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lunedì 4 novembre 2013

Ridere ai tempi della crisi

Dopo essermi occupata in passato dei primi due film con protagonista Checco Zalone, Cado dalle nubi e Che bella giornata, non avevo intenzione di scrivere un post anche sul terzo, Sole a catinelle (qui il trailer), diretto dal fido Gennaro Nunziante; se ne parla talmente tanto in televisione e sugli altri media, e c'era una tale folla ieri pomeriggio in fila alle casse del Multiplex Arca, dove l'ultima pellicola del comico pugliese occupava ben sei sale (!) su dodici... figuriamoci se c'è bisogno della pubblicità di un'umile "bloggatrice" di provincia! :-) A farmi cambiare idea è stato uno status fastidiosamente snob che ho letto per caso ieri sera su Facebook, e che mi ha fatto saltare la mosca al naso: «Il film di Checco Zalone incassa 8 milioni di euro in 2 giorni. Servono altre dimostrazioni scientifiche sul livello culturale degli italiani o dite che basta questo?». Innanzitutto, sono pronta a scommettere che l'autore di tale draconiana sentenza il film non l'ha neppure visto e quindi non sapeva di cosa stava parlando... inoltre, per quanto mi riguarda Sole a catinelle mi ha fatto ridere veramente di cuore e senza imbarazzo (a differenza per esempio de I soliti idioti, imbarazzante senza far neanche ridere... quello sì, è stato un successo di pubblico tale da farmi aggrottare le sopracciglia). Io sono modesta di carattere, ma non a tal punto da ritenere che il mio livello culturale sia inferiore alla media! ;-) Per fortuna a darmi sostegno è arrivato un post in cui Alessandro Gilioli ha parlato del film come di «un modo intelligente e leggero per parlare a tutti dei tempi amari e complicati che stiamo vivendo»: il giornalista de l'Espresso ha elencato i principali temi toccati dal film in maniera assai più acuta ed esauriente di quanto avrei mai potuto fare io!
La trama in sintesi: Checco fa il venditore di aspirapolvere porta a porta; dopo aver esaurito il numeroso parentado al quale piazzare i suoi aggeggi, si ritrova al verde, e per giunta anche sua moglie, a sua volta operaia in cassa integrazione, lo molla. Tre mesi prima della fine della scuola Checco si lascia scappare una promessa nei confronti del figlio Nicolò: «Se tu quest'anno mi prendi tutti dieci, ti regalo una vacanza da sogno»... tanto è sicuro che il rendimento scolastico del bambino non potrà che risentire della separazione dei genitori. Figuriamoci il suo stupore quando Nicolò riporta a casa una pagella che più bella non si può! Una promessa comunque è una promessa, e in quanto tale va mantenuta... ma come fare, se si è in bolletta? Beh, con un mix di buon cuore, simpatia, intraprendenza e fortuna!
Oltre che divertente, e pure tanto, Sole a catinelle l'ho trovato tenero e sul finale persino commovente per almeno un paio di motivi. Uno preferisco non "spoilerarlo", per l'altro invece non credo sia il caso di farmi problemi! Mi riferisco a Benvenuta Gaia, la canzone che Checco Zalone, al secolo Luca Medici, ha dedicato alla figlioletta nata pochi mesi fa, e che si sente, accompagnata da immagini dolcissime, all'inizio dei titoli di coda... tanto Checco l'aveva già cantata di recente nel corso di uno show televisivo di Gianni Morandi. La colonna sonora comprende altri simpatici brani nello stile al quale Checco ci ha piacevolmente abituati: Superpapà, Dove ho sbagliato e, appunto, Sole a catinelle.
Ma la rivelazione più grande è stata la bravura dell'esordiente che interpreta Nicolò, l'undicenne Robert Dancs, nato in provincia di Bergamo da genitori rumeni: una delle sue prime interviste puoi vederla qui. Anche gli altri ruoli sono ricoperti da volti non noti, a parte qualche eccezione, tra cui quella di Marco Paolini, che non dovrebbe aver bisogno di presentazioni!

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