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venerdì 7 marzo 2014

Il coraggio di sfidare i propri limiti

Negli ultimi tempi mi è capitato di guardare due video che mi hanno colpita parecchio; ecco qui sotto il primo.



Il video propone la testimonianza dell'australiano Nick Vujicic, nato con una rara malattia genetica, la tetramelia: non ha né braccia né gambe, a parte un «piccolo piede di gallina», come lo chiama lui. Oggi Nick è un uomo felicemente sposato con un figlio, di mestiere fa lo speaker motivazionale... e direi che svolge il suo lavoro come meglio non si potrebbe: sentirlo parlare dà una carica! È ammirevole constatare come non si sia lasciato scoraggiare né condizionare più del necessario dai limiti impostigli dalla sua disabilità: oggi è in grado di scrivere, di radersi e di fare tante altre cose che sembrerebbero al di fuori della sua portata. Il giovane, che è anche un predicatore evangelico pentecostale, ha attinto grande forza dalla fede in Dio... ma a me piace pensare che pure coloro che non hanno lo stesso dono possano trovare la propria personale ragione di vita a cui aggrapparsi nei momenti difficili per affrontare con coraggio anche i problemi più seri. La chiave di tutto è essere grati per ciò che abbiamo, anziché insoddisfatti per ciò che non possiamo avere...
Ed ecco il secondo video.


La protagonista è l'americana Lizzie Velásquez, affetta da una rarissima sindrome che tra l'altro le impedisce di prendere peso pur mangiando cibi ipercalorici in quantità industriali. Casomai stessi pensando che vorresti averla tu, quella sindrome, per porre fine alla tua eterna lotta con la bilancia... beh, sei proprio fuori strada: Lizzie ha dovuto far fronte a grossissimi problemi, non soltanto di salute ma anche relazionali. Oggi però la ragazza sembra proprio aver raggiunto un equilibrio, ha imparato a non permettere che fosse la sua sindrome, o la negatività altrui nei suoi confronti, a definire quello che lei è, e riesce persino a trovare i lati positivi della sua condizione, e a scherzarci su; anche lei fa la speaker motivazionale, e scrive libri. Alla fine del suo discorso, mi sono quasi vergognata del disagio che avevo provato vedendola comparire per la prima volta, in tutta la sua impressionante magrezza, sul display del mio tablet...

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