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lunedì 11 aprile 2016

Capire l'esposizione? Facile come bere un bicchier d'acqua! :-)

Dopo il post del 30 marzo scorso, eccone un altro che con esso ha tre cose in comune: l'ho tradotto dallo spagnolo, contiene GIF animate autoesplicative, e parla di fotografia. Magari è la volta buona che mi viene l'ispirazione per rispolverare la mia cara reflex! :-)
Il post originale si intitola LA EXPOSICION (l'esposizione) ed è tratto dal sito specializzato CentralDeFotografia.com.
Abbiamo visto nei capitoli precedenti che cosa sono il diaframma, l'otturatore e l'ISO. In questo capitolo vedremo la relazione che intercorre fra questi tre elementi, con lo scopo di ottenere la corretta esposizione della nostra fotografia.
Esiste un grafico che permette di comprendere visivamente la relazione tra le variabili che influenzano l'esposizione, ed è noto come triangolo dell'esposizione.
[Evvabbè, questa GIF non l'ho mica tradotta... ;-) NdC]
Ai tempi della fotografia analogica l'ISO (ASA) non si considerava come un'opzione variabile, dal momento che il rullino di pellicola aveva un ISO (ASA) determinato, e volendone modificare il valore bisognava cambiare l'intero rullino.
Nella fotografia digitale, uno dei controlli dell'esposizione di cui disponiamo è l'ISO: questo ci permette di controllare il grado di sensibilità del nostro sensore alla luce, che possiamo variare tra una fotografia e l'altra. Questo vuol dire che maggiore è il numero ISO, di meno luce avremo bisogno per saturare i fotosensori del sensore, dunque possiamo cambiare l'ISO a seconda delle condizioni di luce.
L'otturatore controlla il tempo per cui il sensore sarà esposto alla luce che passa attraverso l'obiettivo. L'otturatore permette anche di fermare le immagini in movimento: più lenta è la velocità dell'otturatore, maggiore è il rischio di avere immagini con effetto mosso.
Il diaframma controlla la quantità di luce che passa attraverso l'obiettivo: diversi numeri f comportano un aumento o una diminuzione della profondità di campo (gli oggetti che appaiono a fuoco davanti e dietro il soggetto messo a fuoco); maggiore è il numero f, maggiore è la profondità di campo, e viceversa.
Se paragoniamo l'esposizione a un bicchiere d'acqua, possiamo vedere che questo ha una capacità specifica: qualsiasi quantità d'acqua superiore a tale valore farà traboccare il bicchiere con conseguente sovraesposizione, mentre al di sotto di tale quantità il bicchiere non si riempirà con conseguente sottoesposizione.
La capacità del bicchiere corrisponde al valore ISO; questo può essere maggiore o minore a seconda della nostra scelta.
Ora, noi sappiamo che il sensore (bicchiere) ha una capacità specifica dipendente dall'ISO, ma ci sono molti modi per riempire questo bicchiere in funzione del flusso d'acqua (luce, diaframma) che versiamo e del tempo (otturatore) che ci mettiamo a riempirlo.
Se chiudiamo il diaframma e lasciamo passare solamente poca acqua (luce), ci vorrà più tempo per riempire il bicchiere (saturare il sensore).
Se al contrario apriamo il diaframma e lasciamo passare un grande flusso, ci vorrà meno tempo per riempire lo stesso bicchiere.
Ricordiamo che il bicchiere dev'essere sempre pieno, e che qualunque modifica apportata al diaframma o all'otturatore automaticamente richiede di modificare l'altro valore in senso opposto.
Spero di essere riuscito a spiegare in che modo interagiscono fra loro questi tre elementi: ISO, diaframma e otturatore.

1 commento:

  1. Le varie ottiche influenzano un'altra volta i valori, introducendo altre variabili nel gioco, un articolo per capire come lo fanno sarebbe bello leggerlo e vederlo illustrato ....

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