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lunedì 13 luglio 2015

Per uno Stato dal volto umano

Il 30 maggio scorso Chiara Dossi, una trentottenne di Arco (TN) in cura per un linfoma di Hodgkin, ha affidato a una nota su Facebook il racconto di un episodio a dir poco spiacevole che le era capitato: a tre giorni di distanza da un ciclo di chemio, rientrando a casa dopo essersi concessa una mezz'oretta d'aria al parco dal momento che i pesanti postumi della terapia le avevano dato un po' di tregua, ha avuto la brutta sorpresa di trovare una notifica dell'INPS; le veniva comunicato che alle 18:50 del giorno prima risultava assente ad una visita fiscale, intimandole di presentarsi il lunedì successivo a Trento, a cinquanta minuti di macchina da casa sua, senza peraltro tenere assolutamente conto se ne fosse in condizione o meno. L'interessata però assicura che in quel momento era in casa, in preda a fortissimi malesseri, e che il campanello non ha suonato oppure lei non l'ha sentito, impegnata com'era a vomitare: e non so proprio con quale coraggio si possa mettere in dubbio la sua parola. Chiara ha condiviso la sua vicenda affinché i malati nelle sue condizioni non debbano essere più soggetti a visita fiscale e pertanto tenuti a rispettare le fasce orarie di reperibilità. Peraltro, nel suo caso particolare, erano stati gli stessi medici a consigliarle di stare il più possibile al sole e all'aria aperta, perché le fa bene... mentre invece una burocrazia cieca, sorda e spietata avrebbe voluto impedirglielo.
Per fortuna lo sfogo della donna sul web non è caduto nel vuoto: la vasta eco suscitata dal suo caso ha fatto sì che in Trentino l'INPS finisse per approvare il cosiddetto "protocollo Chiara", il quale stabilisce che i pazienti con malattie gravi documentate siano esentati dai controlli medici domiciliari se non possono lavorare. Una grande conquista di umanità e di civiltà destinata ad estendersi anche al resto d'Italia, soprattutto per merito di Chiara alla quale auguro di guarire presto e completamente e di tornare quanto prima a una vita normale: del resto la forza d'animo, fondamentale per affrontare prove come la sua, non le manca di certo.

1 commento:

  1. Deve essere prima di tutto un segno di civiltà che un segno di compassione; sperando che sia presto esteso a tutta Italia

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