Loading

giovedì 1 maggio 2014

Ricordo di Ayrton

Sembra ieri... sì, mi rendo conto che lo dico quasi sempre quando commemoro la morte di qualcuno, ma oggi come non mai sebbene siano già passati vent'anni mi sembra davvero ieri, quel maledetto 1° maggio 1994 in cui, nel corso del Gran Premio di San Marino, una tremenda uscita di pista causata dal cedimento del piantone dello sterzo costò la vita ad Ayrton Senna, uno dei piloti di Formula 1 più forti di tutti i tempi. Il giorno prima durante le qualifiche era morto il suo collega Roland Ratzenberger, non dimentichiamolo.
Se non altro, un simile dramma ha avuto ripercussioni positive: come ricordato da Wikipedia, «Dopo il tragico incidente, tutti i circuiti di Formula 1 furono oggetto di controlli e successive revisioni dei tracciati, ove necessarie, per garantire maggior sicurezza ai piloti. La curva del Tamburello, nella fattispecie, fu modificata e, nel tratto centrale, sostituita con una chicane. Furono anche prese misure, sia immediate sia a lungo termine, per aumentare la sicurezza delle vetture e diminuirne le velocità, tanto che dall'incidente di Senna non ci sono più stati incidenti mortali».
Sarà stato un coraggio incredibile o una folle incoscienza ad indurre il campione brasiliano a correre rischi così estremi? Non credo abbia più alcun senso parlarne... ma quel che è certo è che lui era sospinto da un'enorme passione per quello che faceva: una passione che traspare da tante sue dichiarazioni, tra cui quelle elencate su Wikiquote.
Pensi di avere un limite, così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E immediatamente riesci a correre un po' più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all'esperienza. Puoi volare molto in alto.
Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita.
Quando mi mancherà un centesimo di secondo rispetto al giorno prima pianterò tutto.
Purtroppo il suo tragico destino l'ha raggiunto prima che potesse arrivare quel momento.
Sono drogato. Drogato di vittoria. In questo momento sono totalmente dipendente dal successo: corro, vinco e dunque vivo.
Una droga che, ahimè, l'ha condotto alla morte...
E questo è ciò che altri hanno detto di lui.
Di Senna ricordo la gentilezza e la sua semplicità che sembrava quasi timidezza, in netto contrasto con il Senna pilota, un combattente sempre determinato ad ottenere il massimo. Avevo sempre apprezzato il modo di correre di Ayrton. Come in tutti i grandi campioni anche in lui c'era sempre un'enorme voglia di vincere, non si stancava mai di inseguire la perfezione e cercava di migliorarsi continuamente, era straordinario in qualifica ma anche un gran combattente in gara, sempre con il coltello fra i denti. (Luca Cordero di Montezemolo)
Era incredibile la sua meticolosità con gli ingegneri, mi ha insegnato davvero molto, aveva una grande etica. Esistevano comunque due Ayrton, uno dentro la vettura e un altro fuori da quest'ultima: il primo era focoso, spietato e concentrato. Il secondo gentile, buono e preciso. (David Coulthard)
Senna dice che crede in Dio... Probabilmente è tanto convinto da pensare di essere immortale, altrimenti non farebbe quello che fa. (Alain Prost)
Alla luce dei fatti, quest'ultima frase suona quasi come un lugubre presagio...
Non ho ancora visto un altro Ayrton. Probabilmente Michael Schumacher è stato uno di quelli che si è avvicinato di più a lui. Ma Schumacher guidava con la testa, Senna con il cuore. Schumacher è stato uno dei piloti più completi, Senna era più naturale. (Martin Brundle)
Ironia della sorte, Michael Schumacher, ritiratosi definitivamente dalla Formula 1 al termine della stagione 2012, è ancora in condizioni critiche dopo l'incidente occorsogli il 29 dicembre scorso sugli sci: un'altra attività adrenalinica e rischiosa, ma non tanto quanto le corse automobilistiche.
Chiudo il post con il video di Ayrton, lo struggente brano che l'indimenticato Lucio Dalla dedicò nel 1996 al pilota scomparso.

Nessun commento:

Posta un commento