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giovedì 29 novembre 2012

I did survive, but...

Forse ricorderai che lo scorso 5 novembre mi sono a malincuore congedata dal mio inseparabile smartphone che aveva bisogno di assistenza: quel giorno l'ho consegnato all'addetto della CEA Telecomunicazioni, il centro di raccolta indicatomi dal call center della casa produttrice, e lì sono stata informata che l'avrei riavuto indietro entro un paio di settimane. Caspita, l'operatrice aveva parlato di tre-quattro giorni lavorativi! :-O Ma evidentemente il viaggio di andata e ritorno per il laboratorio, situato dalle parti di Como, non era incluso nella previsione. La settimana successiva ho richiamato un paio di volte il call center per assicurarmi che tutto stesse procedendo a dovere... e finalmente venerdì 16 novembre ho ricevuto dalla CEA un sms che mi invitava a ritirare il "prodotto" presentando la ricevuta che mi era stata data alla consegna. Va da sé che mi ci sono fiondata, ho ritirato il cellulare, fortunatamente senza pagare nulla poiché l'intervento era coperto dalla garanzia, sono tornata a casa, ho reinserito SIM, scheda SD e batteria, l'ho riacceso, ho aspettato che si concludesse l'interminabile procedura di avvio (già, perché gli smartphone non sono mica come i telefonini normali, che li accendi e nel giro di una manciata di secondi sei già in condizione di telefonare), ho fatto una chiamata di prova, e... poffarbacco, la mia voce giungeva al mio interlocutore debolissima, praticamente inudibile! :-( Benché risultassero effettuate alcune lavorazioni, ovvero aggiornamento SW, riparazione elettrica e taratura, il malfunzionamento del microfono per cui avevo fatto ricorso all'assistenza era rimasto tale e quale. Allora ho riportato il cellulare alla CEA, da dove è ripartito per il centro di riparazione corredato dalla seguente descrizione del problema: «RITIRATO CON STESSO DIFETTO, NO MICROFONO» (la volta scorsa era «MICROFONO NON VA»). A questo punto ho atteso con pazienza che mi facessero sapere, resistendo alla tentazione di contattare il call center... fino ad oggi, 29 novembre, quando ho finalmente ricevuto l'agognato messaggino. Reimpadronitami del mio gingillo, stavolta ho pensato bene di testarlo direttamente sul posto: con esito negativo, purtroppo. :-( L'addetto ha provato anche lui il telefono, confermando il malfunzionamento ed offrendosi di rispedire il telefono per la terza volta: «Faccio un casino», ha aggiunto. Sul momento ho declinato la cortese proposta con rassegnazione: meglio tenermi il telefono così com'è, ché la "disintossicazione" è durata fin troppo e non mi va di fare a meno del mio assistente digitale personale per un altro paio di settimane... con il rischio di ritrovarmelo poi nello stesso identico stato. Per le telefonate posso sempre arrangiarmi grazie all'auricolare, poi alla prima occasione utile conto di passare ad un modello nuovo e meno obsoleto, ché questo qua aveva cominciato già da un bel po' a starmi stretto, soprattutto per l'annoso problema della memoria interna limitata che dovevo fare i salti mortali per gestire: anche (ma non solo) per questo motivo, mesi fa, avevo deciso di affiancargli il tablet, che peraltro esibisce prestazioni nettamente superiori. Poi chissà, magari la notte porta consiglio e domattina riconsidererò la possibilità di accogliere la proposta del tecnico! ;-) Intanto ti risparmio qualsivoglia commento che è meglio, tanto mi pare che i fatti siano abbastanza eloquenti di per sé. :-/
[L'immagine è tratta da Donna Moderna]

1 commento:

  1. Sarebbe assurdo che nel laboratorio di Como il microfono funzionasse per la minore pressione atmosferica! Se puoi, prova a salire di duecento metri, e fai un test! :)

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