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martedì 8 marzo 2016

Film che possono davvero insegnarti qualcosa

Quando mi capita l'opportunità di andare al cinema gratis, non mi tiro mai indietro! ;-) Finora si è trattato in genere di anteprime gratuite proiettate presso il multisala The Space di Montesilvano, e per assicurarmi un posto non dovevo far altro che compilare e inviare un form in tempo utile. Quando ho letto dell'iniziativa Suffragette – Diventa una di loro ho deciso di partecipare, ma con pochissime aspettative di successo: sapevo infatti che sarebbero stati premiati i migliori messaggi e/o foto in linea con il tema del film, e non speravo di riuscire a proporre qualcosa di abbastanza significativo. Però ho voluto provarci lo stesso, mi sono concentrata sui diritti delle donne e ho spedito il mio contributo. Non dico altro, perché ci ho messo il mio nome vero... e ho un'identità segreta da difendere, io! ;-)
Figurati la mia sorpresa quando ieri mi è stato comunicato via e-mail...
Gentile utente,
grazie per aver partecipato a " Suffragette, diventa una di loro".
Il suo contributo è stato scelto come uno dei più significativi e vorremmo invitarla a partecipare ad uno degli spettacoli del film previsti l'8 Marzo al cinema The Space di Pescara (Montesilvano), in occasione della festa della donna.
L'ingresso è valido per due persone, vi basterà presentarvi in cassa con un documento di riconoscimento.
Grazie e buona giornata.
E così oggi sono andata con mamma ad assistere alla proiezione pomeridiana di Suffragette (qui il trailer). Gran bel film, avvincente e a tratti estremamente commovente: tutti e tutte dovrebbero vederlo per imparare qualcosa sulle (e dalle) militanti che lottarono con coraggio nella Londra di un secolo fa per conquistare diritti che oggi si tende a dare fin troppo per scontati, a cominciare dal diritto di voto. Quelle donne invece furono disposte a mettere a rischio tutto ciò che avevano: la loro reputazione agli occhi dei benpensanti, il lavoro, l'affetto dei loro cari, l'incolumità fisica e la libertà. Applausi alla protagonista Carey Mulligan, che artisticamente mi è sembrata così maturata da riuscire ad eclissare la tre volte premio Oscar Meryl Streep, questa volta confinata in un cameo tanto piccolo quanto incisivo.
Per restare in tema di film impegnati, domenica 28 febbraio presso il Book Caffè Primo Moroni ho assistito alla proiezione del film I toni dell'amore (titolo originale Love is Strange, l'amore è strano), visto che il film in programma, Taxi Teheran, era saltato a causa di problemi di distribuzione. Che dire... a dispetto del titolo italiano, degno di una cinenovela strappalacrime tratta da un romanzo di Nicholas Sparks (genere che peraltro non disdegno affatto), si tratta di un film davvero notevole e di spessore. Puoi vedere il trailer qui.
L'argomento l'ho trovato particolarmente attuale: i protagonisti sono Ben (John Lithgow) e George (Alfred Molina), i quali decidono di suggellare la loro quarantennale relazione con le nozze, approfittando dell'approvazione dei matrimoni gay nello stato di New York. Ma ben presto Ben viene licenziato: la scuola cattolica dove lavorava come insegnante di musica, e che aveva sempre chiuso un occhio di fronte al suo legame omosessuale, considera il matrimonio come un'ostentazione pubblica impossibile da accettare... come se essere se stessi fosse disdicevole, ahimè. Con la sola pensione di George i due uomini non possono più permettersi la loro bella casa a Manhattan, per cui sono costretti a venderla, e in attesa di tempi migliori devono trovare un'altra sistemazione ognuno per conto proprio: Ben viene ospitato dai vicini, una coppia di poliziotti gay, mentre George va a stare a Brooklyn dal nipote Elliot (Darren E. Burrows), sposato con Kate (Marisa Tomei) e con un figlio adolescente, Joey (Charlie Tahan), che lo sopporta a malapena, almeno all'inizio. Dopo decenni di vita insieme, sarà dura per Ben e George abituarsi a non vivere più sotto lo stesso tetto...
Se te ne capita l'occasione, ti consiglio senz'altro di guardare I toni dell'amore; il regista Ira Sachs, gay dichiarato, ha saputo rappresentare una storia d'amore "diverso" con un equilibro, un'autenticità e una sensibilità che non possono lasciare indifferenti, comunque la si pensi al riguardo (almeno credo, non avendo avuto modo di discuterne con omofobi conclamati). Se nutri pregiudizi nei confronti degli omosessuali, magari questo film ti indurrà a riconsiderarli...
A propositi di stereotipi sui gay, ecco qui sotto un video di Casa Surace che fa ridere – sensazionale il dialogo della coppia gay fuori dalla porta dell'appartamento etero, a partire dal minuto 3:45 circa – ma anche riflettere.


«È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio», come disse Albert Einstein... Ma sarà ancora così?

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