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giovedì 21 agosto 2014

Le stelle sono tante, milioni di milioni...


[Alzi la mano chi, leggendo il titolo di questo post, non ha pensato ai salumi ma a De Gregori  ;-)]
L'altro giorno ho scritto che non esisteva proprio che mi alzassi prima dell'alba per ammirare la congiunzione tra Venere e Giove, ma in realtà avevo già in programma di sottopormi a un tour de force ben più impegnativo "per amor del cielo"... e fortunatamente le preoccupazioni che mi angustiano negli ultimi tempi non sono state così pressanti da costringermi a disertare un appuntamento che avevo in agenda da mesi e a cui tenevo un sacco: fare il mio timido ingresso nel meraviglioso mondo dell'astrofotografia partecipando alla quinta edizione del workshop Giocando con il cielo di Agosto organizzato dal mio "prof" di fotografia Stefano Lista.
Che dire? Beh, non è stato certo uno scherzo andare a dormire più tardi dell'ora in cui di solito mi suona la sveglia – eggià, abbiamo tirato ben oltre l'alba, anche se per cause di forza maggiore non abbiamo potuto immortalarla – dopo più di ventiquattr'ore di veglia, tanto che mi sento ancora abbastanza fuori fase... ma ne è valsa senz'altro la pena! :-) Avevo sentito dire che l'essere umano è in grado di vedere a occhio nudo circa seimila stelle... ma a Campo Imperatore il cielo era così limpido – eccettuata qualche fugace nuvoletta, che comunque in foto ha il suo bel perché – e l'inquinamento luminoso talmente ridotto – a parte un tenue chiarore diffuso dai centri abitati al di là delle montagne – che, per quanto io sia "cecata" (cit.), di stelle mi sa che ne ho viste a milioni!!! :-O Per non parlare della Via Lattea, che credo di aver ammirato per la prima volta in vita mia, malgrado la "veneranda" età: è questa qui, o sbaglio? :-)


Il bello delle reflex è che di astri sono in grado di catturarne molti di più di quelli che potrò mai riuscire a vedere ad occhio nudo: il segreto – che poi segreto non è, perché chiunque abbia una minima infarinatura di tecnica fotografica certe cose le sa – è impostare tempi di esposizione lunghi (in genere 30 secondi, non di più per evitare che la rotazione apparente della volta celeste dovuta alla rotazione terrestre tramuti le stelle da puntiformi a "trattiniformi"... comunque il treppiede è indispensabile per evitare il mosso), un diaframma aperto il più possibile e la sensibilità ISO "a palla". Occhio però, ché se scatti usando queste impostazioni quando spunta la luna dal monte (cit.), questo è il risultato... Suggestivo, per carità, ma abbastanza innaturale e tutt'altro che intenzionale! :-)


In seguito ho riprovato a fotografare più volte la luna calante abbassando gli ISO e riducendo i tempi, ma niente da fare. Vabbè, ne riparliamo quando avrò a disposizione un buon teleobiettivo...
Certo che, se in questa circostanza non avessi potuto usare un grandangolare, sarebbe stata tutta un'altra cosa... Meno male che un amico mi ha prestato il suo Tokina 11-16, consentendomi scatti assai più notevoli rispetto a quelli alla portata del mio zoom standard 18-55. Purtroppo non ero attrezzata per eseguire lo star trail: né come scatto singolo (essendo sprovvista di telecomando, sarebbe stato impensabile tener premuto il pulsante di scatto per qualcosa tipo mezz'ora in modalità Bulb) né come composizione di più scatti in sequenza (la procedura descritta in questo tutorial richiede l'intervallometro, che io non ho). Alla prossima occasione – sì, perché intendo ripetere al più presto l'esperienza, senza dover necessariamente aspettare l'estate 2015 – conto di arrivarci più equipaggiata e preparata; tanto per dirne una, sarà il caso di capire perché le foto non sono venute nitide come mi sarei aspettata. Comunque, per essere la mia prima volta, sono abbastanza soddisfatta del risultato: guarda l'album qui sotto e poi dimmi se ne ho motivo o meno... :-)


(Magari le foto sono un po' ripetitive... ma sappi che ho scattato assai meno rispetto al mio solito, e per giunta di tutti gli scatti ne ho selezionati appena un quarto o poco più)
P.S.: Come "colonna sonora" di questo post non scelgo A Sky Full Of Stars dei Coldplay, che l'altra notte mi hanno fatto ascoltare fino alla nausea, bensì Drops of Jupiter dei Train, il cui testo menziona svariati oggetti celesti.

Tell me, did you sail across the sun
Did you make it to the Milky Way to see the lights all faded
And that heaven is overrated
Tell me, did you fall for a shooting star
One without a permanent scar
And did you miss me while you were looking for yourself out there

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