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lunedì 4 gennaio 2016

È arrivata l'ordinanza

In prossimità di San Silvestro numerosi Comuni italiani, Pescara compresa, hanno emanato delle ordinanze per vietare i botti di Capodanno, una tradizione a mio parere terribilmente idiota e senza senso – ben altro discorso lo meritano gli spettacolari fuochi d'artificio esplosi in condizioni controllate da professionisti – che ogni anno ha l'effetto di inquinare l'ambiente, spaventare a morte cani e gatti e procurare ferite più o meno gravi a un numero pazzesco di esseri umani. C'è chi si ritiene soddisfatto perché da almeno un paio d'anni in Italia nessuno ci rimette la vita... ma secondo me anche una sola persona che perde un dito o un occhio, a maggior ragione se non è responsabile dello scoppio, è un prezzo esageratamente alto da pagare per una tradizione così idiota (repetita iuvant).
Accennavo all'ordinanza del Comune di Pescara, che però si è rivelata lettera morta, non soltanto perché sono state autorizzate ben 29 bancarelle per la vendita di botti adducendo motivazioni che sapevano tanto di arrampicata sugli specchi, ma soprattutto perché ancor prima della mezzanotte del 31 dicembre in città si è scatenato il solito finimondo: i vetri delle finestre tremavano, e il giorno dopo abbiamo trovato i balconi tutti sporchi di residui delle "festose" esplosioni. Mentre avvenivano ho espresso il mio "entusiasmo" per tali festeggiamenti con un tweet ben poco consono ad una signora quale io sono... ;-)
Due giorni prima di Capodanno, Stefano Andreoli aveva twittato «Sto ultimando un prototipo di petardo a ultrasuoni che rompa il c***o solo ai cani», e quel tweet importato su Facebook ha attirato sul povero Stark una sfilza di improperi da parte di gente che non aveva per nulla colto l'ironia – forse un po' troppo sottile per l'utente medio del web, in effetti – ed è andata avanti con gli insulti anche dopo che l'interessato ha spiegato meglio il suo pensiero.
Chiarisco il mio punto di vista in una dozzina di righe. Proibire i botti è sacrosanto per una milionata di motivi: primo perché, a meno di non avere otto anni o essere dei menomati mentali, non c'è nulla di divertente in un'esplosione; perché centinaia di bambini e adulti - spesso senza colpa - ci hanno rimesso occhi, orecchie e dita; perché, mi si dice, inquinano; e soprattutto perché rompono i c***ioni alla gente. Abbiamo avuto decenni di tempo per fermare queste esibizioni di c***ionaggine e invece questa roba è serenamente in vendita, e qualsiasi st***zo può sentirsi autorizzato a trasformare il proprio cortile in Falluja mettendo a rischio la propria e l'altrui incolumità. Ci tocca usare la scusa - sacrosanta, per carità - degli animali perché non abbiamo le palle di dire che è un'usanza idiota, e abbiamo paura di offendere gli idioti che la apprezzano. Contenti voi
A proposito di animali spaventati dai botti, Lercio se ne è uscito con questo titolo dalla chiara impronta satirica: Bari, cani e gatti chiedono i botti al posto del concertone di Capodanno di Gigi D’Alessio (qualcuno ha ironizzato sullo stato pietoso in cui si è presentato sul palco Gianluca Grignani motivandolo scherzosamente con il deleterio influsso dell'insostenibile cantante partenopeo). C'è poi questa simpatica foto, pubblicata su Insegnare la grammatica italiana a chi crea gruppi...


... e questa vignetta di AGJ.


A proposito di ordinanze comunali, sulla testa degli automobilisti pescaresi pende la spada di Damocle delle targhe alterne per combattere l'inquinamento. Dal momento che ieri è tornata la pioggia e si prevede maltempo per giorni, mi auguro che l'emergenza smog rientri al più presto facendo ritornare chi di dovere sulla sua decisione (ammesso e non concesso che si sia in grado di far rispettare questa ordinanza con maggior rigore rispetto a quella sui botti). Mi spiego meglio: il mio lato ambientalista trova che disincentivare l'utilizzo delle auto private in favore dei mezzi pubblici sia di per sé un'idea fantastica, ma se gli autobus sono una garanzia... di inefficienza come a Pescara, ecco che una buona idea diventa una fesseria, foriera di disagi soprattutto per le persone sole e i nuclei familiari che non dispongono di più autoveicoli da alternare alla bisogna. Se proprio si vuol fare qualcosa contro lo smog, trovo che si dovrebbe per prima cosa potenziare il servizio di trasporto pubblico, e poi regolamentare per legge le temperature nei pubblici esercizi e uffici, spesso troppo alte d'inverno quando è in funzione il riscaldamento e troppo basse d'estate con l'aria condizionata, per di più con le porte lasciate aperte provocando dispersioni termiche e conseguenti sprechi energetici del tutto evitabili.

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