venerdì 26 gennaio 2018

Naso freddo, mente bollente!

[Parafrasando il vecchio detto «Mani fredde, cuore caldo»...]
Come molte donne, durante l'intera stagione invernale, ma anche in autunno e in primavera, ho i piedi (ma pure le mani non scherzano) costantemente ghiacciati: la famosa circolazione sanguigna alla zuava. ;-) Ciononostante, strano ma vero, non sopporto di dormire sotto un piumone troppo pesante: se dovessero arrivare anche in Italia i piumoni singoli dell'Ikea molto usati dalle coppie svedesi, probabilmente sarei io a chiedere quello più leggero.
Ultimamente il mio amore mi ha fatto notare che ho anche un'altra "estremità" tendenzialmente fredda, ovvero il naso. Ho scoperto una possibile spiegazione di ciò leggendo l'articolo Your cold nose could be a sign that you’re working too hard (Il tuo naso freddo potrebbe essere un segno che stai lavorando troppo) pubblicato su Stylist. Ma come, lavoro troppo?! Se neppure ce l'ho, un lavoro...! Sì, però lo sto cercando... e si sa, la ricerca di un lavoro è di per sé un lavoro, che può essere più stressante rispetto a molte altre occupazioni (e in effetti l'articolo parla di carico mentale, più che di lavoro in senso stretto).
Ecco la traduzione dell'articolo.
Lascia stare il maglione in più, potresti semplicemente aver bisogno di un giorno libero.
Ti rendi mai conto che il tuo naso è stranamente più freddo rispetto al resto del corpo? Bene, non regolare ancora il riscaldamento. Secondo un nuovo studio, la temperatura del naso potrebbe essere un indicatore dello stress al quale è sottoposto il tuo cervello.
I ricercatori dell'Istituto per la Tecnologia Aerospaziale dell'Università di Nottingham hanno esaminato le funzioni neurologiche di 14 volontari e hanno scoperto che più erano mentalmente sovraccarichi, più freddi diventavano i loro nasi.
Usando le termocamere, hanno scoperto che le temperature facciali, specialmente nei seni nasali, erano «ridotte quando i partecipanti eseguivano dei compiti di difficoltà crescente».
Quando le persone erano completamente concentrate su un compito, la loro frequenza respiratoria cambiava e il flusso sanguigno veniva reindirizzato dal viso al cervello per aiutarlo a lavorare di più.
Il dottor Alastair Campbell Ritchie, del Gruppo di Ricerca sulla Bioingegneria, è rimasto sorpreso dai risultati: «Ci aspettavamo che le richieste mentali su un operatore avrebbero comportato dei cambiamenti fisiologici, ma la correlazione diretta tra il carico di lavoro e la temperatura della pelle è stata davvero impressionante».
«Non ci aspettavamo di vedere il viso diventare più freddo», ha detto. «Con questo modo accurato di stimare il carico di lavoro possiamo sviluppare dei metodi che assisteranno l'operatore nei momenti di massimo stress».
Lo studio era mirato a trovare un modo per monitorare i livelli di stress cerebrale di un lavoratore in maniera non intrusiva, ed essi ritengono che la tecnica di imaging termico che stavano sperimentando potrebbe andare a pennello.
La professoressa Sarah Sharples, la quale ha supervisionato e promosso lo studio, ha dichiarato: «La misura del carico di lavoro senza bisogno di interrompere le persone per chiedere loro di riferire quanto sono impegnate, mette alla prova gli specialisti dei fattori umani da molti anni».
Lei ha spiegato: «Abbiamo sviluppato una comprensione molto migliore di come i cambiamenti fisici associati ai carichi di lavoro si manifestino come sintomi fisiologici».
Lo studio sarà utile per monitorare lavoratori come i piloti, le cui lunghe ore e i faticosi carichi di lavoro potrebbero costituire un serio problema di sicurezza per sé stessi e, naturalmente, per i loro passeggeri.
Il professor Herve Morvan, direttore dello IAT, ha dichiarato: «La stanchezza dei piloti ha ricevuto una maggiore esposizione di recente, e lo sviluppo di un sistema avanzato per monitorarla è un passo significativo in un settore in cui la sicurezza è fondamentale».
Quindi la prossima volta che hai la sensazione di stare lavorando troppo, controlla quanto è freddo il tuo naso. Anche se il tuo lavoro non è questione di vita o di morte, potrebbe essere solo il segno che è il momento di prenderti una pausa.
[Lo scaldanaso di lana la cui foto apre il post è in vendita su Amazon – solo che attualmente non è disponibile... occheppeccato! ;-) – ma se ne trovano tanti altri modelli anche su Etsy. Piuttosto che indossare qualcosa di così URENDO, comunque, preferisco tenermi il mio naso gelido... ;-)]

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