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giovedì 9 marzo 2017

Di ventotto (o ventinove) ce n'è uno

Anche se il mese di marzo è iniziato ormai da qualche giorno, mi va di dedicare il post di oggi a un giorno che quest'anno non c'è stato, ovvero il 29 febbraio: infatti il 2017 non è un anno bisestile. Come chiarito da Wikipedia...
Nel calendario gregoriano, questa data cade negli anni divisibili per quattro (ad esempio, 1992, 1996, 2004 o 2008), ma non in quelli divisibili per cento (1800, 1900), a meno che questi non lo siano anche per 400 (ovvero il 2000 è stato bisestile). Nel precedente calendario giuliano la regola era più semplice: avevano il 29 febbraio tutti gli anni divisibili per quattro.
La regola venne rivista a partire dall'anno 1582, quando tra l'altro vennero soppressi i dieci giorni compresi tra il 4 e il 15 ottobre esclusi, allo scopo di mantenere il calendario allineato con l'anno solare, che risulta leggermente più corto di 365 giorni e un quarto.
Negli anni non bisestili le persone nate il 29 febbraio – cosa che accade con una probabilità di uno a 1461 – sono "condannate" a festeggiare il compleanno il 28 febbraio oppure il 1° marzo. Sì, ma di fatto chi è nato il 29 febbraio? Su Wikipedia c'è una pagina apposita che raccoglie 216 nomi raggruppati per anno; per citare solo il personaggio a me più noto, il compositore Gioachino Rossini (1792–1868).
Da bambina imparai una nota filastrocca per ricordare la lunghezza dei mesi:
Trenta dì conta novembre
con april, giugno e settembre.
Di ventotto ce n'è uno,
tutti gli altri ne han trentuno.
Ma da un'immagine pubblicata su 9GAG ho appreso che esiste un metodo ancora più immediato per visualizzare, se non la lunghezza esatta dei mesi, almeno l'alternanza tra mesi lunghi (da 31 giorni) e corti (da 28/29 giorni – febbraio – oppure da 30): basta osservare le nocche e gli avvallamenti sulla mano chiusa a pugno.


[Nell'immagine c'è un errore: sotto OCT, ottobre, dovrebbe esserci scritto MAY, maggio]
Io comunque non ho più bisogno da un pezzo di trucchetti mnemonici di sorta: oramai mi viene automatico associare a un mese la sua lunghezza. :-)
Una curiosità: come raccontato nella commedia romantica Una proposta per dire sì (titolo originale Leap Year, anno bisestile) esiste un'antica tradizione irlandese che permette alle donne di fare la proposta di matrimonio solamente una volta ogni quattro anni, il 29 febbraio; le fanciulle che volessero rispettare la tradizione – che, per citare i Trettré, a me me pare 'na strunzata ;-) – dovranno aspettare il 2020.
Come mai in inglese l'anno bisestile viene detto leap year, letteralmente "anno del salto"? Anche in questo caso la risposta la trovi su Wikipedia.
Mentre negli anni comuni ogni data cade un giorno della settimana più avanti rispetto all'anno precedente, negli anni bisestili si salta un giorno e le date dopo il 29 febbraio sono spostate di due giorni della settimana più avanti anziché uno solo, e lo stesso accade alle date fino al 28 febbraio dell'anno successivo: per questo motivo in inglese l'anno bisestile è chiamato leap year (anno del salto), in riferimento appunto al fatto di saltare un giorno in più rispetto all'anno precedente.

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