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lunedì 24 agosto 2015

Che cos'è il privilegio?

È fin troppo normale sentirsi insoddisfatti della propria esistenza, capita a me per prima, lo ammetto... e spesso non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati non soltanto rispetto ai profughi che migrano in condizioni disperate nella speranza di costruirsi una vita migliore in un Paese straniero, ma magari semplicemente rispetto al vicino della porta accanto.
L'altro giorno ho visto su YouTube un video che mi ha colpito parecchio, pubblicato nel canale BuzzFeedYellow: si intitola What Is Privilege? (Che cos'è il privilegio?). Se lo guardi anche tu, sono convinta che ti offrirà validi spunti di riflessione...


Qui di seguito riporto la traduzione del parlato e delle scritte in sovraimpressione.
– Alcune persone nascono in famiglie dove devono camminare per delle miglia soltanto per prendere l'acqua. Tutto quello che devo fare io è aprire il rubinetto: questo è un privilegio.
La camminata del privilegio è un'attività pensata per aiutare le persone a comprendere gli effetti dei privilegi sociali. Un elenco di 35 privilegi o svantaggi sociali è stato letto ad un gruppo di 10 persone. Ciascuna persona faceva un passo avanti o un passo indietro a seconda di come si identificava con l'affermazione.
– Credo che il privilegio sia quando alcune persone hanno delle cose ed altre non ce le hanno.
– Sento che il privilegio è qualcosa di cui non si ha ancora veramente il controllo.
– Penso che sarebbe sciocco da parte mia dire che non ho diversi privilegi, considerando il paese in cui vivo e il lavoro che riesco a fare e l'università dove mi è stato permesso di andare.
– Suppongo che essere un maschio bianco mi aiuterà a finire da qualche parte nelle file davanti, ma farò qualche passo indietro per il fatto di essere gay.
– Non penso che ce la farò ad arrivare davanti. Credo che forse sarò nel mezzo. Questa è solo una sensazione che ho.
E queste sono le vostre posizioni finali.
– Penso che sia stato un po' strano per tutti.
– È una cosa difficile di cui discutere o su cui riflettere.
– È stato molto imbarazzante.
– Credo che quando lo puoi rappresentare visivamente in questo modo e così immediatamente, assume senz'altro una forma nuova.
– Oh, penso che ci stessimo tutti scherzando su all'inizio. Era tutto piuttosto leggero, ma non appena hanno cominciato ad arrivare le domande, l'umore è cambiato immediatamente e si è fatto silenzio.
– Solo guardare indietro e vedere un gruppo di persone dietro di te non è una bella sensazione.
– È strano quanto ci tieni a spiegare un certo privilegio come "Oh, ma in realtà non si tratta di me, perché io ho davvero lavorato sodo per questo". Quindi è strano fare un passo avanti quando senti come se stessi facendo un passo avanti con qualcun altro, ma porti un sacco del bagaglio di come quelle cose erano difficili. [Questa confesso di non averla capita, pur avendo a disposizione la trascrizione del parlato... C'è per caso qualcuno che vorrebbe suggerirmi una traduzione migliore di «It's like weird how you want to hold onto explaining a certain privilege like, "Oh, but that's not actually me because I hard to work really hard for that." So it's weird to take a step forward when you feel like you're taking a step forward with someone else, but you wear a lot of the baggage of how those things were hard»?, NdC]
– È stato più emozionante di quanto pensassi.
– Mi ha ricordato di quando si parla di schiavitù al liceo e tu ti senti arrabbiato per qualche giorno, ma poi ti rendi conto che è così che vanno le cose.
– Per me è stato un po' frustrante guardarmi indietro e vedere di quanto alcune persone fossero dietro di me e rendermi conto che né il fatto di lavorare duro e nemmeno la legislazione può colmare quella lacuna.
– È interessante essere un asiatico americano perché non sei davvero sicuro di dove cadi nello spettro del privilegio.
– So che per me uno dei motivi per cui sono finita così indietro era che c'erano domande sulla sicurezza. Essendo afro-americana, essendo donna, essendo una donna gay, c'erano così tanti modi diversi di non sentirmi al sicuro.
– Mi sento come se avessi appena imparato ad essere grato per quello che ho. Sai, siamo in una società così grande dove è tutto un lamentarsi di quello che non si ha.
– Ti mostra solo che per alcune famiglie, come ciascuna famiglia, sei destinato a fare meglio. I miei nonni hanno fatto bene, i miei genitori hanno fatto bene, ed io farò ancora meglio.
– Io credo che se non sei consapevole del privilegio dovresti fare questo esercizio, ma è più complicato.
E questo è l'elenco completo delle domande che sono state poste ai partecipanti al "gioco".
Se i vostri genitori lavoravano di notte e nei weekend per sostenere la vostra famiglia, fate un passo indietro.
Se potete muovervi nel mondo senza temere violenze sessuali, fate un passo avanti.
Se potete mostrare affetto per il vostro partner in pubblico senza paura del ridicolo o di violenza, fate un passo avanti.
Se vi è stata mai diagnosticata una malattia o una disabilità fisica o mentale, fate un passo indietro.
Se la lingua principale parlata nella vostra famiglia mentre crescevate non era l'inglese, fate un passo indietro. [Questa domanda ovviamente non ha altrettanto senso in un Paese la cui lingua ufficiale non è l'inglese, NdC]
Se venite da un ambiente familiare che vi ha sostenuti, fate un passo avanti.
Se avete mai provato a cambiare il vostro modo di parlare o di fare per guadagnare credibilità, fate un passo indietro.
Se potete andare ovunque nel paese, e trovare facilmente i tipi di prodotti per capelli di cui avete bisogno e/o cosmetici che corrispondono al colore della vostra pelle, fate un passo avanti.
Se siete stati in imbarazzo per i vostri vestiti o la vostra casa durante la crescita, fate un passo indietro.
Se potete commettere errori senza che la gente attribuisca il vostro comportamento ai difetti del vostro gruppo razziale/genere, fate un passo avanti.
Se potete sposare legalmente la persona che amate, indipendentemente da dove vivete, fate un passo avanti.
Se siete nati negli Stati Uniti, fate un passo avanti. [Altrove la domanda andrebbe riformulata con il nome del Paese in cui ci si trova al posto degli Stati Uniti, NdC]
Se voi o i vostri genitori avete mai affrontato un divorzio, fate un passo indietro.
Se sentivate di avere un accesso adeguato a cibo sano durante la vostra crescita, fate un passo avanti
Se siete ragionevolmente sicuri che sareste assunti per un lavoro in base alle vostre capacità e qualifiche, fate un passo avanti.
Se non ci pensereste mai due volte prima di chiamare la polizia quando si verifica un problema, fate un passo avanti.
Se potete vedere un medico ogni volta che ne sentite il bisogno, fate un passo avanti.
Se vi sentite a vostro agio nell'essere emotivamente espressivi/aperti, fate un passo avanti.
Se siete mai stati l'unica persona della vostra razza/genere/stato socio-economico/orientamento sessuale in ambiente scolastico o sul posto di lavoro, fate un passo indietro.
Se avete avuto prestiti per la vostra educazione, fate un passo indietro.
Se prendete permessi sul lavoro per le vostre feste religiose, fate un passo avanti.
Se avete avuto un lavoro negli anni delle scuole superiori e dell'università, fate un passo indietro.
Se vi sentite a vostro agio andando a casa a piedi da soli di notte, fate un passo avanti.
Se avete mai viaggiato al di fuori degli Stati Uniti, fate un passo avanti. [Anche questa domanda altrove andrebbe riformulata con il nome del Paese in cui ci si trova al posto degli Stati Uniti, NdC]
Se avete mai sentito che non ci fosse una rappresentazione adeguata o accurata del vostro gruppo razziale, di orientamento sessuale, di genere e/o di disabilità nei media, fate un passo indietro.
Se siete fiduciosi che i vostri genitori sarebbero in grado di aiutarvi/sostenervi finanziariamente qualora doveste andare incontro a difficoltà finanziarie, fate un passo avanti.
Se siete mai stati vittima di bullismo o presi in giro per qualcosa che non potete cambiare, fate un passo indietro.
Se c'erano più di 50 libri in casa vostra mentre crescevate, fate un passo avanti.
Se avete studiato la cultura o la storia dei vostri antenati alle scuole elementari, fate un passo avanti.
Se i vostri genitori o tutori hanno frequentato l'università, fate un passo avanti.
Se siete mai andati in vacanza con la famiglia, fate un passo avanti.
Se potete comprare vestiti nuovi o andare fuori a cena quando volete, fate un passo avanti.
Se vi è mai stato offerto un lavoro per via della vostra associazione con un amico o un familiare, fate un passo avanti.
Se uno dei vostri genitori è mai stato licenziato o è rimasto disoccupato non per scelta, fate un passo indietro.
Se vi siete mai sentiti a disagio per uno scherzo o un'affermazione che avete sentito legata alla vostra razza, etnia, sesso, aspetto o orientamento sessuale ma non ve la siete sentita di affrontare la situazione, fate un passo indietro.
Mi è venuto spontaneo pensare quanti passi avanti e quanti indietro dovrei fare io, e ho concluso che, come dice la donna al minuto 0:37, sarebbe sciocco da parte mia non riconoscere di essere abbastanza privilegiata. Ma ho trovato molto stimolante quello che dice il ragazzo al minuto 3:35: ognuno di noi dovrebbe rimboccarsi le maniche per fare ancora meglio delle generazioni che ci hanno preceduti.
[La scritta che apre il post, «Se non ci devi pensare, è un privilegio», è tratta da Black Men in America.com]

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