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venerdì 5 giugno 2015

Il sostegno di un abbraccio

Siamo angeli con un'ala soltanto e possiamo volare solo restando abbracciati.
In quest'ultima convulsa settimana ho inevitabilmente tralasciato i consueti trastulli al pc, e così si sono accumulati a decine messaggi di posta elettronica e aggiornamenti di feed da leggere. Quando oggi mi sono messa di malavoglia a smaltirli, mi sono imbattuta nel Buongiorno di Massimo Gramellini pubblicato il 29 maggio scorso, proprio poche ore prima che papà ci lasciasse. La rubrica si apriva con la foto qui sotto (della quale si parla anche qui su 7online.com)...


... commentata come segue.
Una madre cattura con il cellulare l’abbraccio tra sua figlia Maliyah (a sinistra) e un’altra piccola ospite dell’ospedale oncologico di Pittsburgh, in Pennsylvania. Poi lo posta su Facebook. La foto fa il giro del mondo, toccando corde arrugginite ma ancora vibranti in molti cuori non completamente sfibrati dal cinismo. 
Oggi il Buongiorno è questa immagine. Non c’è niente da aggiungere. Solo da condividere. Da quell’abbraccio affiora ciò che rende una vita degna di essere vissuta. Chiamatelo senso, chiamatelo amore, chiamatelo Dio. Al suo cospetto, ogni preoccupazione o aspirazione quotidiana assomiglia al paesaggio che le bambine osservano dalla finestra dell’ospedale: qualcosa di deperibile e secondario, in fondo inessenziale. Quell’abbraccio contiene già tutto. Il resto, a cominciare da queste, sono soltanto parole.
Tutto ciò mi ha colpito moltissimo, non soltanto per la coincidenza temporale, ma anche perché, tra le varie patologie di cui soffriva mio padre, una delle più serie era appunto il cancro: a poco più di un anno da un intervento al polmone, mesi fa il male si era riaffacciato più insidioso che mai attaccando le ossa e richiedendo terapie piuttosto pesanti. Anche se poi è stata una banale caduta in casa, e più precisamente l'anestesia generale resasi necessaria per ridurre la conseguente frattura al femore, a prostrare un fisico già molto debilitato accelerando la fine.
A questo punto avrai intuito con quale stato d'animo ho scritto il post del 10 maggio scorso. E non ti stupirà neanche sapere che quest'anno il mio (magro) cinque per mille ho scelto di destinarlo all'AIRC. Se vuoi seguire il mio esempio, il codice fiscale da inserire nell'apposito spazio della tua dichiarazione dei redditi è
80051890152
P.S.: Il succitato scritto di Gramellini ci ricorda una cosa molto importante: per trovare la forza di affrontare il male e il dolore è fondamentale la vicinanza, fisica o almeno spirituale, di qualcuno che ci voglia bene. Io a parole l'affetto che provo temo di non esprimerlo mai a sufficienza, mannaggiammé, ma mi auguro di riuscire a dimostrarlo almeno in parte coi fatti...

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