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domenica 11 gennaio 2015

Non solo comici

Di recente, mentre conversavo col mio amore, lui mi ha accennato a certe performance musicali di Alberto Patrucco. Forse un omonimo del cabarettista che anni fa si esibiva – e magari lo fa ancora, sono io che non guardo praticamente più la televisione – sul palco di Zelig e trasmissioni analoghe? [Qui un suo monologo non particolarmente degno di nota... ma si sa, trovare su YouTube spezzoni di programmi Mediaset è divenuta un'impresa] Eh no... è proprio la stessa persona! :-) Anche se Wikipedia lo classifica solo come comico, in realtà Alberto si è avvicinato al mondo artistico proprio attraverso la musica: prima il pianoforte, dall'età di nove anni, poi la chitarra. Dopo l'esperienza televisiva, a partire dal 2007, ha ripreso il discorso musicale interrotto anni addietro. Tra l'altro, come riportato nel suo sito ufficiale, «Col consenso degli eredi, inizia ad adattare e interpretare alcune opere di Georges Brassens mai tradotte in italiano». Poiché almeno per il momento non oso dilungarmi nel definire lo stile di Alberto Patrucco o azzardare paragoni con altri artisti, posso solo invitarti a scoprire le sue canzoni, come da poco ho iniziato a fare io: ad esempio qui lui interpreta, in coppia con Andrea Mirò, La cattiva reputazione, adattamento di La mauvaise réputation di Georges Brassens.
D'altronde un comico del quale conoscevo già i trascorsi musicali è Fabrizio Casalino: prima di conquistare una certa notorietà con il personaggio del cantautore brasiliano Giginho, il nostro aveva inciso un album "serio", Come un angelo, che inspiegabilmente non ebbe un gran successo. Se oggi menziono pure lui è perché negli ultimi tre giorni su Facebook ho visto condivisa a iosa – e a volte copincollata senza indicare l'autore, prassi che trovo abbastanza sgradevole  – una sua nota, Neanche io sono Charlie, riferita all'attentato alla sede di Charlie Hebdo. Riguardo al tragico attacco terroristico se ne son dette di ogni, da una parte e dall'altra... ma il punto di vista di Fabrizio mi sembra uno dei più sensati espressi finora: per questo ho voluto segnalarlo qui.

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