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mercoledì 27 novembre 2013

Nessuno è solo

Dopo essermi persa l'anteprima gratuita di lunedì scorso al The Space per non essere riuscita a prenotare in tempo utile, ieri pomeriggio ho finalmente visto il film In solitario (qui il trailer), diretto dal francese Christophe Offenstein, il cui protagonista François Cluzet si fece conoscere anche da noi grazie all'ottimo Quasi amici. La pellicola è incentrata sul personaggio del non più giovanissimo skipper Yann Kermadec in gara nell'impegnativa Vendée Globe, il giro del mondo in barca a vela in solitario (o in solitaria?): una vera sfida contro l'oceano, contro il tempo, ma anche contro sé stessi.
Di per sé lo spunto sarebbe potuto risultare un tantino troppo monotono per reggere oltre un'ora e mezza... e invece gli sceneggiatori hanno escogitato parecchie trovate per rendere la storia avvincente, a cominciare dall'inaspettata presenza, a bordo dell'ipertecnologico scafo, di un "clandestino" che potrebbe costare a Kermadec la squalifica.
La spettacolare ambientazione oceanica mi ha lasciata davvero senza fiato: è vero che mi piace la montagna, ma se per "mare" non si intende quello al quale sono abituata io (noiosissime ore su una spiaggia affollata trascorse a rigirarsi sotto il sole come una cotoletta, inframmezzate da qualche nuotata rinfrescante), bensì impetuose distese d'acqua e orizzonti sconfinati... beh, allora il discorso cambia eccome! :-)
MYmovies.it ha ravvisato nella narrazione un'eccessiva lentezza, eppure io non sono d'accordo: questo film l'ho trovato senz'altro meno soporifero rispetto a tanti blockbuster infarciti d'azione fine a sé stessa, e se devo essere sincera lo preferisco pure all'acclamato Vita di Pi.
L'epilogo un po' inatteso mi ha emozionata, comunque devo ammettere che negli ultimi tempi lo stesso effetto me lo fa il finale di qualunque film, quale più quale meno: deve essersi guastato il microchip emozionale che ho nel cervello, mi sa! ;-) La mia indole mi ha quasi sempre condotta a sognare, spesso invano, di primeggiare in ogni campo nel quale mi sono cimentata... ma questo film mi è servito per ripassare una fondamentale lezione di vita che mi ricorda un po' il caro vecchio barone de Coubertin (o chi per lui): «Il n'y a pas que la victoire, qui est belle!» (non c'è soltanto la vittoria, che è bella!).

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