mercoledì 1 luglio 2020

Legami che durano in eterno


Quest'oggi condivido due poesie senza aggiungere una parola, perché trovo che si commentino da sole.
La prima è tratta da Il Profeta di Gibran Khalil Gibran...
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.
Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
E benché stiano con voi non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
Perché essi hanno i propri pensieri.
Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,
Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.
Potete sforzarvi d'essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con il giorno già trascorso.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.
Fatevi tendere con gioia dalla mano dell'Arciere;
Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l'arco che sta saldo.
... mentre la seconda è di autore sconosciuto.
Se n'è andata.
Puoi versare lacrime perché se n'è andata
oppure puoi sorridere perché è vissuta.
Puoi chiudere gli occhi e pregare che torni
oppure puoi aprire gli occhi
e vedere tutto ciò che ha lasciato.
Il tuo cuore può essere desolato
perché non la puoi più vedere
o puoi essere pieno dell'amore che hai condiviso.
Puoi voltare la schiena al domani e vivere di ieri
oppure puoi essere sereno per il domani a causa di ieri.
Puoi ricordar che se n'è andata
oppure puoi tenere caro il suo ricordo
e farlo rivivere nel tuo cuore.
Puoi piangere
e chiudere la mente, svuotarti e tornare indietro
oppure puoi fare ciò che avrebbe voluto lei:
sorridi, apri gli occhi, ama e vai avanti.
P.S.: Quest'ultima, più che un commento, merita due parole per spiegare la circostanza che me l'ha fatta scoprire: l'ha recitata, dopo aver precisato che si trattava di un componimento laico, il sacerdote che lunedì sera ha celebrato le esequie religiose di un'anziana parente del mio compagno. Ebbene sì, lungo il percorso che doveva riportarci a casa, questo maledetto 2020 aveva ancora qualcosa di brutto in serbo per noi. Ma io cercherò di fare tesoro del lato positivo: questa poesia, che il destino ha voluto farmi ascoltare a soli due giorni dall'estremo saluto alla mia mamma, mi ha davvero toccato il cuore.

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