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sabato 19 settembre 2015

Magari fosse vero...

Negli ultimi giorni ho notato questo link, tratto dal portale Dionidream fondato da Dioni aka Riccardo Lautizi, condiviso sulle bacheche di svariati "facciamici". Alcuni di loro assumevano nei suoi confronti un atteggiamento a dir poco scettico, esternando osservazioni del tipo «Nuovi ciarlatani sulla scia di Di Bella e Vannoni» o addirittura «Questo dovrebbe essere in galera!»... ma qualcun altro, sulla cui buona fede non ho motivo di dubitare, ci credeva davvero, e non posso biasimarlo più di tanto: se esistesse un cocktail antitumorale basato su ingredienti poco costosi, di facile reperibilità e che non provoca effetti collaterali indesiderati, non sarebbe forse una splendida notizia?! Chi conosce le mie traversie dell'ultimo anno capirà quanto la questione mi riguardi in prima persona...
In estrema sintesi, l'articolo di cui sopra riguarda il cosiddetto metodo Pantellini, così chiamato dal cognome del biochimico fiorentino Gianfrancesco Valsé Pantellini che lo mise a punto. Esso si basa su un cocktail di acido ascorbico (succo di limone, in sostanza) e bicarbonato di potassio dalle comprovate proprietà antiossidanti che prevede modalità di somministrazione differenti per la prevenzione e la cura del cancro, ma anche di altre malattie degenerative, e che garantirebbe nientepopodimenoché «il 100% di regressione del tumore in fase iniziale». Se ti stai domandando come mai un toccasana così "miracoloso" non venga già diffusamente applicato come cura contro il cancro, a differenza di trattamenti assai più gravosi come la chemioterapia, la risposta (perlomeno, quella di chi lo sostiene) è fin troppo banale: «non è un business per le case farmaceutiche dato che il trattamento costa solo pochi euro».
A furia di leggere sul web e altrove mirabolanti promesse di ogni sorta, alla lunga ho preso l'abitudine di assumere un atteggiamento scettico, attenendomi al motto seguente: se sembra troppo bello per essere vero, magari non è vero...
La fondatezza del metodo Pantellini è stata messa in discussione da Salvo Di Grazia nel suo blog MedBunker nel 2011, il che dimostra che della questione non si parla proprio dall'altroieri (lo stesso Pantellini, del resto, è morto nel 1999). Il post di MedBunker è piuttosto lungo – non credo si possa dire che il buon Salvo abbia il dono della sintesi ;-) – ma per renderne il succo può bastare questo breve frammento: «In linea teorica quindi l'ipotesi di Pantellini non sarebbe sbagliata. Se riuscissimo a mantenere costantemente un ambiente cellulare libero da eccessi di ossidazione potremmo migliorare la qualità di vita ed il benessere. Diverso il discorso della "cura del cancro": se il danno genetico è stato già provocato, ripararlo equilibrando l'ambiente cellulare è praticamente impossibile (con i mezzi di oggi)».
Ripeto, sarebbe splendido scoprire che il metodo Pantellini funziona davvero... ma per dimostrarlo ci vorrebbero test clinici condotti in maniera rigorosa su un campione statisticamente significativo di pazienti, non certo prove empiriche svolte senza seguire una metodologia sperimentale adeguata. Fino ad allora tale metodo dovrebbe restare relegato nel novero della medicina alternativa, con l'auspicio che nessuno si affidi ad esso a scapito di terapie dall'efficacia collaudata. Per quanto mi riguarda, come disse qualcuno, «Mi curerò con la medicina alternativa quando avrò una malattia alternativa»...

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