Loading

mercoledì 12 gennaio 2011

La sveglia birichina

A parte il mio primissimo telefonino, un elegante quanto essenziale Siemens C25 (che però permetteva di comporre suonerie personalizzate mediante la tastiera... che spasso! :-)), i cellulari che ho posseduto successivamente, dal Nokia 3310 in poi, sono stati tutti dotati di orologio/sveglia. Impostare la sveglia, spegnere il telefonino, addormentarmi, aprire svogliatamente gli occhi al suono dell'allarme il mattino dopo, cercare il cellulare a tentoni nel buio per accenderlo del tutto o almeno zittirlo: ecco gli step a cui sono stata abituata per anni. Quando ho deciso di passare a uno smartphone, non ho considerato che dal punto di vista della sveglia mattutina avrei dovuto cambiare abitudini, eliminando il secondo step: infatti, per quanto si possa essere scrupolosi nel programmare l'allarme, se si spegne il "cellulare intelligente" non si può sperare che si riaccenda da solo per attivare la suoneria, trattandosi di un apparecchio per molti versi più affine ad un computer che a un semplice telefonino. (Piccolo inciso: osservando il mio Wildfire, una persona mi ha chiesto «Ma questo coso telefona, anche?». La domanda non era poi così oziosa: infatti in quel momento, pur avendo già giocherellato a lungo con il mio nuovo gioiellino, la funzione di telefono non l'avevo ancora messa alla prova... :-))
Insomma, se voglio che la sveglia del mio "androide" faccia il suo dovere al mattino, devo rassegnarmi a lasciarlo acceso la sera prima: non si tratta di un bug (a differenza di questo ;-)), ma di un inconveniente sì, di un piccolissimo passo indietro, se così si può dire... anche se compensato più che abbondantemente dalle enormi potenzialità di questo genere di dispositivi. Per fortuna esiste un semplice espediente per evitare di essere svegliati da (abbastanza improbabili, nel mio caso ;-)) chiamate fuori orario in arrivo sul telefonino acceso: attivando la modalità Aereo – copincollo dalla guida utente – «tutte le radio wireless sul telefono vengono disattivate, inclusa la funzione chiamata, i servizi dati, il Bluetooth e il Wi-Fi». Questa modalità di funzionamento, unitamente allo spegnimento del display, dovrebbe ridurre al minimo il consumo di batteria, che come ho già detto risulta uno dei problemi più rilevanti degli aggeggi in questione: mi riservo di verificare la cosa nei prossimi giorni.
[UPDATE del 13/1. Risultato dell'esperimento della notte scorsa: ho constatato che, attivando la modalità Aereo e lasciando spento il display, il consumo di batteria da mezzanotte alle ore 8, quando è suonata la sveglia, è risultato irrisorio. Una bella differenza rispetto a ciò che accade quando il telefono è in modalità normale: in un analogo intervallo di tempo la carica scende notevolmente]
A dire il vero nel mio caso il problema non sussiste, in quanto per svegliarmi posso ancora utilizzare l'altro mio cellulare attualmente "in servizio", un Nokia 3600 Slide; la differenza è che quello di allarmi consente di impostarne soltanto uno, con l'eventuale selezione dei giorni della settimana in cui deve essere attivo (quelli lavorativi, tipicamente), mentre con il Wildfire potrei programmarne quanti ne voglio.
Una soluzione sarebbe quella di collegare lo smartphone al caricabatterie la sera e lasciarlo in carica per tutta la notte, in modo da ritrovarlo bello "pimpante" all'inizio della giornata successiva. Ricordo che le batterie al litio non soffrono del famigerato effetto memoria, quello che obbligava a lasciar scaricare completamente le batterie di vecchio tipo prima di ricaricarle, per non comprometterne l'efficienza; alcuni continuano a sostenere che sottoporre ogni tanto la batteria a un ciclo "scarica completa/ricarica" giovi alla sua vita utile e ritardi l'inesorabile decadimento, mentre altri negano che questo serva a qualcosa. Comunque adesso ti saluto e vado a leggermi questo post sull'argomento che mi è appena stato segnalato da un altro utente di Android(i). Bye! :-)
[Il titolo del post è un omaggio a un pezzo di storia della canzone per bambini. :-) Infine mi sono decisa una buona volta a creare il tag android per etichettare i miei post passati sull'argomento, ma soprattutto quelli futuri: ne ho già diversi in cantiere, in effetti...]

Nessun commento:

Posta un commento