Stasera condivido un post nato da una collaborazione tra @ugolize e @factanza e pubblicato, oltre che su Instagram, anche su LinkedIn.
Il carousel riporta gli scambi di battute seguenti...
– Finalmente ho finito la scuola, ora voglio godermi la vita.
– Ma no, hai 19 anni, devi pensare a laurearti.
– Finalmente mi sono laureato, ora posso godermi i miei anni d'oro.
– Hai 25 anni, devi trovarti un lavoro.
– Ora che ho trovato un buon lavoro, posso godermi la vita.
– Hai 30 anni, dovresti pensare a comprare una casa.
– Mi sono finalmente comprato una casa, ora posso godermi la mia indipendenza.
– Hai 35 anni, quando ci porti un nipotino?
50 years later
– Ora che sono vecchio e ho fatto tutto quello che dovevo fare, posso finalmente godermi la vita?
– Hai 85 anni, tra poco è l'ora di morire.
... e questo è il testo del post.
“La vita è solo una grande to-do list” 🫠
Fin da piccoli, la maggior parte di noi impara che per ottenere l’approvazione degli altri ed essere felici è necessario raggiungere degli obiettivi considerati fondamentali entro un determinato arco di tempo.
Abbiamo un obiettivo per ogni ambito della nostra vita fin da bambini.
A 2 devi saper parlare, a 6 a leggere e contare, a 9 eccellere in un hobby qualsiasi, a 13 devi avere già un’idea su cosa vuoi fare da grande perché ti tocca scegliere il percorso di studi, a 18 devi prendere la patente e il diploma.
A 22 la prima laurea, possibilmente a 24 la seconda. E anche una bella relazione con cui condividere i tuoi successi, una rete di amici interessanti con cui fare un sacco di cose condivisibili sui social.
A 30 anni? Beh a 30 anni, lo sanno tutti, è l’età che decreta se ce l’hai fatta. A 30 anni dovresti avere un buon lavoro che ti permetta di sostenere la famiglia.
Siamo tutti parte di questi meccanismi, chi più chi meno.
Per quanto possiamo mettere in discussione qualunque regola o uso sociale, le nostre aspirazioni rischiano ancora di essere condizionate da uno standard condiviso e ritenuto socialmente accettabile.
E se siamo in ritardo sulla tabella di marcia imposta dalla società, o semplicemente non siamo interessati a seguirla, cosa succede?
Finiamo per sentirci sbagliati, dimenticandoci che ognuno di noi ha i propri tempi e modalità per crescere e indirizzare la propria vita.
Sarebbe invece auspicabile ridurre la quantità di pressione e giudizio verso noi stessi e verso gli altri, sulla velocità in cui si raggiungono i traguardi e gli obiettivi della vita, assecondando, se lo si desidera, i propri tempi individuali.
Io i 35 li ho superati di parecchio, non ho avuto figli né a questo punto li avrò, purtroppo purtroppissimo... proprio perché, quando il mio orologio biologico stava per scaricarsi, io ero troppo presa dalla carriera alla quale aspiravo fin dai tempi dell'università, e che era iniziata tardi. E anche se non ho pargoli a cui badare, ci sono sempre dei doveri che mi chiamano. Parafrasando una canzone di Marracash feat. Fabri Fibra e Jake La Furia della quale ho appena scoperto l'esistenza, mi sa che mi riposerò solo quando sarò morta... :-/
[L'immagine che apre il post è uno scambio di battute tratto da Pesci Piccoli 2 dei @_the_jackal. E io mi sento molto affine a Fabio...]
Nessun commento:
Posta un commento