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venerdì 24 febbraio 2017

Cosa siamo diventati...

Mai e poi mai vorrei avere qualcosa in comune con gli individui capaci di toccare certi abissi di squallore, quindi avrei preferito usare come verbo "siete" o "sono"... fatto sta che siamo tutti esseri umani – anche se in alcuni di umanità ce n'è ben poca – e quindi mi sento coinvolta anch'io, pur vergognandomi di appartenere biologicamente alla stessa specie di chi ad esempio frequentava una pagina Facebook (fortunatamente ora rimossa) nella quale si condividevano indicibili fantasie sessuali su Bebe Vio, una delle persone più pulite e trasparenti che mi vengano in mente. La giovanissima schermitrice paralimpica ha dato prova di grande forza d'animo lanciando, in collaborazione con Alessandro Cattelan, una spiritosa campagna a favore degli haters.
Ciò premesso, anche oggi metto insieme alcuni spunti di riflessione raccolti in Rete e accomunati da un elemento: l'odio per gli immigrati.
  • Da ieri è divenuto virale un video nel quale si vedono due dipendenti della Lidl di Follonica tutti sorridenti e in vena di scherzare dopo aver letteralmente chiuso in gabbia due donne rom colpevoli di essersi intrufolate in una zona non aperta al pubblico per rovistare tra i rifiuti; non stavano mica rubando merce dentro il punto vendita, insomma... e quanto dev'essere messa male una persona per cercare qualcosa di utile nell'immondizia?! Una delle due donne strillava disperata come una bestia ferita, una roba straziante da stringere il cuore... a meno che uno non ce l'abbia proprio, un cuore. Mi sembra questo il caso di Matteo Salvini, il quale non solo si è detto disposto a sostenere anche legalmente i lavoratori accusati di sequestro di persona, dal cui operato la Lidl ha preso le distanze in modo netto, ma condividendo il video ha commentato con aria beffarda «Ma quanto urla questa disgraziata???». Che detto da un "disgraziato" – in un altro senso – che dei toni esasperati ha fatto quasi un marchio di fabbrica, fa girare le scatole ancora di più.
  • Un paio di settimane fa si è parlato parecchio del caso della liceale quindicenne di Vigevano che ha denunciato di essere stata aggredita, molestata e picchiata da due nordafricani sul treno Milano-Mortara-Alessandria nell'indifferenza generale; se ben ricordo il suddetto Salvini ha rispolverato per l'occasione il suo cavallo di battaglia della castrazione chimica. A me invece la faccenda puzzava di bruciato fin da subito... e ho fiutato bene, dal momento che oggi si è saputo che la ragazza si è inventata tutto: chissà cosa c'era dietro quei lividi e quella costola rotta, in realtà. Fatte le debite proporzioni, tutto ciò mi ha riportato alla memoria il ben più tragico delitto di Novi Ligure, quando la non ancora diciassettenne Erika De Nardo accusò dell'omicidio della madre e del fratellino due fantomatici rapinatori albanesi, e in un primo momento venne anche creduta; solamente in seguito venne appurato che ad uccidere i due con decine di coltellate era stata lei stessa, insieme al fidanzatino Omar.
  • Due giorni fa il professor Guido Saraceni si è occupato di un fatto avvenuto nei pressi della stazione di Milano Centrale: un uomo italiano ha aggredito la fidanzata, due immigrati irregolari che erano soliti dormire in stazione sono intervenuti per aiutare la ragazza, e l'aggressore ha reagito investendo con la macchina uno dei soccorritori. Il professor Saraceni ha dato prova della sua consueta ironia concludendo il post come segue: «gli stranieri rubano le buone azioni agli italiani, investiamoli a casa loro». Non l'avesse mai fatto: oggi ha voluto pubblicare un altro post per dare conto delle polemiche suscitate da quello dell'altroieri... al che sono andata a leggermi i commenti in questione, e mi sono messa le mani nei capelli.
  • Infine la scrittrice sarda Michela Murgia, al cui primo libro intitolato Il mondo deve sapere è ispirata la sceneggiatura del bellissimo film Tutta la vita davanti, ha raccontato un'esperienza personale abbastanza emblematica, ahinoi: camminando per Roma con un foulard sulla testa per proteggere i capelli dallo smog, visti anche i suoi tratti mediterranei sembrava in tutto e per tutto un'araba... e infatti, alle sue proteste nei confronti di un automobilista che non le aveva dato la precedenza sulle strisce, si è sentita rispondere «A MUSULMANA DDE MMERDA, VUOI VENIRE QUI A DIRE A NOI COME SI VIVE? TORNATENE AL TUO PAESE, CHE MANCO CI AVETE LE STRADE, PENSA I SEMAFORI!». La triste morale della favola l'ha esposta lei stessa: «a nessuno straniero sarà mai permesso di integrarsi alle regole italiane fino al punto di poterle rispettare impunemente più degli italiani stessi».

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