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martedì 15 ottobre 2013

La più grande lezione del #funkyprofessor

Ieri mattina il web italiano ha ricevuto al suo risveglio una notizia tristissima: la scomparsa, avvenuta la notte precedente per un infarto ad appena cinquant'anni, di Marco Zamperini, uno dei maggiori esperti di internet in Italia, appassionato di innovazione e tecnologia. Da ieri nella mia timeline di Facebook si susseguono toccanti status commemorativi scritti da gente che lo conosceva più o meno bene, c'è uno Storify che documenta la reazione della Rete alla notizia, e molti post e articoli sul FunkyProfessor (era questo il suo nickname) sono linkati nella pagina Ciao Marco. L'immagine che si ricava di lui è senza ombra di dubbio quella di una persona gioviale, buona, gentile e disponibile, oltre che estremamente competente nel suo campo. Io con lui non ho mai avuto il piacere di parlarci, però ricordo di averlo visto abbastanza da vicino nel corso dell'ultima BlogFest: se ne andava in giro indossando dei Google Glass (o qualunque cosa fossero gli occhiali che si vedono nella foto che apre il post) prestatigli da non so chi, e lo vedevo scherzare, discutere e sorridere con tutti. Oggi sembra impossibile che non sia più tra noi.
Di tutti i post che ho letto in questi giorni, due in particolare mi hanno colpita, e non poteva essere altrimenti.
Il primo lo scrisse due anni fa lo stesso Marco in occasione del suo quarantottesimo compleanno, e a leggerlo oggi mi si stringe il cuore.
Oggi è il mio compleanno! 1685 giorni fa ho rischiato di morire e, da quel momento, ogni giorno che passa lo vivo con passione e con gioia. La gioia di potere abbracciare il mio amore, di vedere crescere le mie figlie, di stare con i miei amici e con tutte le persone che incontro, che mi stupiscono e che mi incuriosiscono. Grazie, grazie di cuore a tutti quelli che mi sono vicino, che mi vogliono bene e che me lo dimostrano tutti i giorni. Sono un ragazzo fortunato, ho 48 anni e ne vorrei vivere altrettanti.
Il secondo l'ha pubblicato oggi sua moglie Paola Sucato, e quando sono arrivata all'ultima riga avevo gli occhi pieni di lacrime.
Gli amici di Marco hanno dato il via a una raccolta fondi in favore delle sue bambine, Blanca e Rebecca. Come ha scritto Alessandro Gilioli, «Se avete conosciuto Marco, cliccherete di sicuro quel bottone. Se non lo avete conosciuto, probabilmente vi basta sapere che oggi siete in Internet anche grazie a lui per decidere di cliccarlo lo stesso».
Oltre a questa vicenda, ce n'è un'altra che mi ha commossa: il conoscente di un'amica, sposato e padre di famiglia, sta lottando fra la vita e la morte in seguito a un gravissimo incidente capitatogli mentre faceva il suo dovere andando in soccorso di altre persone. Tutto questo ha inevitabilmente innescato nella mia testolina una serie di riflessioni cupe sulla morte, sulla mia insoddisfazione nei confronti della vita, sulla traccia che lascerei nel mondo se dovessi andarmene domani... e la conclusione è stata che devo imparare quanto prima a fare tesoro dell'esempio di Marco Zamperini: vivere ogni giorno che passa con passione e con gioia. Dovrò lavorarci un bel po' su... ma, se ci riesco, sono sicura che andrò incontro a una svolta positiva, e che la mia vita diventerà davvero piena e degna di essere vissuta. Ciao e grazie, Marco!

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