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sabato 7 dicembre 2013

Rachid, un esempio da seguire

Nelle scorse settimane ho seguito con interesse la vicenda esemplare del ventiseienne Rachid Khadiri Abdelmoula; il giovane, arrivato all'età di undici anni in Italia dal Marocco con i fratelli Abdul e Sahid, si guadagnava da vivere facendo il vu' cumprà, ma al tempo stesso studiava all'università in una facoltà non certo facile come quella di Ingegneria. A ottobre Rachid si è laureato in Ingegneria Civile al Politecnico di Torino, con una tesi sul grafene dedicata al padre scomparso da qualche anno; del suo caso si è occupato anche Massimo Gramellini a Che tempo che fa. La sua vicenda ha attirato su di lui l'attenzione degli addetti al casting del Grande Fratello, i quali gli hanno proposto di partecipare alla prossima edizione del reality show. Un'opportunità per la quale migliaia di giovani italiani sarebbero disposti a fare qualunque cosa... eppure il giovane ha detto no alla facile popolarità: il suo prossimo obiettivo è conseguire la laurea magistrale, mentre il suo grande sogno è «di fare l’ingegnere con la cravatta». A novembre la mozione per assegnargli la cittadinanza onoraria di Torino ha incontrato notevoli intoppi... ma ieri finalmente Rachid è diventato cittadino del Paese in cui ha trascorso oltre metà della sua vita. Non mi ha stupita affatto, ahimè, constatare che Matteo Salvini abbia trovato da ridire su questa decisione: ieri infatti il candidato alle primarie della Lega Nord ha scritto su Facebook...
Il sindaco di Torino oggi ha dato la Cittadinanza a Rachid, giovane marocchino che prima vendeva gli accendini in strada, e adesso si è laureato.
Intanto migliaia di laureati italiani, perso il lavoro, hanno cominciato a vendere accendini in strada.
Ma per loro lo Stato non ha tempo da perdere.
[L'ho scoperto perché un mio "facciamico" ha condiviso il comunicato, presumibilmente perché la pensa allo stesso modo. Prima o poi, anche se non certo a cuor leggero, dovrò depennarlo dai miei amici, perché troppo spesso i suoi status mi provocano un autentico travaso di bile...]
Se non avessi la netta sensazione che sarebbe fiato sprecato, chiederei a Salvini se crede davvero che conferire la cittadinanza italiana a un ragazzo la cui esperienza rappresenta un esempio di abnegazione, nonché un modello di integrazione, tolga qualcosa ai giovani nati in Italia... e non dia loro al contrario un forte stimolo ad impegnarsi di più, anziché bivaccare per anni tra i corridoi e le aule universitarie, come fanno in tanti che peraltro neppure lavorano: «Le passeggiate da vu' cumprà mi hanno insegnato che per ottenere qualcosa non devi stare mai fermo», spiega Rachid. Ma tra le altre cose suppongo che il suo caso tolga frecce all'arco delle frange più accanitamente xenofobe della Lega, quindi a loro non fa certo comodo che se ne parli... ;-)

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