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martedì 25 gennaio 2011

L'interprete in tasca

A proposito del Conversation Mode, la nuova rivoluzionaria feature di Google Translate per "comprendere" e tradurre in un'altra lingua le frasi pronunciate dall'utente, avevo dato pochi giorni fa una scorsa ad un articolo pubblicato su Repubblica... ma per decidermi a provarla mi ci è voluta la recensione di Paolo Attivissimo, il quale mi ispira senz'altro più fiducia rispetto alla stampa generalista, quando si tratta di certi argomenti. Ho scaricato l'app Google Translate versione 2.0.0, dopodiché è comparso l'invito ad installare il programma di sintesi vocale eSpeak for Android (a me comunque sembra che vada benissimo pure quello preinstallato, Pico TTS)... però mancava ancora qualcosa: un sistema per il riconoscimento vocale. L'app necessaria si chiama Voice Search (Ricerca vocale, sull'Android Market italiano)... e una volta installata ho immediatamente messo Google Translate alla prova, divertendomi a pronunciare frasi in inglese che l'app ha inteso correttamente (si vede che sono in grado di sfoggiare una English pronunciation niente male, se solo m'impegno un pochettino! :-)) e tradotto in spagnolo nel giro di pochissimi secondi. Non trovo le parole per esprimere la sensazione di assoluto... WOW che ho provato! :-O
Come mai ho impostato l'idioma castigliano come lingua di destinazione? Beh, perché mi risultava, dopo aver letto questo post, che in questa fase beta il Conversation Mode supportasse solamente l'inglese e lo spagnolo (mentre per la traduzione di testo scritto Google Translate gestisce molte più lingue). Invece oggi ho provato a selezionare l'italiano... e con sommo gaudio ho scoperto che funzionava quasi come per lo spagnolo! :-D (in quest'ultimo caso l'interfaccia è leggermente più immediata, ma in sostanza non cambia poi molto)
Supponi di dover conversare con una persona di madrelingua inglese senza sapere una parola dell'idioma britannico. In che modo ti può aiutare Google Translate? Beh, apri l'app, imposti Italiano come lingua di origine e Inglese come lingua di destinazione, poi fai tap sul pulsante con il microfono e pronunci la tua frase. Una volta terminato di parlare, lo smartphone invia i dati audio ai computer di Google... e pochi istanti dopo, ecco che sul display compare la traduzione in inglese della frase che hai pronunciato. Se il sistema ha frainteso quello che hai detto (puoi rendertene conto verificando il contenuto del campo in alto) dovrai ripetere i vari passaggi, eventualmente cercando di scandire meglio le parole e riducendo ove possibile i rumori di fondo; se invece ha capito bene, puoi far ascoltare al tuo interlocutore la traduzione facendo tap sull'icona dell'altoparlante che si trova accanto ad essa. A questo punto probabilmente l'anglosassone vorrà rispondere... e allora che si fa? Beh, basta fare tap sul pulsante con le due freccette per scambiare la lingua di origine con quella di destinazione, poi fare tap sul pulsante con il microfono e avvicinare il cellulare all'interlocutore per captare nel miglior modo possibile le sue parole: anche questa volta, la traduzione arriverà sul telefono in una manciata di secondi.
Probabilmente questo sistema non è ancora maturo per assistere persone che intendano dissertare, ad esempio, di filosofia... ;-) ma per le situazioni che si presentano più frequentemente nella vita di tutti i giorni può rappresentare un ausilio preziosissimo e insostituibile: già, perché, a differenza di un interprete simultaneo in carne ed ossa, puoi tenerlo sempre a portata di mano, lo smartphone (magari la conversazione non risulterà altrettanto spedita che con l'aiuto di un professionista...).
Si può immaginare che, man mano che tecnologie come questa si diffonderanno, perfezionandosi sempre di più, allora la comprensione fra persone che parlano lingue diverse diverrà una realtà accessibile per una quota sempre crescente della popolazione mondiale! :-D (Si è percepito quanto tutto questo mi esalti? ;-))
Un aspetto da non sottovalutare? È presumibile che il servizio offerto da Google Translate torni utile specialmente quando ci si trova all'estero... e in tal caso bisogna tener conto del fatto che in genere la tariffazione del traffico dati in roaming è tutt'altro che conveniente. Comunque ti potrà spesso venire in soccorso il Wi-Fi, che oltreconfine dovrebbe aver mediamente preso piede più che da noi.
Il video qui sotto mostra il Conversation Mode all'opera; siccome le lingue utilizzate sono inglese e tedesco, non posso garantire che tu riesca ad afferrare granché di ciò che viene detto... comunque si capisce abbastanza bene lo stesso il funzionamento di questa feature, piccola défaillance inclusa! ;-)


[Hai riconosciuto nell'immagine che apre il post la leggendaria Torre di Babele?]

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