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venerdì 23 dicembre 2016

Non vedrò mai più Harry Potter con gli stessi occhi

Tempo fa ho letto un'interpretazione assolutamente originale della saga di Harry Potter: secondo il suo ideatore, il giovanissimo protagonista risulterebbe affetto da disturbi psichici i cui effetti si riscontrano nelle vicissitudini (del tutto immaginarie) che deve affrontare, e Hogwarts non sarebbe altro che un istituto di igiene mentale. Ora io, che ho letto tutti i romanzi e visto tutti i film, mi rifiuto di credere che nella vicenda del celebre maghetto possa nascondersi sul serio un sottotesto del genere, e che l'autrice J.K. Rowling abbia inteso esprimere qualcosa di diverso da valori quali l'amicizia, il coraggio, il gioco di squadra, la capacità di non arrendersi di fronte agli ostacoli e la lealtà (cit.). Però devo ammettere che la versione escogitata dal fan a suo modo fila eccome... Ti propongo qui di seguito la traduzione, così poi magari mi dici cosa ne pensi!
La maggior parte delle persone conosce la storia del ragazzo che viveva sotto le scale ed è andato a Hogwarts.
La mia teoria è che in realtà lui sia andato in un istituto di igiene mentale.
La serie di Harry Potter riguarda la malattia mentale. Hogwarts è un istituto di igiene mentale.
Abbi pazienza. Spiegherò tutto.
L'intera serie di Harry Potter è una metafora estesa su un ragazzo con gravi disturbi mentali, affetto da deliri. Tutto ciò che è raffigurato nel film può essere interpretato come un tentativo di far fronte alla dura realtà della sua reclusione in un istituto di igiene mentale. Ogni evento di rilievo nei libri è una versione di fantasia/delirante delle esperienze che un ragazzino incontrerebbe qualora venisse ricoverato e forzatamente curato per una malattia mentale.
Di solito l'atto iniziale di questo genere di storia si svolge nel mondo reale. Poi succede qualcosa che spedisce l'eroe in un nuovo mondo, nel quale non valgono le normali regole della vita precedente dell'eroe.
Nella parte di queste storie ambientata nel mondo reale, il protagonista vive tipicamente una qualche forma di trauma psicologico, in particolare sotto forma di umiliazione, rifiuto o isolamento sociale. L'eroe si ritrova ad essere anonimo, abbandonato, respinto o socialmente subordinato in qualche maniera estrema. A Luke Skywalker viene detto che non può lasciare la fattoria. A Dorothy viene detto di stare alla larga dagli adulti, mentre il suo cane sta per essere ucciso. Il narratore in Fight Club è letteralmente anonimo, e vive in un inferno aziendale.
Poi arriva qualche fattore esterno che mette l'eroe in condizione di rispondere a questi traumi. L'eroismo risultante è sempre l'esatto opposto della precedente impotenza, rifiuto o umiliazione.
In Harry Potter i suoi genitori sono maghi famosi, i quali erano di fama mondiale per il loro impareggiabile amore per il piccolo Harry, il che mette in moto l'intera serie, facendoli morire e lasciando il ragazzo orfano e sfregiato. (Questa è una fantasia, realizzata come l'esatto opposto del modo in cui i bambini di solito finiscono sfregiati, cioè attraverso l'abuso e l'abbandono)
Se interpretiamo la storia come una fantasia di Harry, allora i Dursley sono i veri genitori di Harry, e i Potter sono immaginari. O i Dursley non riescono a far fronte al sempre più delirante ragazzo che vive con loro, oppure forse sono semplicemente violenti, ed è la violenza a rendere Harry delirante. In ogni situazione le figure genitoriali lo maltrattano continuamente, favoriscono il fratello mentre a lui infliggono crudeltà infinita e umiliazioni.
Un giorno Harry sbotta, e Dudley (che in realtà è il fratello di Harry) rimane gravemente ferito, in un modo che richiede ripetuti trattamenti ospedalieri. (Nel delirio Harry immagina che dal didietro di Dudley cresca magicamente la coda di un maiale) A seguito di questo incidente, Harry viene portato via in una "scuola speciale".
La mia teoria è che questa trama sia una spiegazione in codice di un ragazzo delirante che sta cominciando ad avere esplosioni di violenza, e di conseguenza viene mandato in un istituto di igiene mentale. Tutto ciò che accade dopo di questo diventa sempre più distaccato dalla realtà, e quello che vediamo, in quanto pubblico, è il suo delirio, che è una rielaborazione della sua esperienza di ricovero in una sorta di avventura.
La malattia mentale ricorre un po' ovunque nella serie, e il tema della follia è molto evidente. Le classiche caratteristiche della malattia mentale, come i deliri, la paranoia e i disturbi di personalità multipla, diventano sempre più importanti per la trama. Ecco alcuni esempi:
  1. Il primo libro presenta Harry nella sua nuova "scuola" mentre diventa ossessionato da uno specchio, dove trascorre interminabili giorni immaginando i suoi genitori perfetti (certo, sono morti, il che è una metafora per dire che sono del tutto immaginari). Silente, il modello di amore surrogato, avverte Harry che lo specchio ha condotto la gente alla follia, perché trascorrere tutto il tuo tempo nella fantasia ti rende disancorato dal mondo reale. (Questo è esattamente quello che accade a Harry per il resto della serie)
  2. La scuola è chiusa. È anche piena di pericoli casuali e assurdi che tutti accettano come perfettamente normali: scale semoventi, quadri parlanti, mostri mortali che vagano in giro. Gli ospedali psichiatrici sono luoghi pericolosi dove le situazioni folli sono, di fatto, ordinarie.
  3. Il torneo del Calice di Fuoco mette gli studenti l'uno contro l'altro in prove apertamente rischiose per la vita, il che è quello che gli studenti di una scuola per bambini violenti e mentalmente disturbati sperimentano su base regolare.
  4. Il ragazzo modello Cedric Diggory (un'immagine di fantasia del ragazzo popolare e di successo che Harry avrebbe potuto essere, se non fosse stato per i suoi problemi mentali) viene ucciso da "Voldemort", che è l'alter ego di Harry e la proiezione della sua rabbia e del suo furore. Harry è l'unico a vedere questo evento, e nessuno crede che sia stato "Voldemort". Questo evento è una metafora per Harry che uccide un ragazzo troppo perfetto, disprezzato per avere la vita ricca d'amore e di agi che Harry voleva, ma non ha mai avuto. Così egli immagina che sia stato "Voldemort" a farlo. Quando nessuno gli crede, questa è una metafora implicita del fatto che tutti sanno che Harry è l'assassino. Se l'omicidio di Cedric Diggory non va inteso come un evento reale, ma del tutto immaginario nella mente di Harry, allora l'uccisione del ragazzo normale è una metafora di Harry che perde la sua ultima possibilità di una vita normale.
  5. Il quinto libro si apre con Harry che attacca di nuovo il fratello/cugino Dudley, lasciandolo traumatizzato. Questo incidente è stato interpretato da Harry come un attacco dei "Dissennatori" che non possono essere visti dalle persone normali. Questo incidente costringe Harry a comparire davanti a una commissione d'inchiesta per determinare se è troppo violento per Hogwarts, quando l'alternativa sarebbe Azkaban (vale a dire un ospedale psichiatrico ancora più severo).
  6. Azkaban è fortemente associata alla pazzia. Nella storia viene detto che i detenuti impazziscono pochi giorni dopo l'arrivo, il che è una metafora per dire che si tratta di un carcere di massima sicurezza per pazienti mentali violenti. È lì che Black e Lestrange (e altri) hanno perso il senno.
  7. La nuova amica di Harry a scuola è Luna Lovegood, il cui nome è un altro riferimento alla follia, è apertamente conosciuta per essere pazza, ed è l'unica altra studentessa a poter vedere i deliri di Harry, perfino nel contesto di un luogo altrimenti pazzo come Hogwarts.
  8. Viene indicato ripetutamente che il ragazzo "Tom Riddle" (il giovane "Voldemort") in realtà è Harry Potter, con parallelismi e somiglianze costanti che vengono pesantemente messe in risalto. Stessi libri, stessa bacchetta, entrambi orfani, ecc. Harry ha visioni sempre più frequenti di Voldemort, e i due condividono perfino i pensieri, il che è un simbolo ovvio per dire che "Voldemort" è solo una componente della mente malata di Harry, dapprima soltanto un sussurro, ma che diventa sempre più dominante e quindi reale per lui.
La serie di Harry Potter, quindi, è stata scritta sul genere di esperienze che i bambini ricoverati in istituto incontrano, di quelle che J.K. Rowling (attivamente attraverso le sue opere di beneficenza [a questo suo impegno si riferisce l'immagine che apre il post, tratta da 9GAG, NdC]) sta lavorando per sradicare, ma la maggior parte delle persone semplicemente la vede come una storia avventurosa sulla magia. Non si tratta di magia. Si tratta di un trauma mentale e del delirio che ne deriva.
Il rafforzamento finale di questa idea si ha proprio verso la fine, quando Harry appare nella sua versione immaginata di Kings Cross con Silente.
«Mi dica un'ultima cosa – chiese Harry – È reale? Oppure è successo dentro la mia testa?».
«Certo che sta succedendo dentro la tua testa, Harry, ma perché diavolo questo dovrebbe voler dire che non è reale?».
Grazie per aver letto.

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