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mercoledì 30 marzo 2016

Capire la profondità di campo

Per la seconda volta nel giro di un paio di settimane torno ad occuparmi di fotografia, traducendo questa volta un post dallo spagnolo, Profundidad de campo di José Luis Ruiz. Nel mio personale percorso fotografico non starò facendo progressi degni di nota... ma in compenso mi sto esercitando un sacco con le lingue straniere! ;-) La particolarità del post in questione è che per illustrare i concetti esposti usa delle GIF animate, assai più efficaci di tante parole.
La profondità di campo, anche nota come DoF (abbreviazione dell'inglese Depth of Field), si riferisce al numero di piani che abbiamo a fuoco sia davanti sia dietro al punto che stiamo mettendo a fuoco.
Per spiegarlo più chiaramente faccio il seguente esempio, nel quale il mio punto di messa a fuoco si trova sul pupazzetto giallo coi capelli neri. Per aumentare la profondità di campo chiudo il diaframma, e in questo modo saranno a fuoco anche i pupazzetti vicini a quello giallo coi capelli neri. Al contrario, aprendo il diaframma, i pupazzetti più lontani perderanno gradualmente nitidezza, finché soltanto quello a fuoco sarà nitido.
La profondità di campo può essere modificata in due modi. Uno è tramite l'apertura del diaframma: più teniamo aperto il diaframma, meno profondità di campo avremo, e viceversa, se chiudiamo il diaframma, avremo una maggiore profondità di campo.
L'altro modo è tramite la lunghezza focale: minore è la lunghezza focale della nostra lente, più facile sarà ottenere immagini con una grande profondità di campo.
È curioso che nei social network di fotografia molte persone attribuiscano una DoF eccellente a fotografie che praticamente non hanno nessuna profondità di campo, quando dovrebbe essere il contrario.
Qualche tempo fa ho scattato una foto delle stelle, utilizzando una profondità di campo molto ridotta poiché tutte le stelle si trovano sullo stesso piano (in questo caso l'infinito): nonostante la ridotta profondità di campo, tutte le stelle che si trovano sul piano infinito (cioè tutte) saranno a fuoco.
https://www.flickr.com/photos/bdebaca/4342114055/
Nei primi anni Trenta a San Francisco, in California, nacque il Gruppo f/64, fondato da Ansel Adams assieme a Edward Weston, Willard Van Dyke, Imogen Cunningham e altri; come suggerisce il suo nome, aveva tra i suoi obiettivi quello di realizzare fotografie con aperture minime per avere il massimo della nitidezza.
È possibile calcolare la profondità di campo a una determinata apertura e lunghezza focale facendo alcuni calcoli che in pratica possiamo evitare utilizzando calcolatori online come DOF Master, oppure installando app come Deep Focus per iPhone/iPad, o DOF Calculator per Android.
Pssst... io ho provato HyperFocal Pro, e mi è sembrata davvero ottima!
Concludo condividendo un'altra GIF animata trovata per caso e proveniente da chissà dove, che mostra come cambia un ritratto – e il relativo sfondo – al variare della lunghezza focale. Tradotto in parole, le focali lunghe producono appiattimento prospettico (i piani di fronte a noi si avvicinano a noi e tra di loro) mentre le focali corte producono dilatazione prospettica (i piani di fronte a noi si allontanano da noi e tra di loro).

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