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domenica 3 ottobre 2010

Sintel


Conosci Elephants Dream e Big Buck Bunny? (Se la tua risposta è no, devi assolutamente colmare al più presto questa lacuna! ;-)) Qualche tempo dopo l'uscita di quei due autentici gioiellini animati, la Blender Foundation, organizzazione no profit che si occupa dello sviluppo del software per la modellazione tridimensionale Blender, ha recentemente rilasciato (qui il comunicato stampa relativo alla prima) Sintel, cortometraggio fantasy di produzione indipendente che è stato finanziato, almeno nella fase iniziale, da migliaia di donazioni provenienti dalla comunità Internet.
Questo film della durata di un quarto d'ora (in realtà poco più di dodici minuti, senza contare i titoli di coda che elencano i numerosissimi crediti) è stato realizzato ad Amsterdam da un team internazionale di artisti e sviluppatori. Inoltre alcuni obiettivi fondamentali sono stati raggiunti online con la collaborazione tecnica e creativa di utenti da tutto il mondo.
Per saperne di più sulla genesi del cosiddetto Durian Open Movie Project, partito nel maggio dello scorso anno, e sulle persone che l'hanno portato avanti fino al notevole risultato finale (il produttore Ton Roosendaal, il regista Colin Levy, il fumettista Martin Lodewijk, la sceneggiatrice Esther Wouda, il compositore Jan Morgenstern, l'artista concettuale David Revoy...) puoi leggere qui. Ma adesso goditi pure il film!


Non è straordinario, il risultato che si può ottenere utilizzando un software libero e open source come Blender? Il film è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribution 3.0. Il video lo puoi scaricare in vari formati e risoluzioni da qui, dove trovi pure i file .srt con i sottotitoli in varie lingue (in effetti i dialoghi sono piuttosto scarni, ma se non conosci bene l'inglese qualcosa potrebbe sfuggirti). Per la visione ti consiglio VLC Media Player!
P.S.: La segnalazione dell'uscita di questo piccolo capolavoro di computer grafica la devo a maury. :-)

3 commenti:

  1. Penso sia doveroso aggiungere che oltre a Blender si è fatto largo uso anche di Gimp, Inkscape e del linguaggio Python, con cui si possono scrivere piccole funzioni aggiuntive di Blender importandole poi facilmente.Naturalmente tutti prodotti open-source. ;)

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  2. Grazie per la precisazione! :-) Il fatto è che nel sito di Sintel il progetto viene descritto «as a means to further improve and validate the free/open source 3D creation suite Blender», lasciando in secondo piano le risorse che tu citi. Evviva l'open source! :-)

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  3. Sì. Certo.L'obiettivo era mostrare le potenzialità soprattutto di Blender. Nei titoli di coda hanno messo poi tutte le dovute citazioni anche per gli altri software. E anche in qualcuno dei vari post del blog ufficiale che in quest'anno hanno accompagnato la produzione.L'unica cosa che mi chiedo e che non è specificata è che software hanno usato per la produzione, per il montaggio e per la codifica dell'audio (anche se probabilmente è una registrazione dal vivo della musica eseguita da qualche orchestra).

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