Loading

giovedì 4 maggio 2017

Rimettersi in pari

In questi giorni abbastanza frenetici era inevitabile che rimanessi un pochino indietro coi feed... e così il Buongiorno odierno di Mattia Feltri e quello di ieri li ho letti entrambi oggi. Siccome li ho trovati tutti e due interessanti – trovo che il Feltri junior non stia facendo rimpiangere il suo predecessore Massimo Gramellini, per quanto a volte i due si occupino del medesimo argomento nello stesso giorno – ne riporto qualche estratto qui di seguito.
Il Buongiorno di oggi era dedicato alla presunta "doppia personalità" di Beppe Grillo, novello Dr Jekyll and Mr Hyde; non a caso il trafiletto si intitola Dr Beppe e Mr Grillo.
Dr Beppe, ottobre 1998: «Là dove hanno fatto i vaccini le malattie sono scomparse, dove non li hanno fatti sono scomparse lo stesso».
Mr Grillo, maggio 2017: «Noi antivaccini? È una balla».
Dr Beppe, ottobre 2008: «Lo psiconano Berlusconi è un padrone che ha preso ispirazione dal suo modello, Putin».
Mr Grillo, gennaio 2017: «La politica ha bisogno di statisti forti come Putin».
Dr Beppe, aprile 2013: «Perché non votate Rodotà? Troppo colto? Onesto? Indipendente?».
Mr Grillo, maggio 2013: «Rodotà, un ottuagenario miracolato dalla Rete».
Dr Beppe, ottobre 2013: «Abolire il reato di clandestinità è un invito ai migranti a imbarcarsi per l’Italia».
Mr Grillo, agosto 2015: «Il reato di immigrazione clandestina è inutile, una perdita di tempo».
Dr Beppe, novembre 2008: «Obama è venuto dalla Rete, come noi, cambierà il mondo».
Mr Grillo, marzo 2014: «Obama viene qui a contrabbandare la sua economia, il suo gas, i suoi F35, e noi zitti».
Dr Beppe, marzo 2015: «Fuori gli indagati dallo Stato!».
Mr Grillo, dicembre 2016: «Gli avvisi di garanzia sono atti dovuti, non ci fermeranno così».
Dr Beppe febbraio 2013: «Non ho mai detto di uscire dall’euro».
Mr Grillo, dicembre 2014: «Il problema vero non è uscire dall’euro, è uscire il più velocemente possibile».
Mi spiace davvero per alcune persone che stimavo, ma forse non stimo più così tanto da quando gli vanno appresso...
Ieri invece Mattia Feltri si era occupato del caso del centrocampista ghanese del Pescara Sulley Muntari, espulso e squalificato per un turno dopo aver abbandonato il campo per protesta: era infatti stato preso di mira dai cori razzisti dei tifosi del Cagliari senza che l'arbitro ritenesse di dover sospendere la partita.
Le regole sono regole, sebbene il commissario Onu per i diritti umani abbia detto che Muntari è stato esemplare, e il Guardian abbia scritto che negli stadi italiani c’è qualche problema di razzismo. Le regole sono regole, persino in Italia, dove più sono sciocche e sorde e cieche e più trovano probabilità di applicazione. Lo sa l’allenatore di Muntari, Zdenek Zeman, che ha difeso il giocatore ma ha aggiunto che non ci si fa giustizia da sé. E lo sapeva meglio di tutti Rosa Parks, la donna di colore che nel 1955 si fece giustizia da sé, violò una regola e non cedette il posto sull’autobus a un bianco. E indignò l’America. E l’aiutò a cambiare.

Nessun commento:

Posta un commento