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giovedì 23 luglio 2015

Non è l'Europa a chiedercelo, ma la nostra natura di esseri umani...

Davanti alla notizia che la Corte europea dei diritti umani ha "condannato" l'Italia per il mancato riconoscimento delle unioni omosessuali, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini non ci ha visto più: si è sfogato su Facebook in questo modo...
La Corte di Strasburgo condanna l'Italia perché non riconosce le coppie gay.
Non una parola sull'immigrazione, sulle tasse, sulle pensioni, sulla disoccupazione.
Penso che le emergenze, per eterosessuali e omosessuali, siano queste.
La Corte di Strasburgo ha rotto le palle!
Non sarà un burocrate europeo a decidere il Futuro nostro, e dei nostri figli.
Non mi complimenterò mai abbastanza con Pierpaolo Farina per averlo corretto punto per punto – eppure Salvini è europarlamentare, e certe cose dovrebbe saperle... – come segue:
1) La Corte europea dei diriti umani non è un organo UE, non vi fanno parte "burocrati UE";
2) La Corte si esprime sulla fattispecie dei diritti umani e a seguito di ricorso, in questo caso presentato da 3 coppie omosessuali;
3) Studia, somaro.

Peccato che il commento sia stato precipitosamente rimosso e il suo autore bannato... ma mi sa che lui l'ha presa con filosofia! :-)
Comunque Salvini non è stato certo il solo a commettere questo errore: come notava Daniele Sensi c'è cascato pure Il Giornale, che in quanto organo di informazione dovrebbe essere un filino più attendibile...


... e, da sinistra, ci si è messo perfino Sergio Staino, segnalato da Valigia Blu.


L'immagine qui accanto è la parodia di un autentico manifesto leghista, che ho trovato qui a illustrare un'esauriente cronaca dell'atteggiamento della Lega contro nomadi, musulmani e profughi: tutta gente che Salvini deve sognarsi la notte...
Parlando di immigrati – a proposito, se migrante è un gerundio, questo sarà mica un infinito? ;-) – a tale riguardo circola un sacco di bufale, che sono state esaminate e adeguatamente demolite da Giornalettismo e da Le Nius. Invece è del tutto vero che un parroco di Spoleto originario del Veneto abbia affisso il cartello qui sotto all'ingresso della chiesa.


Don Gianfranco Formenton è stato criticato per aver espresso un concetto ritenuto poco cristiano: la chiesa infatti dovrebbe accogliere tutti, a maggior ragione i peccatori (ma siamo sicuri che finora lo abbia sempre fatto?, aggiungo io). Comunque, secondo me, come provocazione può funzionare eccome! :-)
Concludo con il link a un articolo che invita a mettersi nei panni dei migranti...

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