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mercoledì 4 gennaio 2017

All'inferno delle post-verità io mento col sorriso

Oggi vado un po' di fretta, perché sono in partenza... ma non potevo fare a meno di raccogliere alcuni spunti sull'argomento del giorno, le bufale sul Web, prima che diventino OALD! ;-)
L'altro giorno il dottor Roberto Burioni, virologo, ha specificato nei commenti a un suo post
I COMMENTI VENGONO TUTTI CANCELLATI.
Preciso che questa pagina non è un luogo dove della gente che non sa nulla può avere un "civile dibattito" per discutere alla pari con me. E' una pagina dove io, che studio questi argomenti da trentacinque anni, tento di spiegare in maniera accessibile come stanno le cose impiegando a questo scopo in maniera gratuita il mio tempo che in generale viene retribuito in quantità estremamente generosa. Il rendere accessibili i concetti richiede semplificazione: ma tutto quello che scrivo è corretto e, inserendo io immancabilmente le fonti, chi vuole può controllare di persona la veridicità di quanto riportato. Però non può mettersi a discutere con me. Spero di avere chiarito la questione: qui ha diritto di parola solo chi ha studiato, e non il cittadino comune. La scienza non è democratica.
Il tono non sarà dei più simpatici... ma da un medico non mi aspetto che sia simpatico – magari in circostanze difficili e delicate un po' di umanità non guasterebbe – bensì che sia affidabile e competente. Nella sostanza il dottor Burioni ha ragione da vendere!
C'è poi questa vignetta di Will McPhail, pubblicata da The New Yorker...


... la cui didascalia recita: «Questi spocchiosi piloti hanno perso il contatto con i normali passeggeri come noi. Chi pensa che dovrei pilotare l'aereo?». Ed ecco che tutti alzano la mano in segno di approvazione...
Entrambi gli spunti di cui ho parlato sono analizzati in questo post abbastanza interessante.
Da ieri si fa un gran parlare del post nel quale Beppe Grillo propone «non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali». L'idea di per sé è parecchio inquietante, degna di un romanzo distopico... ma se pensi che a proporla è uno che non brilla per la trasparenza dell'informazione da lui comunicata, ti vien quasi voglia di sorridere a denti stretti. Se poi scopri, come ho fatto io leggendo un post di Paolo Attivissimo, che lo stesso Beppe Grillo ha bollato come "post-c***ate" le proposte del presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella, discutibili quanto si vuole ma pur sempre meno dell'idea di una giuria popolare estratta a sorte per determinare la veridicità delle notizie, ecco che il sorriso si trasforma in una (nervosa) risata liberatoria...

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