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venerdì 7 ottobre 2016

Hai portato la giustificazione?

Non è passato nemmeno un mese, e mi tocca tornare ad occuparmi di un genitore, nella fattispecie una mamma milanese, Anna Santoiemma, che ha condiviso su Facebook la giustificazione indirizzata alle insegnanti della sua creatura; la bambina non aveva fatto i compiti di Storia, avendo «dedicato il suo tempo libero restante in attività ricreative e sportive».


È giusto che, rientrando a casa dopo otto ore sui banchi, una bambina delle elementari venga esonerata dalla madre dal fare i compiti che le maestre le hanno assegnato? Sorvolando sul modo di scrivere un tantino approssimativo, non sarei così propensa a biasimare la mamma di Mariasole come ho fatto a suo tempo con Marino Peiretti... Mi sento invece di essere un po' più severa nei confronti di Stéphane Solomon, il papà francese che per lettera si è offerto ironicamente di stare un'ora in castigo (!) al posto del suo pargolo, ritenendosi non a torto responsabile della sua educazione.


[Lo zelante paparino ha fatto poi sapere tramite una nota che, in seguito a un colloquio con l'insegnante, la punizione è stata revocata]
Massimo Gramellini ha rivolto a Monsieur Solomon – che di mestiere fa il coach [mi ricordo che, quando cominciai a studiare il francese, i transalpini i termini inglesi li evitavano ad ogni costo] e si vede da come scrive – due timide obiezioni che per quanto mi riguarda trovo del tutto condivisibili.
Non pensa di avere delegittimato la maestra davanti a tutta la classe? Ma soprattutto non teme che, a furia di tenerlo sotto una campana di vetro, proteggendolo da ogni frustrazione, suo figlio crescerà senza gli anticorpi necessari ad affrontare una vita dove gli capiterà spesso di andare a sbattere contro le ingiustizie e l’ottusità del potere?
[La vignetta che apre il post l'ho pubblicata sul mio tumblr un po' di tempo fa, e credo che renda perfettamente il cambiamento in corso nell'atteggiamento dei genitori nei confronti della scuola e degli insegnanti dei propri figli]

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