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martedì 20 dicembre 2016

Una vita da vegano

Ultimamente tra i miei contatti social sta spopolando un divertente video virale pubblicato prima su Facebook e poi su YouTube, e realizzato da I 4 Santi per raccontare con ironia quanto può essere dura la vita di un vegano in Abruzzo.


E già, quasi tutte le specialità culinarie della regione sono a base di "ciaccia" o di pesce... ma per un vegano sono da escludere pure latte e derivati (un bel tagliere di formaggi tipici e salumi come antipasto è quanto di meno vegano possa esistere) e le uova (ingrediente delle squisite pallotte cace e ove). :-)
In particolare, per un "vero" abruzzese gli arrosticini sono sacri: rigorosamente di carne ovina – se sento parlare di "arrosticini di pollo", mi piange il cuore ;-) – tagliati sapientemente a mano, cotti con maestria alla brace sopra la canala o fornacella, senza alcun condimento a parte il sale, e accompagnati dal pane onde (fette di pane casereccio cosparse di olio extravergine d'oliva). Per questo gli abruzzesi DOC sono insorti quando, nel corso della puntata Piccoli segreti, grandi bugie della fiction Purché finisca bene ambientata nell'incantevole Santo Stefano di Sessanio in provincia de L'Aquila e andata in onda giovedì scorso su Raiuno, uno dei personaggi ha portato in tavola un piatto di arrosticini cotti su una bistecchiera elettrica e accompagnati dal pancarré, e per giunta li ha cosparsi con abbondante... ketchup. Il protagonista, a sua discolpa, ha cercato di ripulirli dall'indesiderato condimento, ma invano. Il "fattaccio" si verifica attorno al minuto 41 della puntata, che ho scaricato oggi tramite Pasty.link in attesa di potermela guardare per intero. L'"affronto" gastronomico è stato messo in luce dalla pagina Facebook L'abruzzese fuori sede e ha dato luogo a una ridda di commenti piuttosto coloriti! ;-)


Tornando al veganismo, in questo periodo natalizio la Motta sta mandando in onda uno spot che ha fatto arrabbiare i vegani perché difende la ricetta tradizionale del panettone, a base di uova e burro, ironizzando su svariati ingredienti che fanno parte non solo dell'alimentazione vegana, ma anche delle diete più "di moda". Ho ricevuto da Change.org l'invito a firmare una petizione contro questo spot ritenuto denigratorio, ma mi sono guardata dal farlo, perché a me lo spot non dispiace, a parte quella punta di sarcasmo nel tono che lo speaker si sarebbe potuto risparmiare.
Comunque saranno pure suscettibili, i vegani... ma devo ammettere che hanno le loro ragioni: da quando ho scaricato e letto la guida gratuita realizzata da Animal Equality Italia, ho sempre meno dubbi sul fatto che la scelta vegan sarebbe quella più giusta, non soltanto per il bene degli animali ma anche per la nostra salute.

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