sabato 22 marzo 2025

Quello che può fare un insegnante

Oggi Galatea Vaglio, insegnante e divulgatrice nota sui social per le sue Pillole di Storia, ha pubblicato un post denso di amarezza e preoccupazione.

Qui la cosa si fa seria e delicata.
Perché il ministro Valditara vuole un regolamento apposito per i docenti che metta dei precisi paletti a quello che possono postare sul web.
Si parla di obbligo di avere un profilo chiuso (mi sa che al Ministero non conoscono l’esistenza degli screenshot e dei profili fake che possono insinuarsi comunque fra i tuoi amici).
Quello che però è aberrante è che io, che sono una lavoratrice come tutti, non possa, finito il mio orario di lavoro, smettere i panni della docente e scrivere e fare ciò che voglio.
Io non sono un membro del clero, che ha fatto voto di obbedienza ad un ordine: sono una donna che fa il suo lavoro un tot di ore al giorno, e poi ha la sua vita, le sue opinioni, i suoi hobby.
Devo tenere il profilo chiuso perché? Perché i miei alunni non vedano le foto in cui sono al mare in costume? Le battute che faccio? I miei ragionamenti e le mie prese di posizione, anche politiche?
Ciò che conta è cosa e come insegno a scuola. E non capisco perché i loro genitori sui social, per esempio, possono postare qualsiasi cosa, e io no, visto che loro, rispetto ai figlioli, hanno una responsabilità educativa maggiore e dovrebbero essere i primi a dare il buon esempio.
E poi il limite qual è? La mia foto in bikini? La mia foto ad una manifestazione? La mia battuta sul tempo? Perché qualche genitore potrebbe trovare inadeguato il fatto che io legga romanzi rosa o veda serie tv?
Qual è il limite, spiegatemelo.
E soprattutto io, per essere una insegnante degna, devo rinunciare ad avere una vita mia come ogni altro essere umano?

Fanpage.it spiega cosa vuol cambiare Valditara riguardo alla presenza degli insegnanti sui social, e perché questo non c'entra con il caso della maestra di una scuola per l'infanzia paritaria in provincia di Treviso sospesa perché aveva un profilo su OnlyFans. Riguardo a quest'ultima vicenda io sono d'accordo con Andrea: qua non si tratta di essere moralisti o bacchettoni, sta di fatto che il mestiere di insegnante è strettamente connesso a una funzione educativa la quale è ben poco compatibile con lo sfoggio delle proprie nudità su un profilo OnlyFans, peraltro pubblico e accessibile a tutti.

A proposito di Valditara, il ministero che presiede ha inviato a tutti i presidi una circolare raccomandando di non usare asterischi e schwa, solitamente adottati per un linguaggio più inclusivo di tutte le identità di genere, con la scusa che «Il loro impiego è in contrasto con le norme linguistiche e rischia di compromettere la comprensibilità della comunicazione istituzionale». A voler pensar male, si potrebbe avere il sospetto che il vero motivo sia ostacolare la fantomatica "teoria del gender" tanto invisa alle destre. Mi aspettavo che Vera Gheno, avendo peraltro un post sul linguaggio ampio fissato in alto nella sua bacheca Facebook, avrebbe detto la sua... e infatti ha scritto un articolo per Domani, che purtroppo è accessibile ai soli abbonati.

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