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giovedì 2 luglio 2015

Da vittima a colpevole, ma si può?!

L'altra sera a Roma una sedicenne è stata violentata – qui il suo sconvolgente racconto – dopodiché è stato arrestato il presunto stupratore, un militare della Marina, a detta del quale "ovviamente" la ragazza era consenziente... e un sacco di gente si è scatenata riversando alla cieca sul Web una valanga di commenti sconcertanti del tipo «È lei che se l'è cercata»: Giornalettismo ha riepilogato l'accaduto qui. A questo punto trovo che ci stia proprio bene l'ironia di Prugna...


Impossibile non notare che, quando lo stupratore è extracomunitario, i commenti risultano essere mediamente di ben altro tenore, e in genere nessuno si sogna di dare addosso alla vittima della violenza. L'andazzo generale si può riassumere con l'immagine qui sotto...


... oppure, in maniera ancora più concisa, con queste parole:
Piccolo bignami per commentare sull'internet i fatti riguardanti la violenza sessuale.
a) se non è negro è lei la troia
fine.
Molto altro ci sarebbe da scrivere, ad esempio riguardo al fatto che, anziché subissare le ragazze di consigli su come evitare di incorrere in certe situazioni di rischio, di fatto imponendo loro tutta una serie di vincoli, prima ancora bisognerebbe preoccuparsi di educare fin dalla più tenera età i maschi al rispetto dell'altro sesso... ma mi fermo qui per non farla troppo lunga, e anche perché ho avuto modo di leggere opinioni di persone che hanno affrontato la questione assai meglio di come saprei fare io: non tutti gli utenti del Web sono al livello dei suddetti sciagurati commentatori, per fortuna.

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