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lunedì 22 agosto 2016

Cosa resterà di queste Olimpiadi

Con la cerimonia di chiusura di questa notte si sono conclusi i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, i trentunesimi dell'era moderna, passando il testimone a Tokyo che ospiterà l'edizione del 2020. Con questo post non pretendo mica di riepilogare esaustivamente gli episodi salienti dell'evento, che oltretutto si è sovrapposto per una settimana alle mie vacanze impedendomi di seguirlo a dovere, ma mi limito semplicemente a smaltire un po' di spunti che avevo salvato nei Segnalibri.
Questi Giochi sono serviti a confermare l'indiscussa superiorità dello statunitense Michael Phelps nel nuoto e del giamaicano Usain Bolt nell'atletica leggera. Di quest'ultimo passerà alla storia l'espressione beffarda con cui si è voltato a guardare i suoi avversari mentre si apprestava a tagliare per primo il traguardo dei 100 metri piani...


... mentre su Phelps segnalo uno status di Rudy Bandiera, dal quale estrapolo una riflessione piuttosto interessante.
Quando penso a creature simili sono felice di aver potuto vivere nel loro stesso periodo storico, non sono cose che capitano tutti i giorni. Ma poi mi vengono subito due pensieri: il primo è che ognuno di noi debba essere portato in maniera divina per qualcosa, e se trovi questo qualcosa di certo non puoi avere rivali. Forse è fare il vetrinista, o forse il tecnico degli ascensori o forse il nuotatore, ma se azzecchi quel filone gli altri sono fottuti. Non sono tutti ugualmente prestigiosi, certo, ma il concetto è chiaro et inconfutabile.
Il secondo pensiero è proprio che se azzecchi il filone gli altri sono fottuti. Pensate alla frustrazione di tutti quelli che hanno gareggiato contro di lui in tanti anni, che sono dei fuoriclasse ma che contro un dio senza rivali non hanno avuto possibilità, pensate a come si devono essere sentiti, sapendo di iniziare la gara già battuti.
Diciamo che, in definitiva, il fatto che non si riesca tutti a centrare la nostra VERA attitudine forse è meglio perché stimola la competizione e premia il lavoro, il duro lavoro. Viva i secondi, quelli che arrivano dopo Phelps! Sempre viva. Gli assomigliamo di più anche se ci fanno sognare di meno ;-)
Sulla pagina Facebook del blog Spinoza sono usciti un paio di post dal titolo QUELLO CHE HO CAPITO DEGLI SPORT OLIMPICI. Qui di seguito una selezione delle mie battute preferite...
100 METRI PIANI: Gara di corsa generalmente dominata dagli afroamericani, almeno finché non scopriranno che il tizio con la pistola dietro di loro non è un poliziotto.
BASKET: Disciplina atta a dimostrare alle donne che l'uomo è perfettamente in grado di centrare il cesto della roba sporca, se posto all'altezza giusta.
BEACH VOLLEY: Come la pallavolo, ma inquadrato dal basso. È una delle poche discipline olimpiche che riesce a far fare movimento anche agli spettatori.
BOXE: È come il matrimonio: due persone alternano abbracci e colpi violenti, poi i giudici decidono quale dei due può andarsene con l'oro.
DRESSAGE: Sport emozionante e spettacolare, tra le discipline candidate all'ammissione ai Giochi la spuntò di pochissimo sul pomeriggio al catasto.
EQUITAZIONE: Disciplina nella quale la faccia tosta è fondamentale per andare a ritirare la medaglia al posto del cavallo.
GINNASTICA RITMICA: Le ragazze del nuoto sincronizzato, vestite e truccate dopo la doccia, eseguono esercizi a tempo di musica mixata male usando attrezzi come cerchio, palla, clave, nastro, fune, pistola e candelabro.
JUDO: Due tizi vorrebbero picchiarsi ma il regolamento impedisce loro di andare oltre gli strattoni alla giacchetta.
HOCKEY SU PRATO: Una versione dell'hockey su ghiaccio in cui le due squadre hanno superato l'iniziale imbarazzo.
LOTTA GRECO-ROMANA: Due energumeni in calzamaglia tentano di strozzarsi a vicenda. Ma poi finiscono per amarsi.
NUOTO SINCRONIZZATO: Quando le madri urlano tutte insieme: "Devi aspettare tre ore!".
PENTATHLON MODERNO: I partecipanti devono essere esperti di tiro a segno, nuoto, scherma, equitazione, corsa, php, modellazione 3d, gradita conoscenza russo e cinese. Paghiamo in visibilità.
SALTO TRIPLO: I tre balzi prendono il nome di hop, step e jump, proprio come i protagonisti di un romanzo di Moccia.
SCHERMA: Quando l'attrezzo tocca una parte elettrificata, si accende una luce e suona un cicalino: praticamente è la versione in movimento dell'Allegro Chirurgo. Conquista il punto chi esulta con più convinzione.
SPADA: È facilmente distinguibile dal fioretto e dalla sciabola grazie alle scritte in sovraimpressione.
TIRO A SEGNO: Uomini che ti centrano una Zigulì a venti metri di distanza ma prova a metterli davanti a un water.
TIRO CON L'ARCO: Nasce nell'antichità come mezzo per procacciarsi il cibo, mentre oggi anche se sei bravo non riesci a mangiarci.
TRAVE: Specialità dall'esito spesso controverso, vista la tendenza dei giudici a distrarsi guardando pagliuzze durante l'esercizio.
TRIATHLON: 1,5 km a nuoto, 40 km in bici, 10 km di corsa: il segreto per primeggiare in questa gara è ricordarsi l'ordine giusto. La versione femminile è identica, ma le atlete praticano le tre discipline contemporaneamente.
TUFFI: Variante moderna del principio di Archimede: un corpo immerso nell'acqua riceve un punteggio che solo Stefano Bizzotto è in grado di capire.
TUFFI SINCRONIZZATI DONNE: Ragazze che prendono molto sul serio la cosa di andare in bagno in coppia.
A proposito di tuffi, faccio i complimenti a Tania Cagnotto per le medaglie che chiudono in bellezza una luminosa carriera... anche se devo ammettere che io del suo sport non capisco granché, se non che si dovrebbe raggiungere la superficie dell'acqua in verticale, di testa e non di piedi, e sollevare meno schizzi possibile. Ma perfino a me è chiaro che i tuffi mostrati nel video qua sotto – spacciato erroneamente da più parti come la ripresa di gare olimpiche di quest'anno – meritano pessimi voti... ;-)



Le gare individuali di ginnastica artistica femminile sono state dominate dalla statunitense Simone Biles, elastica come una molla e incredibilmente potente. Le manca giusto un pizzico di eleganza, come quella mostrata quarant'anni fa da Nadia Comăneci nell'esercizio qui sotto, che le valse un clamoroso 10, il punteggio massimo possibile, equivalente alla perfezione.



Osserva quest'acrobazia della ginnasta italiana Erika Fasana al rallentatore, e dimmi se non è stupefacente! :-O


Il judoka egiziano che si è rifiutato di stringere la mano all'avversario israeliano che l'aveva appena battuto ha dimostrato di non aver capito cosa sia lo spirito olimpico, e per questo è stato giustamente sanzionato.

«Perdere non fa di te un perdente. L'odio fa di te un perdente» (via Imgur).
Al contrario, le atlete Nikki Hamblin e Abbey D'Agostino sono state ammesse alla finale dei 5000 metri a titolo di ricompensa per l'ammirevole fair play dimostrato durante le batterie.
Durante i Giochi è arrivata la pesantissima squalifica al marciatore azzurro Alex Schwazer. Se sei convinto della sua colpevolezza, ti consiglio di guardare questo documentario e magari anche leggere questo post: potrebbe venirti qualche dubbio abbastanza inquietante al riguardo, come è venuto a me.

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