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mercoledì 23 luglio 2014

Musica sotto le stelle... nuvole permettendo!

Il concerto-evento dell'estate pescarese, quello con cui Luciano Ligabue ha fatto il tutto esaurito allo Stadio Adriatico sabato scorso, me lo sono perso... ma alla mia dose stagionale di buona musica dal vivo non rinuncio! :-) Il 27 giugno ho assistito allo show della cantante dei Matia Bazar Silvia Mezzanotte, la quale ha inaugurato in veste di solista la rassegna Estatica Pescara, e ho tutta l'intenzione di tornare al porto turistico Marina di Pescara pure il 30 agosto, quando si esibirà Antonella Ruggiero, che del gruppo ligure è stata l'inimitabile voce nei primi quattordici anni della sua storia.
Nella serata di ieri, invece, mi trovavo all'aperto presso il Teatro d'Annunzio, sotto un cielo minaccioso ma per fortuna innocuo, per godermi il concerto di Simona Molinari e della Al Jarreau Band organizzato nell'ambito del prestigioso festival internazionale Pescara Jazz giunto ormai alla quarantaduesima edizione. Devo confessare che il jazz non è esattamente il mio genere, e le mie conoscenze in proposito si possono riassumere in questa citazione tratta dal monologo teatrale Novecento di Alessandro Baricco: «Cos'era? Non lo so. Quando non sai cos'è, allora è Jazz». ;-) Ma la performance della cantante aquilana l'ho trovata davvero convincente: la ragazza – ha appena trentun anni, anche se con quell'acconciatura ne dimostrava di più – ha una splendida voce suadente, e classe e padronanza da vendere. Non ha proposto brani del suo repertorio personale – i più conosciuti sono quelli che ha presentato a Sanremo nel 2009 e nel 2013 – ma soltanto grandi classici che hanno fatto la storia del jazz, da The Man I Love a Dream a Little Dream of Me, per finire in bellezza con la straordinaria Summertime, interpretata in duetto con Al Jarreau. Tutti brani a suo tempo resi immortali dall'indimenticabile voce della cantante statunitense Ella Fitzgerald... e non per niente lo spettacolo si intitolava "Loving Ella Fitzgerald"! :-)


Sul palco Simona era accompagnata da Claudio Filippini al pianoforte, Fabio Colella alla batteria e Fabrizio Pierleoni al contrabbasso. Ahimè, le foto non mi sono venute granché bene, essendo state scattate con lo smartphone, che per giunta era quasi scarico; la reflex avevo preferito lasciarla a casa per paura che potesse bagnarsi, ma tanto, in mancanza di un teleobiettivo...
Su Al Jarreau preferisco evitare di sbilanciarmi troppo per non rischiare di essere bersagliata da accuse del tipo NCUCDM (anziché esplicitare l'acronimo mi limito a darti un aiutino); non ho ancora digerito quel che mi capitò quando osai criticare uno spettacolo teatrale! Mi limito a dire che ci metterei la firma per arrivare a quell'età – 74 anni – con la sua verve di consumato intrattenitore, che al ritmo e alla solarità della sua musica era difficile resistere...  ma, se devo essere sincera, la parte che ho apprezzato maggiormente del suo concerto è stata quella in cui il bassista Chris Walker, dalla magnifica voce R&B, ha preso in mano il microfono, eseguendo se non sbaglio lo stesso pezzo che interpretò qui.


Accennavo al cielo minaccioso ma innocuo. In effetti in questo strano mese di luglio che pare posseduto da novembre – qualcuno chiami un esorcista! ;-) – il tempo ieri non prometteva nulla di buono; perciò nel pomeriggio ho telefonato all'Ente Manifestazioni Pescaresi per chiedere se intendessero spostare il concerto al chiuso presso il Teatro Circus – chissà come mai non si è pensato all'Auditorium Flaiano che si trova proprio accanto al Teatro d'Annunzio – come previsto in caso di maltempo... ma mi sono sentita rispondere che, viste le previsioni meteo incoraggianti, si sarebbe svolto tutto come stabilito. Di lì a poco si è scatenato un acquazzone... ma, nonostante le proteste piovute (è il caso di dirlo) sulla pagina Facebook di Pescara Jazz, non ci sono stati cambiamenti di programma, a differenza di quanto ha fatto il Centro d'Abruzzo rimandando l'evento di Cinema&Teatro sotto le Stelle previsto per ieri sera. Meno male che Giove Pluvio ci è venuto incontro, non facendo cadere neppure una goccia di pioggia durante le tre ore del concerto: se così non fosse stato, ero pronta a scrivere agli organizzatori una vibrante lettera di protesta (cit.) e a chiedere i danni morali e materiali! ;-) Però, in fin dei conti, meglio così: mi si perdonerà la frase fatta se dico che il Teatro d'Annunzio è davvero una splendida cornice per ogni sorta di eventi estivi. [Per quanto riguarda l'inverno... quand'è che la mia città potrà vantare un teatro vero?!?!?] L'unico problema è che faceva freschetto, a tal punto che ho preferito rinunciare a sfoggiare il bellissimo ma troppo leggero abito fashion comprato di recente ai saldi, e mi sono recata a teatro indossando 'nu jeans e 'na maglietta di ninodangeliana memoria! :-)

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