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mercoledì 26 marzo 2014

Trovare la forza nelle difficoltà

L'essere umano per sua natura tende spesso, in maniera più o meno consapevole, a cercare un senso nelle piccole o grandi difficoltà che incontra lungo il proprio cammino. Alcune persone, quelle più fervidamente credenti, trovano conforto nella fede in un disegno superiore... mentre io, che pur avendo una mia religiosità mi reputo una tipa più terra terra, sono semplicemente convinta che il dolore, dopo che lo si è metabolizzato, serva a rafforzare le persone, a farle crescere e maturare. All'inizio, quando ci si è immersi dentro, trovare la forza per uscirne può sembrare impossibile... ma, quando poi finalmente questo accade, si ha modo di riconsiderare l'esperienza vissuta con maggiore distacco, sotto una prospettiva meno "catastrofica".
Ho usato l'espressione "terra terra", ma mi sa che è inopportuna: la massima «Quello che non mi uccide mi rende più forte» – rielaborata in maniera abbastanza colorita sull'asfalto del molo nord del porto di Pescara, vedi qui – è stata formulata nientepopodimenoché dal grande filosofo Tiziano Ferr Biagio Anton Friedrich Nietzscheche dice? ;-) – ne Il crepuscolo degli idoli.
Tutta questa premessa si ricollega a una storiella semplice ma preziosa che ho letto ieri su Facebook e che desidero condividere: si intitola La storia della farfalla.
Un giorno un contadino si stava riposando all’ombra di un albero, quando vide il bozzolo di una farfalla.
Sul bozzolo c’era un piccolo buco, e il contadino incuriosito ci guardò dentro e vide la piccola farfalla che si dimenava con tutte le sue forze per uscire dal bozzolo.
Il contadino osservò per un po’ la farfalla che con tutte le sue forze cercava di uscire dal bozzolo, finché si impietosì e decise di aiutare la farfalla.
Con il suo coltellino allargò delicatamente il foro che c’era sul bozzolo finché la farfalla poté uscirne senza alcuno sforzo.
A questo punto accadde qualcosa di strano. La farfalla non aveva sviluppato muscoli abbastanza forti per poter volare, e riuscì a malapena a spostarsi di pochi centimetri dal bozzolo. La farfalla non volò mai e morì poco dopo.
Il contadino si accorse del grave errore fatto ed imparò una lezione che non dimenticò per il resto della sua vita:
Se l’esistenza fosse priva di difficoltà non svilupperemmo mai la forza necessaria per realizzare i nostri sogni e per volare in alto.

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