venerdì 4 settembre 2015

No al carbone, sì al futuro!

In colpevole ritardo mi occupo della campagna No al carbone, sì al futuro promossa da WWF Italia.
Tale campagna è incentrata su strumenti di comunicazione di vario genere: uno spot piuttosto incisivo...


... tre vignette della serie [+5°C] Che Razza di Futuro! realizzate da Kanjano, che raccontano con ironia come gli animali si potrebbero adattare ai cambiamenti climatici: un cane da slitta costretto a fare i traslochi per mancanza di neve...


... un orso bianco a cui sono cresciute le gobbe di un cammello per poter resistere alle alte temperature...


... un pinguino con il mantello di una zebra per mimetizzarsi nella savana...


... inoltre c'è il Dossier Carbone: un ritorno al passato inutile e pericoloso, aggiornato a dicembre 2014, e infine un'infografica (clicca per ingrandire) su combustibili fossili e cambiamento climatico.


In Italia ci sono 13 centrali a carbone: nel 2013 le loro emissioni sono state oltre 1/3 rispetto al sistema elettrico nazionale, a fronte di un modesto contributo – tra il 12,9 e il 13,7% – al fabbisogno elettrico complessivo.
I combustibili fossili (petrolio, carbone e gas) rappresentano l'81% del consumo energetico mondiale. Un consumo di fonti energetiche aumentato in maniera considerevole dal 1880 ad oggi: da 1000 a 13300 MTEP. Con l'aumento dei consumi energetici incrementa in maniera consistente anche la produzione di biossido di carbonio (CO2): da 4 a 36 miliardi di tonnellate. Anche la temperatura globale registra aumenti considerevoli, +0,85°C dal 1880 al 2012, un riscaldamento che a fine secolo potrebbe raggiungere valori molto elevati: tra i 2,6°C e i 4,8°C.
La situazione attuale rappresenta una sfida senza precedenti per la biodiversità. Un eventuale aumento di 5°C rispetto ai livelli pre-industriali rappresenta uno scenario catastrofico che si potrebbe avverare se non verranno adottate urgenti azioni di mitigazione.
Per evitare tali conseguenze il WWF Italia richiede con urgenza di: incrementare l'uso delle energie rinnovabili al 25 per cento a livello globale, raddoppiare l'efficienza energetica entro il 2020 e attuare azioni mirate su foreste e agricoltura nelle regioni chiave, con l'obiettivo di arrivare alla "deforestazione zero".

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