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martedì 10 maggio 2016

#TTIPLEAKS

Di recente, quando ho ricevuto la newsletter di Greenpeace dedicata al TTIP, acronimo di Transatlantic Trade and Investment Partnership, ammetto di aver preso la faccenda un po' sottogamba. Ecco cosa c'era scritto.
Ciao,
fino a ieri Europa e Stati Uniti hanno discusso il TTIP (Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti) a porte chiuse e in gran segretezza.
Questo nonostante le proteste di milioni di persone, proccupate che l'accordo potesse aggirare le norme europee basate sul "Principio di Precauzione" in base al quale prima di immettere un prodotto sul mercato, deve esserne provata la sicurezza per la salute umana, ambientale e animale.
Di questo principio, che oggi protegge 500 milioni di cittadini europei dagli OGM e dalla carne trattata con ormoni, non c'è traccia negli accordi!
I nostri timori hanno avuto conferma! Greenpeace Olanda ha avuto accesso a buona parte dei testi negoziali del TTIP: 248 pagine di documenti che dimostrano che avevamo ragione: le pressioni USA per aggirare le norme europee sono enormi!
Tutti i cittadini ora possono conoscere il contenuto del TTIP fino ad oggi rimasto segreto, ed attivarsi per bloccarlo subito!
#TTIPLEAKS
ORA CHE LO CONOSCIAMO DOBBIAMO FERMARLO SUBITO!
FIRMA ORA PER BLOCCARE IL TTIP!
FIRMA ORA!
Siamo in tantissimi in Europa ad opporci al TTIP! In Italia il 7 Maggio a Roma ci sarà una grande Manifestazione Nazionale #STOPTTIP. Il ritrovo è alle 14.00 in Piazza della Repubblica.
Informati, attivati e INVITA I TUOI AMICI A PARTECIPARE!
Grazie per quello che farai.
Federica Ferrario
Campagna Agricoltura Sostenibile e Progetti speciali
Ma poi mi sono imbattuta in questo post scritto da Paolo Attivissimo, che senza offesa per gli amici di Greenpeace e per le loro sacrosante battaglie reputo più distaccato nei confronti delle questioni ambientaliste, e mi si è accapponata la pelle. :-S
Avevo intenzione di farne un riassunto, o di copincollarne solo alcuni frammenti, ma in fin dei conti credo che meriti di essere letto per intero.
Il trattato TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) è un controverso accordo commerciale fra Europa e Stati Uniti (se ne parla qui su TvSvizzera.it). Piccolo problema: il suo testo è segreto (ci sono solo dei vaghi sunti pubblici) e può essere letto dagli europarlamentari soltanto in una stanza nella quale è vietato portare qualunque dispositivo elettronico. Sono ammessi soltanto carta e matita e si viene sorvegliati a vista durante la lettura.
L’europarlamentare Luke Flanagan ha documentato in video come funziona quello che qualcuno in Europarlamento considera un processo di scelta democratico, aperto e trasparente. Risultato: il personale dell’Europarlamento gli ha intimato di rimuovere il video. Lui ha rifiutato.
Ecco il video: sono cinque minuti totalmente kafkiani che sembrano presi di peso dagli archivi polverosi di un regime fantoccio di stampo sovietico e invece sono stati ripresi pochi giorni fa a Bruxelles.
Perché ne parlo in un blog dedicato all’informatica e alla tecnologia? Perché senza l’informatica e la tecnologia non avremmo accesso a questo video e la censura di Bruxelles funzionerebbe. Questo è il potere della tecnologia e di Internet, ed è per questo che i politici di tutti gli schieramenti lo temono e lo vogliono imbrigliare con leggi arcaiche.
[Il tweet con il video girato da Luke Flanagan puoi trovarlo qui, NdC]
Traduco in sintesi quello che dice e fa Flanagan: si dirige alla TTIP Reading Room, la stanza nella quale è concesso leggere il trattato nella forma dei suoi consolidated texts, o testi unici, già approvati dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Gli viene data una biro, gli viene fornita della carta. Con quelli deve prendere appunti: niente fotocopie, niente fotocamere, niente dittafono.
Flanagan incontra il suo assistente, che gli spiega che deve lasciare il suo telefonino in un armadietto che verrà chiuso a chiave, e che l’assistente resterà con lui per tutta la durata della consultazione del trattato. Poi all’europarlamentare viene chiesto di firmare una serie di fogli contenenti il “briefing di sicurezza”. Flanagan racconta all’assistente che gli è stato detto da altri europarlamentari che se non firma questi fogli nessun europarlamentare vedrà mai più il trattato e nota che gli sembrano comportamenti da mafiosi o da gangster: “firma qui o non rivedrai mai più i tuoi figli”.
Flanagan prosegue, rivolgendosi alla telecamera: “Sto ora firmando che non racconterò alle persone che mi hanno eletto i dettagli di quello che c’è in questa stanza”.
Arrivati davanti alla porta della stanza che custodisce il trattato TTIP, l’assistente dice a Flanagan di entrare rapidamente, altrimenti scatta l’allarme. Flanagan le chiede cosa succede se suona l’allarme: “arriva la sicurezza”. E quando arriva la sicurezza? “Vorranno sapere perché è suonato l’allarme”, risponde diplomaticamente l’assistente. Flanagan e l’assistente entrano.
Meno di quindici minuti dopo sono già fuori: Flanagan si è infatti trovato davanti un ulteriore documento da firmare. Stando a come lo descrive l’europarlamentare, il documento gli dice che se trascrive testualmente brani del trattato e poi rende noti testualmente questi brani, c’è il rischio che nessun altro membro del Parlamento Europeo potrà mai leggere il trattato.
Flanagan ha chiesto chiarimenti, perché aveva capito che nonostante il divieto di fotocopie o registrazioni avrebbe potuto prendere appunti trascrivendo i brani salienti del trattato, ma adesso gli è stato spiegato che non può “trascrivere fedelmente”. “Come europarlamentare, mi viene chiesto di trascrivere maldestramente... mi è stato detto che posso anche raccontarlo con parole mie, ma se scelgo che le mie parole siano identiche a queste [del trattato], ho violato un’imprecisata legge. Benvenuti nell’Unione Europea, benvenuti nel cuore d’Europa”.
Flanagan viene messo in contatto con l’europarlamentare Bernd Lange, che gli risponde via mail come segue: “Il fatto che questi documenti riservati possano essere consultati presso la sede del Parlamento Europeo è stato un grande risultato per quest’istituzione e ha consentito a noi membri del Parlamento Europeo di esercitare meglio il nostro ruolo di monitoraggio parlamentare di questi negoziati.”
Conclude Flanagan: “Il fatto che la persona principale che si occupa di TTIP dall’Europarlamento considera questa cortina fumogena di democrazia un ‘grande risultato’ la dice lunga. In che modo ‘consentire’ agli europarlamentari eletti di vedere dei documenti su questioni già decise costituisce un ‘monitoraggio’ dei negoziati?”
Ho già fatto una copia del video di Flanagan per ogni eventualità. E non posso fare a meno di chiedermi: ma che cosa c’è, in quel trattato, di così pericoloso da doverlo tenere sotto chiave in modo così paranoico?
E se vi siete mai chiesti qual è il ruolo di organizzazioni come Wikileaks in una democrazia, ora avete la risposta.
Pur riservandomi di approfondire i contenuti del TTIP, sono già tornata sul sito di Greenpeace per firmare la petizione. E ovviamente invito anche te a farlo...

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