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lunedì 2 dicembre 2013

La natura non perdona

Stamattina mi è bastato guardare fuori dalla finestra per capire che non sarebbe stato affatto facile arrivare al lavoro: le forti piogge che cadevano quasi senza sosta da ieri avevano letteralmente inondato le strade circostanti, tranne quella dove abito, il cui impianto fognario per fortuna aveva fatto il suo dovere. Sarei andata a piedi, solo che non ho calzature adatte; allora sono salita in macchina e sono partita, ma già al secondo incrocio mi sono vista costretta a fare inversione e a valutare un percorso alternativo rispetto a quello che faccio di solito, e che oggi era del tutto impraticabile. A un certo punto, nel mio vagare, ho provato a imboccare via Fontanelle, anche se sospettavo che non fosse una buona idea... e infatti dopo un paio di centinaia di metri mi sono trovata davanti una transenna, oltre la quale si vedeva il sottopassaggio completamente allagato, sono tornata indietro e per arrivare a destinazione ho preso la superstrada. Soltanto dopo pranzo, mettendomi a leggere gli articoli che documentano i danni provocati dall'odierno nubifragio a Pescara e dintorni, ho scoperto che proprio in quel sottopassaggio (peraltro di costruzione relativamente recente... se ben ricordo, non molti anni fa in quel punto c'era un passaggio a livello) poche ore prima era annegata una donna, rimasta intrappolata dentro la sua auto. Mi vengono i brividi...! :-(
Per questa volta ho tenuto a riposo il mio istinto da fotoreporter perché ero troppo impegnata a cercare di uscire sana e salva (e il più possibile asciutta) da una situazione senza precedenti, almeno per quel che mi ricordo... ma non appena ho aperto Facebook sono rimasta senza fiato vedendo cosa sono diventate oggi alcune strade che percorro abitualmente.
Viale Vittorio Pepe, dove sorge lo stadio di Pescara...


... non lontano, viale Guglielmo Marconi...


... e l'immagine più impressionante, relativa a via del Circuito.


Al Villaggio Alcyone, al confine tra Pescara e Francavilla al Mare, migliaia di famiglie hanno dovuto abbandonare le loro case, inoltre il fiume Pescara è esondato, e paradossalmente è quasi inagibile perfino la caserma dei vigili del fuoco! In tanti anni che abito qui, non ricordo nulla di paragonabile a questo disastro: al confronto, l'ondata di maltempo di tre settimane fa era una cosa da poco.
Spero almeno che quanto è accaduto serva di lezione, e che si provvederà al più presto a fare tutto ciò che è umanamente possibile per evitare che un diluvio, sia pur di eccezionale intensità, si trasformi di nuovo in una calamità naturale. Ovviamente mi auguro la stessa cosa anche per la Sardegna, ancor più duramente colpita, e per tutte le altre località a rischio. Sono queste e non altre, le grandi opere di cui l'Italia ha un bisogno prioritario.

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