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mercoledì 26 ottobre 2016

Io non mi sento italiana

Uno degli argomenti più discussi da due giorni a questa parte riguarda gli abitanti di Gorino, frazione di Goro in provincia di Ferrara, i quali hanno alzato delle barricate per strada per impedire a uno sparuto gruppetto di donne – una delle quali in avanzato stato di gravidanza – e bambini migranti di insediarsi temporaneamente in un ostello in paese. Rudy Bandiera, ferrarese, ha cercato se non di difendere i suoi conterranei, almeno di comprenderli... ma mi dispiace, io non riesco in alcun modo a giustificare una reazione così scomposta. E a differenza di Matteo Salvini, la cui scontata presa di posizione non mi ha colta di sorpresa, mi sento assai più vicina a quei disperati provenienti da un altro continente piuttosto che ai gorinanti, che con me hanno ben poco in comune, a parte il privilegio di essere nati nella parte fortunata del mondo, e vedono nell'accoglienza dei bisognosi non un'occasione di crescita ma solo un'oscura minaccia. Anche se poi magari, come ha scritto Selvaggia Lucarelli...
Quando uno di quegli abitanti di Goro e Gorino avrà bisogno di una di quelle donne per assistere il papà anziano o di un senegalese per potargli le siepi a 2 euro al giorno, ricordiamoci di darci appuntamento nel ferrarese per fare barricate e non far passare lo straniero. Ah, e già che ci siamo: per non farli passare non fate piramidi umane. Tirate su un bel muro. Magari senza chiamare il romeno a cui dare 20 euro in nero, eh.
Arianna Ciccone ha svolto un eccellente lavoro di fact checking che rafforza la mia opinione negativa sui gorinanti. Condivido anche i post di Emiliano Rubbi e Leonardo Bianchi, poi una vignetta di Mauro Biani per il manifesto...


... un'altra di Vauro, un po' forte ma che rispecchia abbastanza le mie emozioni più immediate...


... una battuta di Stefano Andreoli, aka stark di Spinoza.it...
Io comunque Gorino l'ho vista e vi assicuro che impedire ai profughi di andarci è un gesto d'amore
... e un'altra di Cesare Di Trocchio.


Qualcosa di analogo ho già avuto modo di leggerlo nel periodo natalizio, perché purtroppo le difficoltà nell'accoglienza dei migranti non sono certo una novità di questi giorni.
[La "colonna sonora" di questo post è di Giorgio Gaber... Chissà come la aggiornerebbe oggi, se fosse ancora vivo]

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