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giovedì 5 novembre 2015

La giusta severità

Ai tempi della scuola ero un'alunna piuttosto diligente, per cui non capitava spesso che riportassi a casa un brutto voto... ma le rare volte che succedeva, al limite, ero io che mi beccavo il giusto rimprovero: i miei non andavano di certo a prendersela con l'insegnante di turno che «ce l'aveva con me». [Quando invece bisticciavo con qualche compagno di classe, non esitavano a intervenire in mia difesa... e a ripensarci adesso provo un enorme imbarazzo misto a una profonda riconoscenza!]
Eh, erano altri tempi. Quel che succede di solito oggi dovrebbe essere ben rappresentato dalla vignetta qui sopra, condivisa tempo fa sul mio Tumblr. Col passare dei decenni la domanda è rimasta immutata – «Cosa sono questi brutti voti?» – ma è cambiato il destinatario...
È di ieri la notizia che ventidue alunni di una scuola media piemontese sono stati sospesi per aver ripreso in classe, durante le lezioni, i professori, e per aver fatto circolare i file su WhatsApp. Svariati genitori si sono risentiti per la punizione, giudicata troppo severa... ma personalmente ritengo più che giusto che il voto in condotta dei ragazzini indisciplinati risenta di un comportamento così discutibile: a scuola ci sono delle regole che vanno rispettate, e una di queste per quanto ne so (ai miei tempi la telefonia mobile era di là da venire, perciò il problema non si poneva) è il divieto di usare il cellulare in classe, tantomeno per scopi "ludici". Altrimenti i giovani d'oggi vengon su con l'idea di poter fare quello che gli pare, signora mia! ;-) [Mi è uscita una frase un tantino da vecchia bacucca, ma sono convinta sul serio che un eccessivo permissivismo non conduca a nulla di buono]
Non avendo figli, mi è venuto il dubbio di non poter capire davvero certe dinamiche, per cui ho chiesto a una collega, madre di sei figli, cosa farebbe se per ipotesi uno dei suoi pargoli venisse punito per un motivo del genere... e lei, altro che difenderlo, ha risposto che gli assesterebbe un paio di "schiaffatoni". I miei, pur essendo all'antica, non hanno mai fatto ricorso ai castighi corporali... ma di sicuro in qualche modo sarei stata rimessa in riga, non l'avrei passata liscia neanche io.
Sulla questione Massimo Gramellini ha chiosato: «In realtà ci sarebbe una colpa che non si può dare ai figli (e tantomeno al prof): di avere dei genitori così»; dal canto suo Paolo Parziale, che evidentemente appartiene pure lui a un'altra generazione, ha ricordato su Satiraptus...

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