi, solo alimentazioni buone o cattive
  10. Mangiar proteine non fa venire i muscoli
  11. Per far crescere il muscolo ci vuole l'esercizio (e solo un po' più di proteine)
  12. Lo zucchero non è tossico, la farina bianca non uccide
  13. Il ferro si prende soprattutto dai vegetali, non dalla carne
  14. Non abbiamo carenza di vitamine e minerali nel nostro mondo moderno, ergo gli integratori non servono quasi mai
  15. I cibi non sono "poveri" di nutrienti rispetto al passato
  16. L'alcol e tutte le bevande alcoliche, vino compreso, sono cancerogene e non esiste una quantità sicura. Zero è meglio
  17. Non esiste una dieta "per" risolvere o migliorare la psoriasi
  18. Neppure per l'ipotiroidismo
  19. Neppure per l'endometriosi
  20. Neppure per la fibromialgia
  21. Neppure per la fertilità
  22. Neppure per il lipedema
  23. Neppure per la sclerosi multipla
  24. Neppure per la candida
  25. I semini non fanno male ai diverticoli
  26. L'intolleranza al lievito non esiste
  27. Il diabetico (sia tipo 1 che 2) deve mangiare come tutti dovrebbero. Non c'è una dieta speciale
  28. I picchi glicemici non sono un problema se si mangia bene e si è normopeso
  29. Bere aceto per tenerli a bada non serve
  30. Mangiare in un certo ordine, mangiare pane o pasta raffermi o raffreddati non serve
  31. L'indice glicemico non è un parametro utile per decidere se si mangia bene o no
  32. Se si mangia bene allora si mangia anche a basso indice glicemico
  33. L'alimentazione vegana dovrebbe essere solo una scelta etica
  34. Mangiare vegano non è più salutare di mangiare onnivoro, quel che conta è mangiar bene
  35. I bambini vegani possono essere a rischio di carenze
  36. La digeribilità non dipende dalla maturazione degli impasti, o dal tipo di farina usata
  37. Si digerisce con fatica quando si mangia tanto in generale e troppi grassi e si mastica male
  38. La frutta a fine pasto è il miglior modo per mangiarla e non gonfia
  39. Il gonfiore addominale deriva dal mangiar troppo e male
  40. La macinatura a pietra non è più sana di quella a cilindri
  41. Il peperone è digeribilissimo
  42. I pesticidi negli alimenti che mangiamo non ci sono. Il cibo è sicuro
  43. Il glifosate non è cancerogeno
  44. Mangiare frutta e verdura di stagione non è fondamentale. Fondamentale è mangiare frutta e verdura
  45. Gli additivi non ci sono praticamente più nei cibi e non sono un problema
  46. Se in qualche cibo ci sono, stanno in cibi che dovremmo limitare per altri motivi
  47. Le lectine non sono un problema alimentare, la acrilammide non è cancerogena
  48. Nella carne non ci sono ormoni o antibiotici
  49. I peperoni, le melanzane e le patate non sono un pericolo. La solanina non è infiammatoria
  50. Gli OGM sono piante come le altre e sono più sicuri dei non OGM
  51. Gli antiossidanti hanno dimostrato di funzionare solo in provetta
  52. Ma mangiare cibo che li contiene fa bene alla salute. Non grazie agli antiossidanti, però
  53. Le "cose" detox non servono a niente
  54. Il lattosio non è un problema per la maggior parte delle persone, neppure per chi non lo digerisce
  55. I disturbi legati al lattosio dipendono dalla dose, e quindi prendere il burro senza lattosio o evitare i farmaci che lo hanno come eccipiente non ha senso
  56. Le acque ricche di calcio non fanno venire i calcoli renali. Anzi, li prevengono. Bere acqua minerale in bottiglia non ha senso
  57. Mangiare dolci senza zucchero non ha senso. Ha senso mangiare pochi dolci
  58. Le merendine non sono dannose. Lo diventano quando si esagera
  59. I dolci fatti in casa non sono sani, sono sani quando ne mangiamo pochi
  60. I super cibi non esistono
  61. Il cibo non potenzia il sistema immunitario. Ed è un bene
  62. La chetogenica ha senso solo se aiuta inizialmente a dimagrire
  63. Nel lungo termine però non sappiamo che problemi comporti
  64. Prendere chetoni esogeni non serve a niente
  65. La dieta alcalina è una boiata
  66. La dieta dei gruppi sanguigni è una boiata
  67. Le combinazioni alimentari non esistono. Esiste solo mangiar bene
  68. Digiunare serve solo in funzione all'aiuto che fornisce per dimagrire
  69. Non ha funzioni magiche, non ci fa vivere di più
  70. Non ci sono cibi infiammatori, solo stili di vita che possono aumentare l'infiammazione o ridurla
  71. Essere normopeso è antinfiammatorio. Essere sovrappeso è infiammatorio
  72. Le calorie contano
  73. Siamo più longevi, ma più malati
  74. Questo perché siamo sovrappeso, mangiamo troppi cibi animali e ci muoviamo pochissimo
  75. Non contano i singoli cibi, conta la somma
  76. Le allergie sono diverse dalle intolleranze
  77. Le intolleranze non esistono
  78. A parte la celiachia (intolleranza sui generis)
  79. E poche altre come quella al lattosio
  80. Il glutine è un problema solo per i celiaci (o quasi)
  81. Non serve a niente toglierlo dalla dieta se non si è celiaci
  82. L'allergia al nichel è quasi esclusivamente da contatto e non serve fare diete per questo
  83. La data di scadenza ("consumare entro") vale finché il prodotto è chiuso
  84. Oltre la data di scadenza il prodotto può essere pericoloso
  85. Il termine minimo di conservazione ("consumare preferibilmente entro") non è una scadenza
  86. Una volta aperta la confezione il cibo va consumato in fretta (2-3 giorni) se è cibo fresco, ricco di acqua
  87. L'abbattimento uccide solo i parassiti come l'anisakis, ma non i batteri
  88. Gli hamburger vanno cotti molto bene
  89. I cibi animali mangiati crudi sono molto rischiosi in generale
  90. La bistecca può rimanere poco cotta dentro, ma ben cotta in superficie
  91. Le confetture senza zucchero non esistono. Anche quelle solo frutta sono fatte di zucchero
  92. Esistono prodotti con dolcificanti ma non si possono chiamare confetture
  93. App come Yuka o etichette come il Nutriscore non servono per aiutare a mangiar bene [ma come?!, NdC]
  94. E possono essere fuorvianti. Per mangiar bene ci vuole una educazione, non una etichetta
  95. Mangiare cibi animali (soprattutto carni bovine e latticini) non fa bene all'ambiente
  96. I salumi e le carni trasformate sono cancerogene certe per l'uomo
  97. Le carni rosse sono probabilmente cancerogene
  98. Il bio non è più sano e non è più nutriente
  99. Mangiare solo albume non serve a niente, l'uovo si mangia intero
  100. L'avocado non ha niente di speciale
Bonus: il porridge fa cagare

P.S.: Chissà se solo in senso metaforico oppure sul serio...? ;-)

martedì 19 marzo 2024

La luce ha già avuto la meglio sul buio

Domani ricorrerà l'equinozio di primavera. Citando Wikipedia...

L'equinozio (dal latino aequĭnoctĭum, derivato a sua volta dalla locuzione aequa nox, cioè «notte uguale (per durata) al dì») è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest'ultimo si trova allo zenit dell'equatore.
Esso ricorre due volte durante l'anno solare e in quel momento il periodo diurno, ovvero quello di esposizione alla luce del Sole, e quello notturno sono uguali, giungendo i raggi solari perpendicolarmente all'asse di rotazione della Terra.

Questo vuol dire che domani il numero delle ore di luce sarà esattamente uguale a quello delle ore di buio, giusto?

Eh no, sbagliato!

Come pubblicato ieri, 18 marzo, nella pagina Facebook Chi ha paura del buio?...

Oggi, per la prima volta quest'anno, le ore di luce superano quelle di buio! Ma come, non dovrebbe succedere il giorno dopo l'equinozio? Ecco... no!
Il giorno dell'equinozio di primavera (e d'autunno) il Sole sorge esattamente a Est e tramonta esattamente a Ovest. Questo per costruzione geometrica significa che il Sole -in qualsiasi punto del pianeta- starà esattamente 12 ore in cielo e 12 ore sotto l'orizzonte. Il problema però è mostrato dall'immagine di questo post: il Sole appare nel nostro cielo come un bel disco luminoso. Che cosa vuol dire "sorgere" in tal senso?
Ecco, in astronomia per "sorgere" si intende quando il centro del disco supera l'orizzonte (e viceversa per il tramonto). Ma il Sole non è un puntino, e quando il suo centro tocca l'orizzonte c'è già da qualche minuto una bella fetta di disco solare (metà!!) ben visibile, e quindi tecnicamente c'è già luce solare.
Per capire per quante ore al giorno c'è luce solare bisogna allora tenere conto di questo effetto: metà del Sole sorge prima del suo centro, e l'altra metà tramonta dopo. Questo finisce per aggiungere circa 4 minuti di luce prima e dopo. E non è finita qui, perché bisogna considerare la rifrazione atmosferica! La deviazione dei raggi solari a opera degli strati più densi dell'atmosfera fa sì che il Sole risulti visibile sopra all'orizzonte anche se geometricamente si trova più in basso... un miraggio! Questo aggiunge un altro minuto circa di luce solare, prima e dopo.
Il risultato dei due effetti è che il giorno dell'equinozio, il 20 marzo, la luce del Sole rimane visibile per 10 minuti più a lungo delle canoniche 12 ore. Bisogna quindi andare un po' prima dell'equinozio primaverile per trovare un giorno esattamente diviso in due tra notte e giorno, ed è qui che entra in scena l'equiluce! In Italia è il 17 marzo, così come quello d'autunno è il 25 settembre.
Benvenuti dunque nella metà+ dell'anno più luminosa!

P.S.: Il titolo del post va ovviamente inteso dal punto di vista astronomico. Mi piacerebbe poterlo intendere anche in senso metaforico, ma non sono così ottimista...

lunedì 18 marzo 2024

Il mistero è chi fa figli. Magra consolazione

Nell'episodio del suo podcast Morning del 23 febbraio, Francesco Costa è ritornato sull'argomento di quanto nell'Italia di oggi sia ancora difficile conciliare famiglia e lavoro per le donne; se ne era già occupato il 6 dicembre scorso, e io ne parlai in un post qualche giorno dopo. All'epoca scrivevo «Oramai mi sono rassegnata all'idea che il mio tempo per diventare mamma sia scaduto... ma se per miracolo dovessi riuscire a portare a termine una gravidanza...». Un mese fa, però, mi è arrivata la quasi-certezza che non potrà esserci nessun miracolo (io peraltro neppure ci credo, nei miracoli). Mi sono resa conto che del mio tardivo desiderio di maternità avevo già accennato a febbraio dell'anno scorso, quando scrivevo «L'idea di avere un figlio non l'ho ancora accantonata definitivamente». Oramai, invece, mi tocca evitare il più possibile le pause caffè con la collega che è arrivata a gennaio; ha quattro anni meno di me, è mamma di tre bambine, una di 9 anni e due gemelle di 6, e quando si chiacchiera è pressoché inevitabile – oltreché comprensibile – che parli di loro. Per me è sempre un colpo al cuore, non posso farci niente. :'-(

Comunque, ecco la trascrizione di quanto detto dal vicedirettore de Il Post sull'argomento il 23 febbraio.

Vi leggo questa mail che potrebbe farvi arrabbiare, metto le mani avanti, ma perché potrebbe farvi arrabbiare? Comunque meno di quello che c'è a pagina 24 su Repubblica, cioè un'intervista a una donna che ha raccontato di essere stata costretta dalla sua azienda a fare il test di gravidanza nel bagno dell'azienda: costretta dai suoi responsabili. «Se non lo fai ti licenzio». Lei ha accettato, è andata in bagno, ha fatto il test, era negativo, è tornata fuori, poi però ha capito che era stato un enorme abuso e si è rivolta ai sindacati. E uno può pensare: vabbè, questa è una storia che finisce sui giornali proprio per quanto sia eclatante, ma nel suo essere eclatante è anche rara. Con queste modalità probabilmente è rara, per fortuna. Però sentite cosa mi ha scritto tra molte altre un'ascoltatrice di Morning:
«Ho 38 anni, – scrive – sono mamma di un bambino di tre. Lavoro nel settore culturale dello spettacolo: come immaginerai gli stipendi non sono alti, soprattutto se vivi in una città ormai sempre più cara come Milano. A un certo punto, tra molti timori, tra queste difficoltà economiche, decidiamo di cercare un secondo figlio, e quindi a gennaio rimango incinta. Per uno strano scherzo del destino, a dieci giorni dal mio test di gravidanza ricevo una mail da un'importante struttura cinematografica milanese presso cui mi ero candidata un anno fa, e ora a un anno di distanza hanno aperto una posizione: vogliono farmi un colloquio conoscitivo. Decido di presentarmi al colloquio nonostante il mio stato interessante, faccio tre colloqui, e all'ultimo i soci mi comunicano che mi hanno scelto: mi fanno anche una buona proposta economica. Io nel frattempo sono alla decima settimana di gravidanza: legalmente potrei non dire nulla, ma l'ambiente di lavoro è piccolo, mi piacerebbe iniziare nella maggior trasparenza possibile, sono scioccamente fiduciosa, quindi prendo coraggio, li chiamo e li informo che accetto volentieri la proposta, ma vorrei avvisarli che sono incinta alla decima settimana. La persona delle risorse umane dice che ne deve parlare con i soci, che mi farà sapere. Giusto oggi, proprio poco dopo aver ascoltato la tua puntata, quella in cui si parlava dei figli, ricevo una telefonata: l'azienda è costretta a ritirare la proposta, grazie e arrivederci. Nessuna telefonata dai soci, nessuna mail, nessun "Ci piacerebbe che potesse comunque collaborare al rientro dalla maternità". Mai come oggi la tua frase "Il mistero è chi fa figli" mi è sembrata più tristemente appropriata».

Ve l'avevo detto che vi faceva arrabbiare, giustamente.

domenica 17 marzo 2024

Non credere ai tuoi occhi!

Negli ultimi tempi sui social è sempre più frequente imbattersi in immagini che sembrano fotografie, ma sono troppo assurde per essere reali... e infatti si tratta di fotomontaggi oppure, più spesso, di creazioni di un'intelligenza artificiale generativa.

Ad esempio, guarda la "foto" qui sotto.

A tal riguardo, la pagina Facebook Scienze Naturali scrive...

Breve storia triste: questo atroce fotomontaggio (o realizzato con l'IA, non saprei) ha raggiunto quasi 25mila condivisioni.
La didascalia parla di un fantomatico baobab in fiore, evento che avverrebbe una volta ogni 50 anni. E per qualche strano motivo, il fotomontaggio è stato ambientato in un paese asiatico come si deduce dagli edifici sullo sfondo, non propriamente l'ambiente in cui proliferano i baobab. [In effetti, secondo Wikipedia, il genere comprende otto specie: sette diffuse in Africa (di cui sei endemiche del Madagascar) e una in Australia, NdC]
Perché è una storia triste? Perché evidenzia tragicamente come la gente creda a qualsiasi cosa possa leggere su internet, il che è veramente pericoloso per molteplici motivi. Insomma, non ci meravigliamo se il mondo pullula di terrapiattisti e complottisti vari.

E guarda quest'altra immagine qua sotto, tratta dalla pagina Facebook di Amare la montagna, che sembra immortalare la stupefacente opera di un artista realizzata intagliando la neve.

Nei commenti si alternano utenti che, avendola presa per vera, rimangono estasiati ad altri che osservano «Ma non vi rendete conto che è opera dell'AI?!»... e non ho il coraggio di controllare se i primi sono più numerosi dei secondi, ma temo proprio di sì.

P.S.: Mi sono resa conto che un post con titolo e argomento molto simili l'avevo già pubblicato quasi un anno fa...

sabato 16 marzo 2024

I maschi alfa dal punto di vista informatico

Recentemente mi sono imbattuta nello screenshot di un tweet del norvegese Glenn F. Henriksen (il quale ha ammesso che non si tratta di una sua creazione originale, ma che circolava già da anni).

When men refer to themselves as "alpha males", I hear that in the context of software, where alpha versions are unstable, missing important features, filled with flaws, and not fit for the public.

... ovvero...

Quando gli uomini si riferiscono a se stessi come "maschi alfa", io lo intendo nel contesto del software, dove le versioni alfa sono instabili, prive di funzionalità importanti, piene di difetti e non adatte al pubblico.

Geniale, no? :-D

venerdì 15 marzo 2024

Tra bene e male, tra legge e caos

Sui social è abbastanza frequente imbattersi in memi del tipo alignment chart (tabella di allineamento). Ma da dove hanno origine?

Citando la pagina della Wikipedia italiana Allineamento (giochi di ruolo)...

L'allineamento è la caratteristica utilizzata da alcuni giochi di ruolo per riassumere attraverso canoni ben delineati l'atteggiamento morale, etico e psicologico dei personaggi giocanti, non giocanti e mostri. Per esempio semplificando al massimo, nella prima edizione di Dungeons & Dragons l'allineamento indicava se un personaggio era tendenzialmente buono, malvagio o neutrale.
Nella prima edizione di Dungeons & Dragons gli allineamenti possibili erano tre: Legale, Neutrale e Caotico, ed indicavano in linea di massima il profilo morale del personaggio. Non indicava se il personaggio fosse "buono" o "malvagio", ma piuttosto il suo modo di comportarsi e d'intendere la vita.
A partire da Advanced Dungeons & Dragons prima edizione e fino alla 3.5 i possibili allineamenti diventano nove e ruotano attorno alle due dicotomie "bene/male" e "legge/caos" ed esprimono come il personaggio si pone eticamente rispetto alle leggi, alle convenzioni ed alle tradizioni.

Traducendo dalla pagina della Wikipedia inglese Alignment (Dungeons & Dragons)...

Il meme di Internet della tabella di allineamento classifica in modo umoristico vari elementi, spesso personaggi di opere della cultura pop, in una griglia tre per tre.

Segue un paio di link esplicativi: Alignment Chart Memes are Back and Better Than Ever e Alignment Charts | Know Your Meme.

Concludo proponendo alcuni esempi di alignment chart; se necessario, cliccaci sopra per ingrandirli.






giovedì 14 marzo 2024

Chiusure stradali particolarmente fastidiose

Dando una sistemata alle immagini che ho scaricato da internet nel corso dei mesi – una delle mie innumerevoli piccole manie ;-) – ne ho trovate due che presentano un evidente nesso: eccole! :-D


[Stasera il mio "sbatti" bloggatorio risulta proprio ridotto al minimo, me ne rendo conto... ma il fatto è che è stata una settimana veramente stremante, soprattutto sul piano lavorativo. Meno male che quello che bisognava fare per forza in presenza l'ho fatto, così domani mi è concesso di lavorare da remoto. Adesso ti saluto e vado a godermi il meritato (?) sonno!]

mercoledì 13 marzo 2024

A parlare di Costituzione con Mattarella

Il cantante, autore, presentatore e attore – nonché ex docente di Matematica – Lorenzo Baglioni, divenuto popolare per il format delle canzoni didattiche che l'ha anche portato sul palco di Sanremo 2018 con Il congiuntivo, due settimane fa ha pubblicato un video musicale in cui spiega la Costituzione della Repubblica Italiana sotto forma di canzone rap.

E oggi ha incontrato al Palazzo del Quirinale, in un confronto aperto sull'attualità della summenzionata Costituzione Italiana, il Presidente Sergio Mattarella. Con lui c'erano altri creator tra i quali lo youtuber Fabio Rovazzi: entrambi hanno pubblicato la registrazione dell'evento, che mi riprometto di guardare non appena avrò un'oretta di tempo, sui rispettivi canali YouTube.

La foto che apre il post mostra Lorenzo Baglioni insieme al nostro amato Presidente Mattarella. Devo dire che, guardandola, ho benevolmente invidiato il cantante: "Sergione" è uno dei pochissimi personaggi pubblici che avrei veramente piacere di incontrare di persona, anche se conoscendomi sono pressoché certa che, se mai dovesse capitare, non riuscirei a proferire verbo per la soggezione! :-)

A proposito di Costituzione, mentre la Francia ha inserito nella sua il diritto all'aborto – è il primo Paese al mondo a farlo – in Italia ci dobbiamo preoccupare che non passino revisioni della Carta in senso peggiorativo... :-(

martedì 12 marzo 2024

Non è mai troppo tardi per migliorare il mio inglese

Sono iscritta da un po' al canale YouTube di Aurora’s Online Language Lessons – Aurora, che immagino sia di madrelingua italiana ma dovrebbe avere ormai messo radici nel Regno Unito, è presente pure su Facebook – e, anche se i suoi video escono meno spesso rispetto a un tempo e sono abbastanza brevi, li trovo piuttosto divertenti e soprattutto utili per migliorare il mio inglese, in particolare la pronuncia e la comprensione del parlato che sono i miei due talloni d'Achille.

Ecco quattro suoi video che ho trovato per varie ragioni particolarmente degni di nota, in ordine cronologico crescente:

Ma adesso ti saluto e, prima di andare a dormire, mi dedico alla mia sessione serale di Duolingo versione free: non mi va di interrompere la serie positiva, che ha oramai superato i 50 giorni! :-)

lunedì 11 marzo 2024

Anche i fisici hanno un cuore! ;-)

Stasera riporto due post tratti dalla pagina Facebook di Storie Scientifiche – «Raccontiamo la vita e le scoperte degli uomini che hanno contribuito, con le loro idee e i loro sogni, al progresso scientifico» – che svelano il lato più intimo e privato di due celebri scienziati.
"Non appena sarai di nuovo qui, voglio dimenticare tutto ciò che non riguarda noi. Credo che sarebbe bene se durante questa estate la fisica venisse messa in un angolo buio, per essere ripresa più tardi, perché prima ho più da imparare da te che da tutti i trattati del mondo."
Così scriveva Werner Heisenberg [scopritore dell'omonimo principio di indeterminazione nonché Premio Nobel per la fisica nel 1932 "per la creazione della meccanica quantistica", NdC] a Elisabeth Schumacher. I due si conobbero la sera del 28 gennaio 1937 quando Heisenberg, accompagnato da due amici violinisti, si esibì al pianoforte. Lui si innamorò immediatamente di lei, e lei del suo Beethoven, rimanendo insieme fino alla fine dei loro giorni. Nella risposta di Elisabeth si legge perfettamente, come scrive Maria Popova nell'articolo che è al primo commento, "uno dei pilastri centrali della loro vita insieme: il sostegno incondizionato alla pienezza dell'essere dell'altro":
"Se in estate vorrai prenderti un po' di tempo libero dalla tua carissima fisica per me sarà, naturalmente, un po' come essere in paradiso. E puoi star certo che in seguito non mi dispiacerà mai se tu ti dedicherai per lunghi periodi nient'altro che alla fisica. Ha bisogno di te, lo so. E io sto bene da sola, quando so che tu mi ami.
“Cara Arline,
ti adoro, tesoro. So quanto ti piace sentirtelo dire ma non lo scrivo solo per questo: lo faccio perché scriverti mi scalda il cuore. È passato così tanto tempo dall'ultima volta che ti ho scritto ma so che mi perdonerai perché sai come sono fatto, cocciuto, realista e pensavo che scrivere non avesse senso.
Ma adesso, mia cara moglie, so di dover fare quello che ho sempre rinviato e che ho fatto così spesso in passato. Voglio dirti che ti amo. Che voglio amarti. Che ti amerò sempre. Faccio fatica a capire cosa significhi amarti ora che sei morta, ma ho ancora voglia di darti conforto e prendermi cura di te, così come voglio che tu mi ami e ti curi di me. Voglio affrontare i problemi con te, voglio fare piccoli progetti con te. Avevamo cominciato a imparare il cinese insieme, a usare un proiettore cinematografico. Non posso farlo anche adesso? No, sono solo senza di te: eri la mia "donna ideale" e l'istigatrice di tutte le nostre folli avventure. Quando ti sei ammalata, ti preoccupavi perché non potevi darmi certe cose di cui credevi avessi bisogno. Non avresti dovuto. Come ti ho detto, non avevo bisogno di nulla perché ti amavo tantissimo e in molti modi diversi. E adesso questo è ancora più vero: non puoi darmi niente, eppure ti amo così tanto che non potrei amare nessun'altra donna, né lo vorrei. Tu sei molto meglio di qualunque altra persona viva. So che mi darai dello sciocco, che vuoi vedermi pienamente felice e non desideri essere un ostacolo per me. Scommetto che sarai sorpresa di sapere che dopo due anni non ho nemmeno una fidanzata. Ma non puoi farci niente mia cara, e nemmeno io. Non capisco: ho conosciuto diverse ragazze, anche carine, e non voglio restare solo, ma dopo due o tre incontri non mi dicono più niente. Ci sei solo tu per me. Tu sei reale. Mia cara moglie, ti adoro.
Rich.
P.S. Scusami se non ti spedisco questa lettera, ma non conosco il tuo nuovo indirizzo.”
In foto Richard Feynman [premio Nobel per la fisica nel 1965 per l'elaborazione dell'elettrodinamica quantistica, NdC] alla sua prime moglie e storica fidanzata sin dalle a superiori Arline Greenbaum, morta a soli venticinque anni di tubercolosi.

domenica 10 marzo 2024

Alla scoperta delle cover

Nel locale dove abbiamo cenato ieri sera, come musica di sottofondo, veniva riprodotta una playlist composta da numerosi successi internazionali. A un certo punto si è sentita Don't Dream It's Over del gruppo rock australiano Crowded House. Che Alta marea di Antonello Venditti, tratta dal suo album del 1991 Benvenuti in Paradiso e nel cui video compariva una giovanissima Angelina Jolie, fosse una cover lo sapevo già, ma mi sa che questa è stata la prima volta che ho ascoltato l'originale. Godibili entrambe le versioni, sorvolando sulla differenza abissale tra i testi (qui quello in inglese e qui quello in italiano).

Ma la cover più imbarazzante che mi viene in mente fra quelle realizzate da un artista italiano è E chi se ne frega di Marco Masini, tratta dal suo album del 2001 Uscita di sicurezza, rifacimento di Nothing Else Matters dei Metallica. Cominciando dall'ascolto, per poi passare al confronto fra i testi (qui quello originale, qui quello "tradotto"), trovo ci sia soltanto da mettersi le mani nei capelli!!!

Siccome sono curiosa... hai per caso da segnalarmi qualche cover che superi in negativo l'obbrobrio prodotto da Masini (che ai suoi esordi, quando interpretava Ci vorrebbe il mare, mi piaceva, e pure parecchio)? Ma anche, per compensare, delle cover che si possano considerare migliori rispetto ai rispettivi originali già di buona qualità.