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venerdì 8 gennaio 2016

Tramonti per finta

Il pomeriggio dell'Epifania sono andata al cinema a vedere il film d'animazione Il Piccolo Principe (qui il trailer), tratto dall'omonimo romanzo scritto da Antoine de Saint-Exupéry che avevo riletto l'altra sera per l'occasione (in verità mi ci è voluta meno di un'ora... e adesso mi sto dedicando alla versione in francese). Sono rimasta un po' sorpresa nel constatare quanto il film fosse differente dall'opera letteraria, la cui trama, già succinta di suo, è stata forse sacrificata più del dovuto... ma a suo modo quest'adattamento cinematografico attualizzato tocca anch'esso il cuore, oltre ad essere una gioia per gli occhi: c'è tanto da imparare e su cui riflettere, per i bambini... di tutte le età! :-)
Riporto qui di seguito alcuni frammenti del testo del romanzo – che, ammesso che tu non l'abbia già fatto, ti consiglio di procurarti, se non altro per poter leggere o rileggere il meraviglioso capitolo XXI per intero! – perché si ricollegano all'argomento del post di oggi...
«Mi piacciono tanto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto...»
«Ma bisogna aspettare...»
«Aspettare che?»
«Che il sole tramonti...»
Da prima hai avuto un'aria molto sorpresa, e poi hai riso di te stesso e mi hai detto:
«Mi credo sempre a casa mia!...»
Infatti. Quando agli Stati Uniti è mezzogiorno tutto il mondo sa che il sole tramonta sulla Francia. Basterebbe poter andare in Francia in un minuto per assistere al tramonto. Sfortunatamente la Francia è troppo lontana. Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo. E guardavi il crepuscolo tutte le volte che lo volevi... «Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatré volte!»
E più tardi hai soggiunto:
«Sai... quando si è molto tristi si amano i tramonti...»
«Il giorno delle quarantatré volte eri tanto triste?» Ma il piccolo principe non rispose.
(dal capitolo VI)
«E le stelle vi ubbidiscono?»
«Certamente», gli disse il re. «Mi ubbidiscono immediatamente. Non tollero l'indisciplina»
Un tale potere meravigliò il piccolo principe. Se l'avesse avuto lui, avrebbe potuto assistere non a quarantatré, ma a settantadue, o anche a cento, a duecento tramonti nella stessa giornata, senza dover spostare mai la sua sedia!
(dal capitolo X, ambientato sul primo asteroide, quello abitato dal re)
Quello che il piccolo principe non osava confessare a se stesso, era che di questo pianeta benedetto rimpiangeva soprattutto i suoi millequattrocentoquaranta tramonti nelle ventiquattro ore.
(dal capitolo XIV, ambientato sul quinto asteroide, quello abitato dal lampionaio)

Ma insomma, quale sarebbe l'argomento del post di oggi?! Eh, hai ragione pure tu... Adesso ci arrivo: è la foto qui sotto, pubblicata come Astronomy Picture of the Day il 4 gennaio scorso con il titolo  Earthset from the Lunar Reconnaissance Orbiter.


Ed ecco la traduzione della relativa spiegazione...
Sulla Luna la Terra non sorge mai, né mai tramonta. Se dovessi trovarti sulla superficie della Luna, vedresti semplicemente la Terra sospesa nel cielo. [Toh, non l'avrei mica detto... Eppure in fondo sarebbe bastato rifletterci un istante per capirlo!, NdC] Questo perché la Luna rivolge sempre la stessa faccia verso la Terra. Curiosamente, l'immagine mostrata raffigura effettivamente la Terra che tramonta oltre un orizzonte lunare. Questo è stato possibile perché l'immagine è stata scattata da un veicolo spaziale in orbita attorno alla Luna, per la precisione il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO). Di fatto, il LRO orbita attorno alla Luna così velocemente che, dalla sonda, la Terra appare tramontare di nuovo ogni due ore circa. L'immagine mostrata ha immortalato uno di questi tramonti della Terra circa tre mesi fa. Per contro, dalla superficie della Terra, la Luna tramonta circa una volta al giorno, e la causa principale è la rotazione terrestre. L'LRO è stato lanciato nel 2009 e, oltre a creare una dettagliata mappa tridimensionale della superficie lunare, sta anche ispezionando la Luna in cerca di acqua e di possibili buoni punti di atterraggio per futuri astronauti.

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