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venerdì 18 ottobre 2013

Non tutte le nuvole riescono col buco!

Nel pomeriggio sono andata a fare una passeggiata al porto turistico di Pescara, approfittando del tempo soleggiato con uno splendido cielo delicatamente velato da nuvole (no, non chiedermi di che tipo)... ed è proprio di nubi che mi occupo in questo post, essendomi imbattuta proprio oggi nella foto qui sotto, pubblicata nella pagina Amazing Photos in the World su Facebook.


 La foto mostra un raro fenomeno meteorologico che in inglese ha varie denominazioni (skypunch, fallstreak hole, hole punch cloud, punch hole cloud, canal cloud, cloud hole) e in italiano... nemmeno una, per quanto mi risulta. Se ne inventassi una io, potrei venire citata nei testi di climatologia e meteorologia (mettiamocelo in testa una volta per tutte: meteOROlogia, NON meteREOlogia!!!)... ma uffa, non mi viene in mente niente! ;-) Perciò mi limito a tradurre la relativa voce su Wikipedia.
Uno skypunch è un'ampia apertura circolare o ellittica che può apparire nei cirrocumuli oppure negli altocumuli. Tali buchi si formano quando la temperatura dell'acqua nelle nubi scende al di sotto del punto di congelamento, ma l'acqua non è ancora congelata a causa della mancanza di particelle di nucleazione del ghiaccio (vedi sopraffusione). Quando si formano i cristalli di ghiaccio si innesca un effetto domino dovuto al processo di Bergeron, provocando l'evaporazione delle goccioline d'acqua attorno ai cristalli: questo lascia nella nube un buco ampio, spesso circolare.
Si ritiene che l'introduzione di un gran numero di minuscoli cristalli di ghiaccio nella nube scateni questo effetto domino di evaporazione che crea il buco. I cristalli di ghiaccio si possono formare in seguito al passaggio di aeroplani, i quali spesso hanno una forte riduzione della pressione dietro le punte dell'ala o dell'elica. Ciò raffredda l'aria molto rapidamente, e può produrre un nastro di cristalli di ghiaccio che seguono la scia del velivolo. Questi cristalli di ghiaccio si ritrovano circondati da goccioline, crescono rapidamente per effetto del processo di Bergeron, provocando l'evaporazione delle goccioline e creando un foro con striature di cristalli di ghiaccio sotto di esso. Gli articoli di Westbrook e Davies (2010) e Heymsfield et al. (2010) spiegano il processo in maniera più dettagliata, e mostrano alcune osservazioni della relativa microfisica e dinamica. Tali nubi non sono una prerogativa di una certa area geografica, e sono state fotografate da molti luoghi.
Per via della loro rarità e dell'aspetto insolito, come pure della scarsa esposizione nei media, i fallstreak hole vengono spesso confusi con o attribuiti ad oggetti volanti non identificati.
Aggiungo soltanto che gli sciachimisti, manco a dirlo, hanno usato questo fenomeno a sostegno delle loro teorie complottiste...

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