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lunedì 18 aprile 2016

E dirsi #ciaone

Come ho ricordato nel post con il quale inaugurai l'ormai da tempo esaurita categoria il fu su questo blog, ai tempi del liceo una delle mie letture preferite era Lo stupidario della maturità di Mitì Vigliero; all'epoca non immaginavo che anni dopo avrei avuto il piacere di rincontrare l'autrice sul web e sui social. Il primo capitolo, intitolato Sentenze da tramandare ai posteri, era un'antologia di strafalcioni di varia natura, ma accomunati da un irresistibile umorismo involontario. Uno di questi, al quale Mitì aveva assegnato il beffardo titolo CAPITO TUTTO, recitava
Votai «no» all'abrogazione del divorzio perché ero e sono un'antidivorzista convinta
e mi è tornato in mente ieri, quando ho visto circolare sui social lo screenshot qui sotto.


A parziale discolpa di questo malcapitato imperdonabilmente disinformato, direi che il suo sbaglio dipende dalla natura un tantino paradossale dei referendum abrogativi: per dirla con Casa Surace, «rapidissima lezione su sine e none: oggi se voti sine hai detto none». Chissà quanti tra i quindici milioni di italiani che si sono recati alle urne hanno votato NO credendo di votare SÌ, e se il loro numero è stato magari controbilanciato da altrettanti elettori che hanno commesso l'errore opposto. Ma tutto questo ormai non ha alcuna importanza, dal momento che la netta prevalenza dei SÌ – 85,85% contro 14,15% – è stata vanificata dal mancato raggiungimento del quorum: l'affluenza alle urne si è fermata al 31,18% (fonte: La Stampa).
Qualcun altro magari doveva avere ben chiaro come si votava, ma forse le idee un po' confuse sul resto: mi riferisco a Daniela Santanchè, la quale ha twittato
Domani tutti a votare (No) per disubbidire a Renzi
al che Fulvio Maranzano ha replicato


[OK, lo so che Renzi propagandava l'astensionismo, prevedendo che qualora fosse stato raggiunto il quorum i NO da lui auspicati sarebbero stati in netta minoranza... ma se proprio volevi fargli un dispetto, perché allora non votare SÌ?! ;-)]
C'è poi Pinuccio, il quale ne ha dette quattro sia al premier, che a dire il vero su quel fronte lì risulta fin troppo facilmente attaccabile... ;-)


... sia all'onorevole PD Ernesto Carbone, il quale a urne aperte già sfotteva il fronte del sì nella certezza che non sarebbe stato raggiunto il quorum.


Se ti sfugge l'accezione esatta di CIAONE, potrà venirti in aiuto la seguente definizione in lingua inglese...


... che provvedo subito a tradurre: «(interiezione) un commiato enfatizzato per esprimere distanza da chi ascolta, disprezzo per gli altri, o distacco dalla realtà».
[Uh, mi è tornata in mente una scena dal film Confusi e felici che mi fa troppo ridere!!! :-D]
Sull'esito del referendum ti invito a leggere l'analisi di Giovanna Cosenza e l'ultimo post di Enrico Sola, il quale prima del voto aveva preannunciato la propria astensione adducendo motivazioni talmente valide da far vacillare il mio intento di recarmi al seggio. Poi comunque ci sono andata lo stesso... ma, avendo completato la tessera elettorale due tornate fa, sapevo già che alla fine non si porta a casa nessuna batteria di pentole! ;-)
[La colonna sonora di questo post è dei Matia Bazar]

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