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domenica 15 giugno 2014

Obiettivo puntato verso il cielo

Da quando ho fatto il mio ingresso nel fantastico mondo delle reflex digitali, ho un sogno: riuscire a realizzare fotografie astronomiche almeno vagamente simili a quelle che ammiro tutti i giorni da quando ho sottoscritto il feed di APOD. Sperando che ad agosto riuscirò ad andare di notte su in montagna per trovare le condizioni migliori possibili – sulla terraferma, almeno – per ritrarre la volta celeste, finora ho fatto soltanto un timido tentativo – dalla finestra della mia stanza, e senza treppiede – per fotografare la luna piena seguendo questa guida: lo puoi vedere qui accanto. Il fatto è che con lo zoom standard 18-55 mica si possono fare miracoli: per certe cose ci vuole un buon teleobiettivo... ma prima mi piacerebbe tanto un obiettivo macro per la fotografia naturalistica (me ne hanno fatto provare uno a Pescasseroli e ne sono rimasta entusiasta)... e prima ancora uno zoom grandangolare per assecondare la mia più grande passione, quella per la fotografia paesaggistica... e nella lista dei desideri un bel cinquantino non ce lo vogliamo mettere? ;-) Il problema è che per mettere insieme un buon corredo di ottiche sossoldi! :-/ In attesa di poter passare alla pratica, comunque, mi preoccuperò di approfondire la teoria, non soltanto leggendo la Guida pratica all'astrofotografia digitale di Lorenzo Comolli e Daniele Cipollina che ho trovato in formato PDF qui, ma facendo tesoro anche delle dritte degli astrofotografi che sono soliti condividere dati tecnici, come Stefano De Rosa. Pur non avendo in programma di volare nel cielo notturno a breve, ho trovato parecchio istruttiva, oltre che affascinante, anche l'Astronomy Picture of the Day di ieri, intitolata New York to London Milky Way.


Ecco qui di seguito la traduzione della relativa spiegazione.
Le luminose stelle del Sagittario e il centro della nostra galassia Via Lattea si vedono appena al di là dell'ala di un Boeing 747 in questa fotografia astronomica di viaggio. La scena stratosferica è stata immortalata all'inizio di questo mese durante un volo da New York a Londra, undicimila metri sopra l'Oceano Atlantico. Naturalmente a quella quota il cielo era limpido e buio, condizioni ideali per la fotografia astronomica. Ma c'erano delle sfide da superare guardando fuori dal finestrino del velivolo che si muoveva a una velocità di circa mille chilometri all'ora. Sono state tentate oltre 90 esposizioni di 30 secondi o meno con un obiettivo veloce e un'impostazione della sensibilità della fotocamera elevata, utilizzando un piccolo treppiede flessibile e una coperta per bloccare i riflessi dell'illuminazione interna. Alla fine, un'esposizione lunga 10 secondi ha dato luogo a questo esempio stabile e colorato di "astronomia aerea".
E questa è la descrizione che l'autore, l'italiano Alessandro Merga, ha inserito a corredo della foto pubblicata sul sito AstroBin.
Le condizioni erano "buone", cielo terso (a 11 km mi sorprendei del contrario), inquinamento luminoso nullo (Bortle 0), i problemi erano principalmente di carattere tecnico: fare una lunga esposizione a bordo di qualcosa che si muove a 598 miglia all'ora (960 km/h).
L'unica soluzione era quella di fare un'esposizione più breve possibile, ma catturare luce a sufficienza, quindi ho usato un 28 millimetri con un'apertura f/1.8, impostando la Canon a 1600 ISO (il massimo per la mia 450D), confidando che poi durante la post-elaborazione avrei forse potuto spingermi fino a 3200 o 6400 ISO, per l'esposizione sono andato per tentativi da 30 secondi in giù, ho scattato 93 foto di cui solo una buona (con 10 secondi di tempo di esposizione).
Per ottenere la massima stabilità possibile, ho messo il Gorillapod tra il bracciolo e la fusoliera, coprendomi con una coperta per bloccare tutti i riflessi provenienti dall'interno.
Qui sotto puoi vedere la stessa immagine in versione "etichettata" con l'indicazione dei vari corpi celesti visibili, per quanto così "affollata" non possa essere di grande utilità...

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