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sabato 19 dicembre 2015

Come funziona la felicità

Negli ultimi giorni ho visto condivisa sulle bacheche di diversi "facciamici" la GIF animata qui sotto, che a loro dire raffigurava nientepopodimenoché... la felicità in azione.


Copincollando da Città della Scienza...
Quella che vedete è una molecola di ‪#‎Miosina‬, una proteina enzimatica che letteralmente trascina una palla di endorfina lungo un filamento attivo nella corteccia parietale del ‪#‎cervello‬ per produrre quella sensazione di benessere che chiamiamo ‪#‎felicità‬. :-) (Cit.) Insomma... la felicità costa fatica (cit.)
C'ero quasi cascata anch'io... ma a quanto pare le cose non stanno proprio così. Secondo esperti biologi, «L’animazione riproduce indubbiamente una proteina motrice, ma non è possibile che sia impegnata nel compito descritto, perché queste proteine non trasportano endorfina e soprattutto non trasportano nulla da un organo all’altro, in quanto si muovono solo all’interno delle cellule sfruttandone i microtubuli e collegandone così il centro alla periferia» (cit.). Su Facebook la biologa Paola Perin, non senza tradire una certa esasperazione, ha affrontato l'argomento un po' più nel dettaglio – tanto per sapere, la molecola raffigurata è di chinesina anziché di miosina, che sta camminando su un microtubulo e non su un "filamento attivo", e quella che sta trascinando non è una "palla" di endorfina bensì una vescicola fosfolipidica, inoltre la corteccia parietale non ha alcun ruolo nella felicità – vabbè insomma, la terminologia usata è fin troppo specialistica per me che di biologia ricordo a malapena quello che studiai in seconda e terza liceo, per cui alzo le mani. Mi limito a confessare che, quando ho saputo che in realtà la GIF in questione non aveva nulla a che vedere con la felicità, ho provato un certo sollievo. Io sono il tipo che ama comprendere il principio di funzionamento di qualunque cosa, pure degli organi nel corpo umano... ma i sentimenti, le emozioni e gli stati d'animo, quelli no: mi piace continuare a pensarli come un qualcosa di astratto, e sapere che invece ci sono dietro dei meccanismi concreti – neppure la cosiddetta "chimica tra due persone" è una roba metaforica al 100%! ;-) – mi sciupa irrimediabilmente tutta la poesia.
[Come "colonna sonora" di questo post non ho trovato niente di meglio di Che rumore fa la felicità? dei Negrita... :-)]

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